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"Una marcia indietro che dunque ci appare inspiegabile e che sembra raccontare un fulmineo ripensamento"

Vertenza “Gino Lisa”, proteste Landella

"Un cambio di rotta del tutto immotivato, soprattutto alla luce dei percorsi che sono stati attivati proprio di recente"

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Foggia. «L’assenza della “vertenza Gino Lisa” dall’elenco delle priorità oggetto della riflessione congiunta sviluppata da Confindustria, Regione Puglia ed organizzazioni sindacali in materia di infrastrutture, logistica e trasporti è un elemento rilevante e, senza ombra di dubbio, preoccupante. Espellere da una discussione così qualificata ed autorevole uno dei nodi principali sui quali il territorio si è misurato e intorno al quale ha attivato importanti sinergie istituzionali ed operative è un errore, oltre che una pericolosa sottovalutazione delle prospettive di sviluppo alle quali è legata la piena operatività dello scalo aeroportuale della Capitanata.

Un cambio di rotta del tutto immotivato, soprattutto alla luce dei percorsi che sono stati attivati proprio di recente: dalla riapertura di una interlocuzione con la Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea – il cui esito è stato l’impegno della Regione al ritiro della precedente istruttoria relativa alla compatibilità delle risorse economiche destinate all’allungamento della pista con il regime degli “aiuti di Stato” e alla formulazione di una nuova istruttoria – agli sforzi che il Comune di Foggia ha compiuto ieri ed oggi, con Amministrazioni di colore politico differente, affinché l’aeroporto “Gino Lisa” tornasse a rivestire una valenza determinante nello sviluppo dei sistemi logistici e di trasporto della Capitanata e dell’intero contesto regionale. Processi che nell’ultimo scorcio hanno visto una sostanziale unità di intenti, sia sul piano operativo sia dal punto di vista della definizione dello schema delle priorità, come dimostra la costruzione di un fronte istituzionale largo, all’interno del quale sono stati protagonisti gli assessori regionali espressione del territorio della provincia di Foggia, Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia, il presidente della Camera di Commercio, Fabio Porreca, ed ovviamente l’Amministrazione comunale, che nei giorni scorsi ha richiesto, in uno spirito di concordia e collaborazione, un incontro con il Governatore Michele Emiliano per esaminare le risultanze del parere commissionato dal Comune ad un esperto di diritto comunitario con riferimento alla disciplina dei cosiddetti “aiuti di Stato”.

Una marcia indietro che dunque ci appare inspiegabile e che sembra raccontare un fulmineo ripensamento delle strategie ed una ridefinizione repentina dell’agenda delle priorità di Regione, Confindustria e sindacati, peraltro compiute tenendo fuori dalla discussione il sistema degli Enti Locali, quindi le istituzioni titolari della programmazione. È di tutta evidenza che questa novità di segno profondamente negativo necessita un chiarimento serio ed urgente. Perché il Comune di Foggia ha bisogno di sapere se quelli che sono stati finora i suoi interlocutori hanno cambiato idea ed hanno deciso di interrompere il cammino inaugurato con l’incontro in videoconferenza con la DG Concorrenza della Commissione Europea, dal momento che è pressoché impossibile proseguire in quella direzione e contestualmente espellere la “vertenza Gino Lisa” dalla riflessione sul futuro della logistica e dei trasporti sviluppata da Regione, Confindustria e sindacati. Proprio Confindustria e sindacati, peraltro, in più occasioni ed in svariate circostanze – anche con manifestazioni pubbliche – hanno sottolineato ripetutamente la centralità della piena funzionalità del nostro aeroporto, sollecitando le istituzioni ad operare rapidamente ed efficacemente su questo versante.

La comunità di Capitanata, dunque, pretende chiarezza nelle posizioni e nelle scelte da parte di tutti gli attori coinvolti ed esige la prosecuzione del lavoro che con fatica è stato cominciato e che ha attraversato stagioni di governo diverse ed Amministrazioni di differente colore politico, proprio a conferma di un terreno comune e di un orizzonte condiviso. Da questo punto di vista l’appello che rivolgo soprattutto agli assessori regionali Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia è quello di non interrompere questo cammino, difendendo in tutte le sedi quanto di buono è stato fatto fino ad oggi, scongiurando ripensamenti o scorciatoie che penalizzino la Capitanata e che riportino bruscamente le lancette dell’orologio ad un passato che ci auguravamo di aver archiviato definitivamente. Il Comune di Foggia, come sempre, è pronto a fare la sua parte, ma dentro un perimetro che sia senza ombre rispetto all’obiettivo finale ed in cui tutti i protagonisti operino e si impegno di fronte alla comunità di Capitanata per lo stesso risultato, depurando la discussione e gli interventi concreti da retropensieri ed opzioni alternative che cancellerebbero e mortificherebbero non solo le prospettive di sviluppo che tutti abbiamo sempre affermato di condividere, ma anche anni di battaglie sociali, civiche, politiche ed istituzionali».

Redazione Stato Quotidiano.it



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