Omofobia. Campese: anagrafe coppie di fatto in ogni Comune
Bari – “L’IMPEGNO contro gli atti omofobi è una battaglia di civiltà”: lo ha detto da Barletta l’assessore Maria Campese, intervenendo alla conferenza stampa organizzata in Municipio dalle associazioni LGBT pugliesi (Between Onlus, KéBari, Agedo, La Ciclatera, Millenium Bath) e i circoli Arcigay Bat e Brindisi per presentare il programma degli eventi organizzati sul territorio in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia che si celebra domani in tutto il mondo.
“L’omofobia non si combatte con i proclami, ma riconoscendo agli omosessuali tutti i diritti di cittadinanza”, ha aggiunto la Campese che, nello stigmatizzare gli ultimi attentati subiti dal circolo Arcigay di Andria , si è detta soddisfatta per l’intervento diretto del ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che il 10 maggio scorso ha firmato la circolare con la quale invita le scuole a partecipare attivamente a tutte le manifestazioni della Giornata contro l’omofobia istituita nel 2007 dal Parlamento europeo.
“E’ un passaggio importante verso la creazione di un modello di società che sappia andare oltre il razzismo del concetto di tolleranza. Qui parliamo di diritti – ha ribadito l’assessore regionale spiegando che “la Puglia, anche su questo versante, deve fare un deciso passo in avanti, con l’istituzione in ogni Comune del registro delle unioni di fatto e sportelli informativi ”.
Redazione Stato









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Omofobia, Decaro: “Politica si impegni a eliminare pregiudizi non a diffonderli”
”Oggi, nella giornata internazionale contro l’omofobia, mentre la società comincia finalmente a cambiare opinione sull’omosessualità come ci conferma il sondaggio dell’Istat secondo cui il 44% degli italiani è favorevole a matrimoni tra persone dello stesso sesso, dobbiamo purtroppo registrare anche le tristi e assurde dichiarazioni del senatore leghista Giuseppe Leoni, secondo il quale ‘i gay sono persone malate che andrebbero curate”’. Lo sottolinea il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, secondo il quale ”e’ strano sentire da un senatore che porterebbe il proprio figlio omosessuale da un medico per chiedere aiuto. Perché sono anche queste affermazioni a dare adito alle discriminazioni, che in alcuni casi sfociano in vere e proprie violenze, ai danni degli omosessuali”.
”Credo – conclude Decaro – che la politica debba dare l’esempio, spiegando, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che ognuno e’ libero di amare chi gli pare, e che dal medico dovrebbe andarci chi pensa il contrario”./comunicato