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"Brutte sorprese attendono quanti credono, se è quasi impossibile in tempi di crisi farsi pagare, che almeno pagare sia semplice"

Canone Rai e bocciatura del DM: come pagare?

"Si scontra con la realtà, appena pochi mesi dopo la sua approvazione, la proposta di legare il pagamento del canone alla bolletta elettrica"

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Brutte sorprese attendono quanti credono, se è quasi impossibile in tempi di crisi farsi pagare, che almeno pagare sia semplice.

La pubblicità dell’anno scorso, che dal punto di vista estetico rimandava furbamente ai floridi anni ’50 italiani, faceva intendere che pagare il Canone Rai sarebbe stato “semplice come non mai”. Bisognava, già così, essere dotati di profondo senso dell’humour per credere che gli italiani non pagassero il canone perché farlo era troppo difficile. Ma se l’ironia non ha limiti, per aggiungere al gioco un livello più interessante i pagamenti andavano resi complicati. Sul serio.

Si scontra con la realtà, appena pochi mesi dopo la sua approvazione, la proposta di legare il pagamento del canone alla bolletta elettrica: giungono infatti due dichiarazioni esplicative, la prima, del 14 aprile, da parte del Consiglio di Stato, l’altra del 15 aprile da parte dell’Unione Nazionale dei consumatori.

Esplicative di cosa?

Facciamo un passo indietro. La legge di Stabilità aveva introdotto diverse nuove misure per il pagamento del canone: i bollettini erano stati rimpiazzati da addebiti sulla bolletta elettrica; il balzello riguardava sia le tv che tutti gli altri apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni; l’importo dovuto era leggermente sceso e chi non possedeva un apparecchio tra quelli citati doveva presentare una dichiarazione. Diverse proteste e una petizione da firmare nacquero in rete l’anno scorso, soprattutto in relazione all’importo, alla pubblicità e, cosa fondamentale, al palinsesto.

La circolare n. 66 del 6 aprile spiegava come richiedere l’esonero del Canone Rai in bolletta: il modello era stato pubblicato unitamente al provvedimento di approvazione datato 24 marzo 2016; quanto all’invio del modello stesso, la scadenza era prevista per il 30 aprile attraverso il servizio postale o mediante intermediario e per il 10 maggio attraverso il canale telematico. In caso di ritardo, l’esenzione sarebbe stata automaticamente considerata invalida.

Lo scorso 14 aprile, quando mancano ormai poche settimane alla prima bolletta elettrica con l’imposta allegata, Il decreto ministeriale sul Canone Rai riceve la bocciatura dal Consiglio di Stato, che per legge deve dare un parere su questo atto prima che sia promulgato.

Sembra che non si comprenda bene di cosa si sta parlando quando si parla di televisione: il Consiglio di Stato si è pronunciando sulla mancanza di “un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo, dal momento che sul mercato sono ormai disponibili molti device per la ricezione dei programmi, le formule tecniche di non facile comprensione evidenziano criticità”. Lo stesso Consiglio osserva anche che la riscossione del nuovo canone “pone un problema di privacy, vista l’elevata mole di dati che si scambieranno gli enti coinvolti: Anagrafe tributaria, Autorità per l’energia elettrica, Acquirente unico, Ministero dell’interno, Comuni e società private”. Il Consiglio di Stato ha, quindi, invitato l’amministrazione, ossia i ministeri competenti, a rivedere il decreto, sospendendo il proprio parere in merito.

Com’è chiaro, se non si comprendono bene i limiti delle dichiarazioni da presentare, il rischio è quello di dichiarare il falso, con tutte le conseguenze penali. La proroga dei termini per la consegna di moduli e dichiarazioni non aiuterebbe certo a risolvere il problema, specie perché il rinvio dei termini proposto è di pochi giorni. È da intendersi quindi a questo proposito l’intervento esplicativo dell’Unione Nazionale Consumatori: la proroga suona come una presa in giro e i problemi irrisolti, di varia natura, vanno chiariti prima delle scadenze proposte, se non si vuole rivedere la legge di Stabilità.

La burocrazia e i vari passaggi delle legge non sono semplici. Come non è semplice, se vogliamo, nemmeno conservare una libertà di opinione, per non parlare della logica: tra quanti pensano che tasse e imposte vadano pagate, e giustamente, al fine di garantire un buon servizio, c’è chi si ritrova contro la propria volontà a finanziare personaggi con cui non condividerebbe una sigaretta nella vita reale: bastava fare un giro su Facebook qualche giorno fa per ritrovare commenti poco edificanti a Bruno Vespa e al suo Porta a Porta, inclusa una petizione su Change.org che voleva la chiusura della trasmissione. Chi ha sempre pagato subisce il bombardamento mediatico rivolto a chi, di pagare, non ha alcuna intenzione. La Rai offre diversi canali, alcuni di qualità, ma chi chiede un palinsesto di elevato standard televisivo si è rassegnato a dover finanziare un marasma di trasmissioni di basso standard per permettere ai primi di sopravvivere senza affogare. Chi non ritiene giusto pagare il canone non ha scelta esattamente come prima, anche se, com’è noto, nel guazzabuglio di leggi e regolamenti l’evasione rischia di diventare più facile. La vicenda del canone viene spesso citata a caso-esempio della situazione italiana. Chi crede di potersi limitare a dichiarare quanto possiede farà bene a stare attento che non venga scambiato per qualcos’altro.

Se volete un servizio, dovete pagare. Se non volete finire in galera, dovete evitare di dichiarare il falso. Se avete la televisione, dovete dirlo. Se non avete la televisione, dovete evitare di non dirlo.

Vi sembra di aver capito qualcosa, ma non abbastanza? Benissimo, vuol dire che funziona.

 

(Fonti:

http://www.repubblica.it/economia/2016/03/30/news/canone_rai_si_cambia_costera_di_meno_ma_carcere_a_chi_evade-136521737/

http://www.italyjournal.it/2016/04/15/canone-rai-niente-tv-parli-ora-paghi/

http://www.statoquotidiano.it/15/04/2016/canone-rai-chiesto-rinvio-data-autocertificazione/456537/

http://www.consumatori.it/articolo/canone-rai/#.VxHzffmLTIU

http://www.repubblica.it/economia/2016/04/14/news/canone_rai-137625305/)

(fonte: www.statodonna.it – a cura di Antonella Attanasio)

Canone Rai e bocciatura del DM: come pagare? ultima modifica: 2016-04-16T11:06:34+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    COMUNICATO STAMPA DELL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI DEL 16-04-16

    CANONE RAI: IL VADEMECUM DELL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI SULL’AUTOCERTIFICAZIONE

    I PUNTI DA CHIARIRE DOPO LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

    UNC CHIEDE DI FAR SLITTARE I TERMINI DELL’AUTOCERTIFICAZIONE AL 31 MAGGIO

    L’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di stilare un vademecum per facilitare la compilazione dell’autocertificazione, con le casistiche finora chiarite dall’Agenzia delle entrate. Si elencano, poi, i principali punti ancora dubbi, in particolare dopo la sentenza del Consiglio di Stato. A tal proposito, non basta che il Governo sposti i termini per l’invio dell’autocertificazione dal 30 aprile o 10 maggio attualmente previsti al 15 maggio.

    “Spostare di 5 giorni i termini per l’invio telematico della dichiarazione suona come una presa in giro, specie perché va ancora rifatta la nota Mise del 22/2/2012 sulla definizione di apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni. Bisogna che i termini siano spostati al 31 maggio per i contribuenti e al 15 giugno per la trasmissione dei dati dall’ Acquirente Unico alle imprese elettriche” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

    Di seguito il vademecum:

    Chi non deve fare la dichiarazione:

    1) I vecchi abbonati Rai non devono inviare nulla, se non sono anche titolari di utenza elettrica.

    2) Se utenza elettrica intestata al marito e canone era pagato dalla moglie, non si deve inviare la dichiarazione. Ci sarà voltura automatica e pagherà il marito in bolletta (il decreto Mise bocciato dal Consiglio di Stato non subirà modifiche su questo aspetto)

    3) Se una sola persona ha più utenze residenziali, anche se in comuni diversi ed i contratti sono con imprese diverse, non deve dichiarare nulla per evitare il doppio pagamento del canone. Insomma, se si hanno due o più case, ma le bollette della luce sono sempre intestate ad un solo componente della famiglia, sempre alla moglie ad esempio, allora non si deve presentare alcuna autocertificazione, nemmeno se le utenze elettriche sono tutte e due residenziali e nemmeno se il vecchio abbonato Rai era il marito.

    4) Inquilino. Se luce intestata al proprietario, allora inquilino non può compilare alcuna dichiarazione, non essendo titolare di utenza elettrica residenziale. Che fa?

    Se ha la tv ed è residente nella casa in affitto, dovrà pagare in unica soluzione entro il 31 ottobre e non dichiarare.
    Se ha la tv ma risiede altrove con una famiglia che già paga il canone, ad es. studente che risiede ancora con i genitori, non deve pagare e non deve dichiarare
    Se ha la tv ed è titolare, in un’altra abitazione, di un’utenza elettrica residenziale dove già paga il canone, non deve dichiarare e pagherà in bolletta nell’altra casa.

    5) Inquilino. Se luce (utenza residenziale) intestata ad inquilino. Se ha tv non deve fare nulla, a meno che fa parte di una famiglia anagrafica che già paga il canone, ad esempio studente che ha domicilio dove studia ma è ancora nello stato di famiglia con i genitori. In questo caso compila quadro B ed indica il codice fiscale di chi, mamma o papà, è intestatario dell’utenza elettrica che deve pagare il canone.

    Chi deve fare la dichiarazione:

    1) Solo ed esclusivamente il titolare di utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale o, se defunti, i loro eredi.

    2) Se si hanno due o più case, ma due o più utenze residenziali intestate diversamente, una alla moglie e una al marito, allora per evitare di pagare due canoni va fatta la dichiarazione. Se i coniugi hanno la residenza nella casa dove la bolletta la paga il marito, allora deve essere la moglie a compilare il quadro B della dichiarazione, indicando il codice fiscale del marito quale intestatario dell’utenza su cui è dovuto il canone. Se invece marito e moglie non hanno la stessa residenza, allora, dato che non sono nello stesso stato di famiglia, non devono dichiarare nulla, dato che devono pagare due canoni.

    3) Figli nella seconda casa dei genitori. Se si hanno due case (A e B) e due utenze elettriche residenziali intestate diversamente, una, dove abitano i coniugi, intestata al marito (A) e una, la “seconda” casa (B), alla moglie, allora se nella seconda casa (B) abita 1 figlio, che non ha la residenza con i genitori nella casa A, ma da solo nella casa B, va fatta la dichiarazione. La moglie deve compilare il quadro B indicando il codice fiscale del marito, quale intestatario dell’utenza su cui è dovuto il canone. Il figlio, se ha la tv, dovrà pagare entro il 31 ottobre in unica soluzione, non essendo titolare di utenza elettrica (il decreto Mise bocciato dal Consiglio di Stato non subirà modifiche su questo aspetto).

    4) Case affittate. Famiglia proprietaria di 2 abitazioni: A e B. Residenza di entrambi i coniugi nella A, mentre la casa B, nella quale risultano ancora intestatari dell’utenza elettrica residenziale, è stata affittata. Che fare? Se nella casa A l’utenza residenziale è intestata al marito e nella casa affittata (B) la luce (utenza residenziale) è intestata alla moglie, allora, per evitare di pagare due canoni, la moglie deve compilare quadro B indicando il codice fiscale del marito (non dell’inquilino). Se invece entrambe le utenze sono intestate al marito, sia della casa dove abitano che della casa affittata, allora non va fatta alcuna dichiarazione e non va indicato il codice dell’inquilino, che provvederà autonomamente a pagare (se ha la tv).

    5) Eredi. Se il titolare dell’utenza elettrica residenziale è deceduto e la famiglia era composta da una sola persona, se è rimasta una tv nella casa, allora l’erede, se è intestatario di un’utenza su cui è dovuto il canone, deve inserire il proprio codice fiscale, anche se non fa parte della stessa famiglia anagrafica del soggetto deceduto.

    6) Suggellamento. Chi aveva presentato una denuncia di cessazione dell’abbonamento per suggellamento prima del 2016, deve fare la dichiarare di non avere altri apparecchi, compilando la seconda dichiarazione del Quadro A del modello di dichiarazione sostitutiva.

    Cose da chiarire dopo sentenza del Consiglio di Stato:

    1) Radio: Dopo la sentenza del Consiglio di Stato si attendono chiarimenti e modifiche sulle radio, visto che non dovrebbero pagare, ma nella nota Mise del 2012, attualmente richiamata dall’Agenzia delle entrate nel modello della dichiarazione sostitutiva, si riportano ancora, tra gli apparecchi atti alla ricezione, e quindi in teoria soggetti al canone, i ricevitori radio fissi, i ricevitori radio portatili, i ricevitori radio per mezzi mobili, i lettori Mp3 con radio FM integrata.

    Si ricorda che la Legge 27 dicembre 1997, n. 449, all’ art. 24 comma 14 dispone che: “A decorrere dal 1 gennaio 1998, sono esonerati dal pagamento del canone di abbonamento e della relativa tassa di concessione governativa i detentori di apparecchi radiofonici purché collocati esclusivamente presso abitazioni private”.

    Resta, però, il problema. Che succede se con la radio esco di casa? I lettori Mp3 con radio Fm integrata pagano?

    Il contribuente che non ha la tv, ma ha un ricevitore radio portatile, è, quindi, impossibilitato a presentare la dichiarazione di non possesso prevista dal quadro A della dichiarazione sostitutiva, dato che rischia di fare una dichiarazione mendace, con conseguenze penali. Occorre, quindi, che il Ministero per lo Sviluppo Economico rifaccia la nota del 22/2/2012 e che l’Agenzia delle entrate, successivamente, modifichi il modellino per l’autocertificazione.

    2) Vecchi tv analogici: decisamente poco chiaro cosa dovevano fare i possessori di vecchie tv analogiche, usate solo come monitor. Sono pochi giorni fa, la Rai (ma quello che è scritto nelle Faq della Rai non ha valore di legge, quella che conta è la nota del Mise) ha sostenuto che chi possiede un vecchio televisore analogico, senza avere il decoder, non deve pagare il canone, salvo poi ribadire che se “uso l’apparecchio televisivo solo come monitor per il computer o per vedere videocassette, devo pagare il canone tv”, senza distinguo tra tv vecchie e nuove.

    Difficile distinguere che fare tra vecchie tv analogiche senza decoder digitale e nuove tv, private del sintonizzatore, usate entrambe solo come monitor per vedere vecchie videocassette. Tanto più che la nota Mise del 2012, l’unica che conta, nella tabella, senza alcun distinguo tra tv analogico e digitale, inserisce i “Ricevitori tv fissi” nell’elenco delle apparecchiature che devono pagare, mentre tra le apparecchiature né atte né adattabili inserisce solo i “PC senza sintonizzatore TV” e non anche le TV private del sintonizzatore.

    3) Computer. Finora è chiaro che chi possiede un “normale” computer non deve pagare il canone. Lo ha chiarito la nota del ministero dello Sviluppo Economico del 22 febbraio 2012. Chi ha, cioè, un computer senza sintonizzatore, con il quale si possono vedere i programmi televisivi, ma solo da internet, non deve pagare il canone. Se, invece, si ha un computer che può ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare (oggi esistono chiavette USB che hanno il sintonizzatore), allora il canone va pagato. Ma anche questo aspetto subirà con tutta probabilità modifiche ed il computer potrebbe essere del tutto esonerato.

    Dubbi principali ancora da sciogliere:

    1) Conviventi che non risultano nello stesso stato di famiglia, nonostante rientrino nella definizione ex art. 4 del DPR n. 223/89, e che, quindi, compilando il modellino dove si parla di famiglia anagrafica temono di fare dichiarazione mendace, dato che al Comune non risultano tali. In sintesi: devono tener per buono quanto risulta al Comune o la definizione di famiglia anagrafica? Le domande sono: due conviventi che hanno la residenza nella stessa casa, ma due stati di famiglia separati, devono pagare due canoni rai? Se hanno due utenze elettriche residenziali diversamente intestate, possono presentare la dichiarazione?

    2) Persone anziane ricoverate in case di riposo, non in grado di fare dichiarazioni, che, essendo ancora vive, non hanno eredi (oltre a non avere tv). Chi compila quadro A? Molti chiedono anche, nel caso sia rimasta tv nella vecchia casa e utenza elettrica residenziale ancora attiva, se devono pagare anche i ricoverati in casa di riposo o cosa devono fare per non pagare.

    3) Che succede se il marito, intestatario dell’utenza elettrica, è defunto, e la moglie, erede, essendo molto anziana non compila la dichiarazione e non fa voltura? Se arriva il pagamento nella bolletta intestata al marito e la moglie paga senza fare alcuna dichiarazione è tutto in regola? E se la moglie era vecchia abbonata Rai, è possibile, che venga poi chiesto il pagamento alla moglie, non risultando pagante né come abbonata né come utente della luce? Come si dovrà tutelare a quel punto?

    4) Se arriva a luglio una richiesta indebita di pagamento, ci sarà un modellino predisposto per contestare il pagamento? Sarà allegato alle bollette? Le imprese elettriche invieranno 2 bollettini, uno con il canone e uno solo con la luce?

    5) Nel decreto Mise ora bocciato dal Consiglio di Stato, non si specifica quanto tempo avrà l’Agenzia delle entrate per verificare i presupposti della richiesta di rimborso (art. 6 comma 2), manca cioè un termine per la chiusura del procedimento.


  • Filippo


  • Nullaosta

    La cosa si risolverebbe se lo stato non ci vedesse preoccupati.!
    Dobbiamo far sentire la nostra voce compatta e senza alcuna preoccupazione “NOI NON PAGHIAMO” la soluzione ve lo garandisco arriverebbe subito dal governo stesso…
    Quando ci svegliamo….!!!! Il popolo siamo noi, questo significa che la forza siamo noi e noi dobbiamo far capire allo stato quello che va bene e quello che non va bene..! Prendiamo ad esempio la FRANCIA il governo propone una qualcosiasi cosa che non vada bene per il popolo.. si blocca la Nazione e si arriva a compromessi..!!
    oooh perdonatemi stavo parlando di una popolazione di pecore e sono passato al popolo Francese.


  • luky

    ho un amico che dice sempre…ci vorebbe 8uno coi baffi…io condivido.

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