ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Manfredonia, alcuni episodi di cronaca nera (II)

Di:

Manfredonia. ”Die Vigesima sexta mensis Iulij sextae Indictionis Millesimi septingentesimi decimi tertiae In Civ(ita)te Manfred(oni)ae, et cum licentia obtenta ob festum Divae Annae.

Si sono personalmente costituiti nella nostra presenza Anna, seu Annuccia Mauriello legittima moglie di Luca Mastro Mauro, Andrea Cecafossa, et Michele Mondiello di detta Città di Manfredonia, et Francesco Russo di Santo Pietro Vernotico di Lecce de presente in questa prefata città di Manfredonia, li quali mediante eorum giuramento, prius prestito in manibus meis, tactis scripturis in forma hanno dichiarato, confessato, e testificato, siccome in verbo veritatis dichiarano, confessano, e testificano, cioè essa predetta Anna, qualmente hier’ sera venticinque del corrente, verso l’ ore dell’ Avemaria standono manciando nella sua Taverna, dove parimente si vende la neve, cinque persone armate, l’ istessi, che hanno portato due persone di Santo Giovanni carcerati nel Real Castello di questa predetta Città, due di quelli, uno dei quali portava una coppola bianca in testa, litigavano frà di loro, con ingiuriarsi l’ un l’ altro con parole di briccone, e di frabutto, e dalle parole et ingiurie, poco mancò di venire alle mani, minacciandosi l’ un l’ altro, col capo, e seguitarono à mangiare, sempre borbottando, e perche poi essa attestante, ebbe altro da fare, non potè sentire altro; Et il detto Michele Mondiello testifica come verso un’ora di notte, essendo andato à comprare il vino in detta Taverna di Anna Mauriello, intese anche le sudette due persone, che litigavano frà di loro, et uno disse all’altro Io mo ti chiavo una pontonata, et l’ altro à quello li disse Io mo ti chiavo una fucilata in testa, e dubitando esso attestante, che quelli non venivano alli fatti, si pigliò il vino, e se n’andò subito in sua casa; Et li detti Andrea Cecafossi, e Francesco Russo testificano come essendono andato à comprare il vino nella detta Taverna di Anna Mauriello hier sera, che era un’ora di notte sonata, intesero colà litigare due persone d’una comitiva di cinque, che stavano manciando, et armati, e con alterazione di parole, uno disse all’ altro, tu non la vuoi finire, Io mo ti do una pontonata, e quello altro si alxò et anche con la scoppetta, e li disse, s enon la finisci tù Io te la chiavo una fucilata in capo, e perche furono da compagni, da essi attestanti, et da altre persone sgridati, si fermarono con l’armi, e minacciandosi l’ un l’altro dicendo à Santo Giovanni ci vedermo, e l’altro rispose per la strada ci vederemo, restarono così sdegnati, e borbottando, et essi attestanti prendendono il vino se n’ andarono per loro affari. E questo hoggi hanno inteso dire per tutta questa Città, che uno di essi si è trovato ammazzato con una palla nel fronte per la strada della Montagna; Et sic reperito Iuramento testificant”.

(A cura di Pasquale Ognissanti, Archivio Storico Sipontino – Manfredonia,



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