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“Acqua ti voglio bene”, appello a votare SI ai referendum


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Referendum nucleare acqua (ST - fonte image: laretecittadini)

Lucera – “ACQUA ti voglio bene”, dalla manifestazione del Pd a Lucera l’accorato appello a votare SI ai referendum “per difendere i diritti dei nostri figli”. L’assessore regionale Amati: “Doveroso anche per celebrare degnamente l’Unità d’Italia”. Avviata la progettazione del bypass sulla rete dell’Aqp; Lucera avrà una seconda condotta. Il Pd lucerino ha segnalato all’assessore le criticità territoriali.

La Regione Puglia ha avviato la progettazione di un bypass sulla rete idrica dell’Acquedotto Pugliese per evitare il ripetersi di una situazione di crisi come quella che a marzo ha lasciato Lucera senz’acqua per cinque giorni, a causa della rottura dell’unica condotta. L’ha riferito l’assessore regionale alle Opere Pubbliche e Protezione Civile, Fabiano Amati, a margine della manifestazione “Acqua, ti voglio bene” tenutasi in Piazza Duomo, venerdì 13 maggio, su iniziativa del Circolo Parracino del Pd di Lucera.

La notizia dell’avvio della progettazione è stata accolta con favore dal Pd lucerino, giacché il bypass è una delle soluzioni alle criticità “che assillano cittadinanza e territorio”, elencate in un documento consegnato all’assessore dalla segreteria cittadina, coordinata da Fabrizio Abate. Il Pd di Lucera ha proposto di realizzare l’opera in località Acquasalsa: una condotta di circa 2 Km per collegare l’impianto di sollevamento dell’AQP al potabilizzatore di Finocchito e al grande serbatoio di via Troia, da cui parte la condotta andata in avaria. Il Pd di Lucera ha indicato all’assessore regionale alle Opere Pubbliche altre criticità del territorio, tra cui “la nota vicenda dei versanti collinari che necessita di un intervento diretto dell’intera Giunta regionale”. Ulteriore “scandalo” è il mancato ripristino del ponte crollato sulla strada provinciale che, partendo da Lucera e passando per Palmori, collega alla SS 16 Foggia-San Severo. Il Pd ha, altresì, evidenziato la situazione della Strada Regionale 1, “che dovrebbe risolverebbe l’atavico isolamento dei Monti Dauni ma che, a distanza di 30 anni, è ancora incompleta”.

Alla manifestazione con Amati a Lucera, indetta a sostegno del si ai Referendum del 12 e 13 giugno, sono intervenuti: Antonio Cuppone, per il “Comitato Lucera per il SI”; Fabrizio Abate, segretario cittadino del Pd; e Vincenzo Rizzi, responsabile Ambiente del Pd di Capitanata. Accorato è stato l’appello ai cittadini a votare si ai 4 referendum, indetti per respingere la privatizzazione dell’acqua, il ritorno del nucleare e il legittimo impedimento. “La privatizzazione delle risorse idriche – ha detto Cuppone – è la negazione del principio della vita. Per questo, gli italiani devono andare all’arrembaggio delle urne il 12 e 13 giugno. In quelle date il governo ha indetto le votazioni sperando nell’astensione. Nonostante questo, i cittadini e le cittadine andranno a votare e sceglieranno che l’acqua e la sua gestione debbano tornare pubbliche e rimanere fuori dal mercato. La risposta delle urne rappresenterà la partecipazione e gli interessi della collettività contro chi vuole fare profitti sui nostri diritti. Perché si scrive acqua ma si legge democrazia: dire si è semplice come la libertà”, ha rilevato il rappresentante del comitato civico.

“Quel che è successo a Lucera, lasciata senz’acqua per giorni, è emblematico e non deve mai più accadere – ha detto Rizzi – mi auguro che l’azione dei democratici sia sempre più incisiva in questa città, che è davvero importante per l’intera Capitanata. Questa comunità ha una grande storia e non può più continuare ad essere chiusa in un abisso di interessi personali, che ne hanno danneggiato gravemente l’immagine e lo splendido territorio”. In merito ai referendum, il responsabile ambiente del Pd di Capitanata ha rilevato che “in caso di ritorno del nucleare, il nostro territorio rientra, secondo i piani del Governo, tra le realtà candidate. Il rischio è di rendere la nostra terra non più abitabile”.

Il segretario del Pd di Lucera è si è soffermato in sull’attualità politica cittadina: “Questa era partita come l’amministrazione dei trasformisti, con il passaggio di numerosi ex consiglieri di centrosinistra al centrodestra, ed è diventata – ha detto Abate – l’amministrazione delle illusioni. Che fine hanno fatto le promesse relative al settore urbanistico, ai piani di insediamento produttivi e quelle attinenti ad una città più vivibile? Oggi, alle deficienze politiche, si aggiungono ripetuti episodi di cronaca giudiziaria che evidenziano come taluni amministratori abbiano una concezione distorta del proprio ruolo, ritenendosi i padroni della cosa pubblica, piuttosto che rendere un servizio alla comunità. Il nostro senso di responsabilità ci porta a chiedere le dimissioni del sindaco Dotoli motivandole – ha rimarcato Abate – sulla base del fallimento evidente della sua amministrazione e delle responsabilità politiche che egli, in quanto capo della stessa, ha in questo fallimento”.

“Da anni a Lucera, il quadro politico muta – ha rilevato l’Assessore Amati – senza che cambi nulla nella risoluzione dei problemi della cittadinanza lucerina, con la costante di personaggi della politica che si trasferiscono da una coalizione all’altra. Questa ritualità del mutare delle opinioni insospettisce e produce una classe dirigente inadeguata a governare i processi di cambiamento della società ed a rilanciare il ruolo di Lucera nel sistema regionale pugliese. Bisogna – ha esortato l’assessore regionale – non tollerare più i punti di vista cangianti, perché c’è grande bisogno di gente seria e credibile che si faccia carico di risollevare questa importante comunità”. A proposito dell’acqua, Amati ha riaffermato e motivato la convinzione che il servizio idrico integrato non può essere gestito da un privato. “Votare si ai referendum – ha sottolineato l’assessore della Giunta Vendola – è uno dei modi migliori per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, difendendo cioè, così come hanno fatto i padri fondatori, i diritti di coloro che verranno. Andare a votare per il si ai referendum del 12 e 13 giugno, vale molto di più di un bacio dato ai nostri figli. E’ un grande gesto di responsabilità ed amore nei loro confronti e di tutti coloro che verranno dopo di noi”.


Redazione Stato

“Acqua ti voglio bene”, appello a votare SI ai referendum ultima modifica: 2011-05-16T13:23:57+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Prof. Tonino Soldo (ST)

    Nucleare, referendum Sardegna
    Risultato clamoroso conferma forte consapevolezza dei cittadini

    Nonostante il silenzio assordante di molti media sul tema del referendum sul nucleare e l’oblio che ormai cela la sciagura ancora drammaticamente in corso di Fukushima, l’enorme affluenza al voto in Sardegna conferma la volontà dei cittadini di partecipare concretamente alle scelte per il proprio futuro non solo energetico.

    Il superamento del quorum rappresenta il raggiungimento di un obiettivo per nulla facile. Questo successo ci esorta, quindi, a continuare con più forza la nostra battaglia per un futuro pulito, sicuro e partecipato perché, senza possibilità di equivoco, il primo risultato ottenuto oggi è quello della volontà dei cittadini.

    I dati definitivi – Alla fine i risultati hanno superato anche le più rosee aspettative del comitato del sì: al referendum regionale sardo contro il nucleare sono andati a votare il 59,34% degli aventi diritto. Per l’esattezza 877.982 elettori. Il SI ha stravinto: 97,14% contro neanche il 3% dei favorevoli al nucleare.

    Le percentuali sono riferite a 1808 sezioni scrutinate su 1820, in base alle comunicazioni pervenute dai Comuni direttamente al Servizio elettorale della Direzione generale della Presidenza della Regione. Il dato definitivo sarà comunicato probabilmente solo domani perchè 12 sezioni hanno avuto problemi.

    Il comitato esulta – Le ottanta associazioni che hanno lavorato alla riuscita del referendum cantano vittoria e, facendo due conti, smentiscono la teoria che non si raggiunge il quorum senza “election day”: In Sardegna il quorum è stato calcolato sul totale degli aventi diritto al voto, circa 1.480.000 persone. Solo il 25% dei quali è stato interessato anche dalle amministrative (93 comuni su 377).
    Foggia lì, 17/05/2011

    Per Il Comitato.
    Prof. Tonino Soldo

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