ManfredoniaMonte S. Angelo
Atto in allegato

Privati chiedono restituzione aree e immobili Abbazia Pulsano, TAR boccia

"Ad ulteriore conferma della mancanza di prova della proprietà dei beni in capo ai ricorrenti, depongono le recenti note della Regione Puglia"

Di:

Bari/Monte Sant’Angelo .”(….) Ne consegue che non possono essere validamente invocati i poteri istruttori del giudice o la potestà dell’amministrazione di effettuare le necessarie verifiche catastali: la proprietà delle aree in questione è un elemento che attiene alla piena disponibilità dei ricorrenti e, quindi, il relativo onere della prova è integralmente a loro carico, così come previsto all’art. 64, c. 1 cod.proc.amm. 13.5. – Ad ulteriore conferma della mancanza di prova della proprietà dei beni in capo ai ricorrenti, depongono le recenti note della Regione Puglia (oggetto di discussione nella pubblica udienza del 1.03.2017), relative alle risultanze di verifiche demaniali da cui sarebbe emerso che, sull’area oggetto della procedura di esproprio, risultano terreni demaniali di uso civico (….)”.

Con recente sentenza, il Tar Puglia di Bari – Sezione Terza – definitivamente pronunciandosi, ha dichiarato inammissibile il ricorso del 2014 di un gruppo di privati contro il Comune di Monte Sant’Angelo, Regione Puglia, per la ”condanna, previo accertamento del diritto esclusivo di proprietà dei ricorrenti sull’Abbazia di Maria di Pulsano, sita nel Comune di Monte S. Angelo (FG) – Frazione Pulsano, oggetto di occupazione da parte del Comune di Monte S’Angelo a far data dal 15-10-1998, del Comune di Monte 5. Angelo a:
1) restituire ai ricorrenti le aree ed immobili (indicate nel ricorso,ndr), previa loro rimessione in pristino;
2) corrispondere ai ricorrenti il risarcimento dei danni per il periodo di occupazione illegittima dalla scadenza della dichiarazione di pubblica utilità alla data della riconsegna, oltre rivalutazione monetaria ed interessi sulla somma rivalutata dal di della scadenza al saldo;
in via subordinata,
in considerazione dell’esecuzione dell’opera, previa assegnazione di un breve termine al Comune affinché decida se avvalersi o meno della facoltà di cui all’art. 42- bis T.U. 327/2001; in tal caso (e cioè per l’ipotesi che intenda avvalersi di tale facoltà) stabilendo l’obbligo del Comune di contestualmente corrispondere ai ricorrenti (quale condizione di efficacia per il valido esercizio di tale facoltà) le seguenti somme: a) l’attuale valore venale dei beni tenuto conto della loro consistenza originaria (considerando altresì il minor valore della residua proprietà); b) il 5 % di tale valore per ogni anno successivo alla scadenza della dichiarazione di pubblica utilità fino alla data di emanazione del provvedimento ex art. 42- bis e versamento delle relative somme; c) il 10% del valore sub a) a titolo forfettario di ristoro del pregiudizio non patrimoniale; d) gli interessi legali sulle somme di cui sopra dal dì del dovuto al saldo;
con vittoria delle spese, diritti ed onorari del presente giudizio, oltre al rimborso del C.U.”.

”Con riferimento alla liquidazione del compenso del verificatore, – sebbene il codice del processo amministrativo, all’art. 66, preveda che tali competenze siano liquidate con decreto del Presidente – non vi è motivo di escludere che a tanto possa provvedersi anche con la sentenza che definisce il giudizio, tenuto conto che è proprio con tale pronuncia che deve regolarsi il relativo onere. La liquidazione del compenso, pertanto, può essere in linea con quanto richiesto dallo stesso verificatore, con nota versata in atti il 6.11.2015, tenuto conto dell’attività che l’ausiliare del giudice ha dichiarato e documentato di aver svolto”, hanno riportato nella sentenza i magistrati del Tar.

SENTENZA INTEGRALE

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO. DDF@RIPRODUZIONE RISERVATA



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Commenti


  • Antonio

    BRAVI COMMISSARI! CI VOLEVANO PORTARE VIA ANCHE PULSANO SE C’ERANO GLI AMMINISTRATORI CI RIUSCIVANO CERTAMENTE IN CAMBIO DI DUE CARAMELLE!

  • Grande successo per Monte!


  • Alfredonia

    Quando il Monastero era abbandonato, e succedeva di tutto e di piu’, i proprietari, perche’ non avevano provveduto alla custodia con chiusura delle entrate e successivo restauro????

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