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Venerdì scorso si è riunita la direzione cittadina del Partito Democratico di Foggia

Rauseo “Il Partito Democratico non è un partito giustizialista e mai lo sarà”

"Le cronache degli ultimi giorni altro non fanno che compromettere ulteriormente l'immagine di un governo assente "

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Foggia. Venerdì scorso si è riunita la direzione cittadina del Partito Democratico di Foggia. All’ordine del giorno la discussione sul referendum costituzionale in programma il prossimo ottobre. Opinione condivisa dal gruppo dirigente è la bontà del provvedimento, utile al Paese Italia ed alla sua ripartenza, al fine di efficientarne la macchina istituzionale ed a snellirne modi e tempi qualificando, al contempo, l’iter legislativo; a revisionare il riparto delle competenze Stato-Regioni per troppo tempo all’origine di sovrapposizioni e contenziosi; all’abbattimento dei costi delle istituzioni e delle politica in generale.

Nel corso della riunione è emersa la consapevolezza di essere di fronte ad un appuntamento cruciale per la vita democratica del Paese e, pertanto, al cospetto di una sfida politica da non sottovalutare, che va affrontata profondendo il massimo impegno da parte dell’intera classe dirigente per informare capillarmente i cittadini dei benefici del SÌ. La Direzione Cittadina ha quindi deciso di istituire presso il circolo di Via Matteotti n. 112 il Comitato per il Sì e il Coordinamento permanente del Sì. Ne faranno parte iscritti, dirigenti, personalità della cultura giuridica, sociale ed economica del territorio, dell’associazionismo, del mondo sindacale, semplici cittadini. Obiettivo: costruire e mantenere un dialogo proficuo ed un confronto serrato e continuo con altre forze politiche ed intessere relazioni con tutti i mondi vitali della città.

“Il momento è storico – sottolinea il segretario del Pd Foggia, Mariano Rauseo – ed il nostro partito, i nostri militanti, la nostra classe dirigente saprà e dovrà fare la propria parte, come sempre quando si tratta di lavorare pancia a terra nell’interesse del Paese”. “Questa riforma ci consentirà di avvicinare l’Italia, per troppo tempo al palo, agli standards di efficienza europea e di qualificare l’attività della politica e delle istituzioni, per innumerevoli versi ancora indietro. Un treno da non perdere” continua ancora Rauseo che volge lo sguardo anche alle cronache locali.

Il Partito Democratico non è un partito giustizialista e mai lo sarà. Al contrario, ripone la massima fiducia nella magistratura e nel lavoro che sta svolgendo. Il Pd fa valutazioni politiche e l’analisi politica dice che l’amministrazione Landella sta fallendo su ogni fronte” esordisce Il segretario all’indomani del caso assenteisti che ha investito il Comune di Foggia. “Le cronache degli ultimi giorni altro non fanno che compromettere ulteriormente l’immagine di un governo assente quando non indifferente ai problemi della città, chiuso nel suo cerchio magico di preferiti e privilegiati, arroccato in una autoreferenzialità che Foggia sta pagando a caro prezzo” commenta Rauseo. “Il dovere del Pd non è quello di fare processi sommari ma di leggere e rappresentare la realtà ai propri cittadini ed elettori. E la realtà dice che si è raggiunto un punto di non ritorno, si è persa la bussola. Dopo due anni di governo Landella, Foggia è allo sbando, incapace di provvedere alle esigenze quotidiane men che meno di progettare se stessa nel medio periodo. Basta guardarsi intorno: non c’è solo una macchina comunale mal governata, piuttosto un ginepraio inquietante di questioni aperte. Sicurezza e legalità restano un optional di cui vantarsi solo a colpi di comunicati stampa o nelle passerelle ufficiali, addirittura compromesse da provvedimenti amministrativi finiti sotto la lente della magistratura; lavori pubblici e politiche sociali necessitano di un controllo certosino di ciò che è stato fatto sino ad oggi posto che gli effetti, vedi sulle strade, ancora latitano; non v’è una politica targata centrodestra di cui poter godere. Viceversa, il sindaco si permette di continuare a raccontare la barzelletta del passato, dell’eredità di centrosinistra alla quale, ormai,non crede più nessuno. Forse neanche lui. Mentre qualche ardito consigliere prova addirittura ad accollare a chi al governo non vi è più da ben due anni i pasticci di cui solo questa amministrazione è stato capace, dimenticando però, sistematicamente, l’eredità finanziaria del Salva-Enti che permette loro oggi uno “spendi e spandi” di discutibile qualità”. “È tempo di assumersi le proprie responsabilità, signor Sindaco – conclude Rauseo – Lo scaricabarile non funziona più. Salvi almeno la faccia”.



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