Manfredonia
A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Tentativo di usurpazione di Mattinatella da parte della principessa di Gerace

Tentativo di usurpazione di Mattinatella da parte della principessa di Gerace


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Mattinata. Sta per finire il secolo XVIII, stanno per venire meno le feudalità, eppure, in un documento del 4 giugno1793, rileviamo il tentativo della principessa di Gerace, utile padrona di Monte S. Angelo, di impossessarsi, tramite il suo “mazziere”, sig. Rebecchi, del feudo di Mattinatella, appartenente alla Mensa arcivescovile. Naturalmente, il “mazziere” si difende affermando che la principessa di Gerace è ricorsa al Tribunbale (amico) in Napoli, rivendicandone la legittimità del possesso e dichiarando la nullità della protesta. Lo stesso mazziere, intanto, non si esime di far circolare “persone armate nelle contrade denominate Macchia, Mattinatella, Mattinata, ed altri luoghi adiacenti, compassando violentemente que’ terreni di dominio assoluto della sua Principessa, e minacciando altresì criminosamente tutti gli affittatori, e reddenti”. Altri tempi ?!

Die quarta mensis junij undecima inditione, Millesimo septincentesimo nonagesimo tertia, in civitate Montis S.Angeli. Costituito in presenza nostra il sig. d. Filippo Curti Economo della R.ma Mensa Arcivescovile sipontina della città di Manfredonia, il quale in detto nome, con animo protestastivo, ed in ogni altra miglior via, che può, e dalla legge li vien permesso, dice, e fa sentire a VS sig. d. Saverio Rebecchi aggente dell’Ill.ma Principessa Gerace commorante in questa città di Monte S. Angelo. Come possedendo detta R.ma Mensa molti effetti redditizi per tutto questo territorio, e segnatamente nel luogo detto Mattinatella, anche tenimento di questa predetta città un tenimento di questa sudetta città una tenuta di territorio sementabile, in cui anche vi sono moltissimi alberi di olivi ed altri fruttiferi spettanti alla Mensa, della quale sempre n’è stato nel legittimo possesso; con somma meraviglia oggi ha preinteso, che VS sig, aggente stia procedendo, o abbia anche proceduto agli affitti di detti olivi con accenzione di candela al maggior offerente in sommo pregiudizio, e interesse di detta Mensa, suo principale, perciò espressamente col presente pubblico atto si protesta contro di VS. di detto nome e di detta Ill. re Signora Principessa che tutte l’innovazioni che sta facendo, e fa contra detta R.ma Mensa non debbano avere verun vigore, ed efficacia, ma aversi come non fatte, per cuki ne avrà ricorso a’ superiori, a chi spetta, anche per le querele criminali per lo spoglio che de facto li sta facendo, e ha fatto in sommo pregiudizio, ed interesse di detta R.ma Mensa, come parimenti, se ne protesta in questo stess’atto di tutto e quanto si è altre volte detta Mensa protestata, per cui per non replicar cose si rimette alle citate antecdeddenti proteste, che rattrovansi presentate negli atti della causa. E così dice, e si protesta e d’ogni altra cosa lecita a protestarsi, comecche delle spese ed interessi, isto, e o.m.m.

In eodem actu Il sudetto sig. aggente replicando al sopradetto atto notificatoli, dice essere un sogno dell’ Economo della R.ma Mensa arcivescovile sipontina, ch’l detto sig. Rebecchi abbia fatto affitti di que’ territorj, oliveti, ed altri luoghi di spettanza d’essa Mensa Arcivescovile, ma solo ha inteso, ed intende riguardare e vantaggiare con affitti, ed altri contratti, che meglio stima, tutti que’ territori di assoluta spettanza della sua Principessa, e dalla medesima rivendicati coll’autorità del Magistrato presso il S.R.C., ed in virtù di tante replicatre decisioni del medesimo alle quali avendo contravenuto esso Economo, laonde, la Magistratura, ed autorità del Giudice sen’è protestato formiter come ora se ne protesta nella medesima nostra presenza, ed infrascritti testi, riserbandosi nel nome sudetto, e per parte della sua Principessa la querela criminale presso il Real Trono, e Tribunali competenti contra detto sig. Economo e monsignor Arcivescovo sipontino, ed altresì si è protestato, come si protesta di tutti gli attentati, e violenze commessi per ordine di detto monsignor Arcivescovo e suoi Ufficiali nel Territorio Feudale della sua Principessa degli individui a se soggetti, specialmente dal suo cuoco Giovanni Puglia, accompagnato da un Regio compassatore, ed altre persone armate nelle contrade denominate Macchia, Mattinatella, Mattinata, ed altri luoghi adiacenti, compassando violentemente que’ terreni di dominio assoluto della sua Principessa, e minacciando altresì criminosamente tutti gli affittatori, e reddenti della Camera Comitale della riferita sua principale; Ed affinchè in ogni futuro tempo cessino dette violenze, ed inconvenienti che potessero nascere da quelle come, e che nel successive si potran far commettere, da ora sen’è protestato, come se ne protesta contra del sudetto Economo, e monsignor Arcivescovo, e così dice, e replica.

A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Tentativo di usurpazione di Mattinatella da parte della principessa di Gerace ultima modifica: 2016-02-16T17:15:53+00:00 da Redazione



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