Cronaca
"Scriviamo facendo appello all’art. 18, all’art. 21 e all’art. 28 della Costituzione della Repubblica Italiana"

Torremaggiore, i candidati Sindaco e la loro concezione di Sicurezza Urbana

"Stesso concetto poc’anzi espresso vale per il candidato sindaco Marco Faienza, che a parer nostro è stato forse un po’ meno chiaro giacché l’utilizzo di alcuni termini differivano dai contenuti"

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Torremaggiore. ”Scriviamo facendo appello all’art. 18, all’art. 21 e all’art. 28 della Costituzione della Repubblica Italiana. Siamo alle porte delle votazioni amministrative del 5 giugno 2016, quell’appuntamento che vedrà eletti nuovi sindaci e nuovi amministratori di città e paesi italiani. Un turnover dovuto che dovrebbe ridare slancio ai territori e, attraverso i cittadini che scelgono i loro diretti rappresentanti, fiducia per nuove politiche in materia economiche e lavorativa, per nuove e recupero di infrastrutture, per garantire un tetto e assistenza ai residenti e a chi chiede aiuto, in materia di cultura, arte e formazione scolastica, e soprattutto in materia di sicurezza, quella tanto dibattuta e mai svolta nel pieno della sua efficienza. E proprio per quest’ultima tanto agognata ma importante e prioritaria materia, la sicurezza appunto, noi dell’Associazione Antiracket Capitano Ultimo Onlus un resoconto ce lo siamo fatto. Certo, è materia che mastichiamo molto bene, anzi la mettiamo in opera. In virtù di ciò controcorrente le nostre politiche associative ma atte al bene e sicurezza comune, quest’anno abbiamo scelto di assistere a tutti i comizi pubblici dei 5 candidati sindaco di Torremaggiore, in provincia di Foggia, con al seguito i 224 candidati consiglieri comunali. Come ben sapete noi siamo ubicati, come sede associativa, in Capitanata, operando in tutta Italia, e interessarci a questo territorio lo riteniamo doveroso e prioritario.

Per molti sembrerà anacronistico ma la scelta della Capitanata non è un caso poiché sappiamo con matematica certezza che questa terra non solo è crocevia di traffici loschi ma è strategicamente collocata in quel Mezzogiorno per raggiungere terre della mala a meno di due ore di auto. Comizi, abbiamo detto, seguiti in prima persona dove, secondo il nostro punto di vista, è emerso un dato che ritenevamo, purtroppo, scontato: ogni candidato sindaco nella sua “opera oratoria pubblica” ha parlato di legalità e sicurezza pubblica. Abbiamo ascoltato molte idee, molte proposte e soluzioni, ma pochi, a nostro giudizio, hanno centrato il tema, o meglio fornito risposte ai cittadini. Secondo noi dell’Associazione Antiracket Capitano Ultimo Onlus la maggior parte dei candidati sindaco hanno le idee alquanto caotiche o propriamente non hanno cognizione di come una Amministrazione Comunale possa essere efficace al contrasto della micro-macro criminalità di un territorio; ricordiamo a tutti che il sindaco è il Primo Cittadino, quello che ha la responsabilità in primis della sicurezza di ogni cittadino della città che amministra. E questo è molto importante poiché oggi va di moda la solita risposta “non sapevo”, “il responsabile è colui fa gestisce il ramo” (delegando responsabilità a dirigenti comunali o assessori) o, ancor più grave “sono problemi ereditati”, sminuendo così il cittadino stesso. Affermiamo questo perché udendoli parlare in pubblica piazza, tutto hanno detto fuorché ciò che effettivamente andava detto in termini giuridici, qualora fossero stati eletti a “Sindaco”. Da loro non abbiamo udito di come rendere efficaci le future intenzioni di deliberare in termini di sicurezza pubblica. Molti si sono limitati nell’essere generici, senza mai entrare nello specifico. Sembrava di udire chi fino a pochi mesi fa è stato al “comando” della sicurezza della limitrofa San Severo, quello “sceriffo” che doveva rivoltarla come un calzino conferendogli legalità e sicurezza. Ed invece il tutto poi è andato in deriva, come lo è tuttora o tutt’ora (Crusca docet), per l’inefficienza dell’azione sul piano sicurezza, palesando poi l’efficiente e studiata azione politica per le votazioni regionali.

I cittadini non sono stolti e questo farà la differenza il prossimo 5 giugno. Hanno testa, oltre la pancia. Ma i torremaggioresi, per rimanere nello specifico, lo sanno molto bene, in pregio a esperienze vissute con la scorsa amministrazione, la quale aveva avuto la possibilità di intraprendere la strada della sicurezza e legalità adottando un piano efficiente ma preferendo quella nell’arroccarsi su idee meramente di segreterie politiche atte solo a pubblicizzare la casacca piuttosto che il bene e la sicurezza pubblica. In piazza, a Torremaggiore, come detto il 14 maggio abbiamo chiuso il ciclo di ascolto dei 5 candidati alla massima carica politica cittadina proporre soluzioni al tema sicurezza e legalità. Difatti abbiamo udito parlare il candidato sindaco Gisella Naturale proponendo il contrasto alla criminalità potenziando l’illuminazione urbana e gli impianti di videosorveglianza con un monitoraggio h24 per opera di un operatore. Lecito proporlo, ma per noi è solo un deterrente, non la soluzione al dramma.

Mentre il candidato sindaco Salvatore Leccisotti, sempre in pubblica piazza – sono sue dichiarazioni, ascoltate da molta gente e perciò prova inconfutabile e comprovata di ciò che stiamo per dichiarare- , si è limitato a far presente ai cittadini che hanno seguito il comizio che la soluzione del problema sicurezza sta nelle sue amicizie con Prefetto, Questore e Colonnello dei Carabinieri. Un vanto che per lui è risolutivo, per noi solo amicizie. Leccisotti pensa che queste sue amicizie, in virtù di un rapporto “stretto”, mandino in più uomini e mezzi più di quanto già non facciano? Lui lo crede, o lo fa credere, noi biasimiamo questo suo “modus pensandi”, stigmatizzando fortemente il “modus operandi” che propone a chi grida sicurezza e legalità. Ciononostante Leccisotti ha catturato la nostra attenzione quando ha brevemente accennato di una “Carta dei servizi” per il cittadino, ma ci ha deluso poiché non ha specificato i suoi contenti.
Di altro parere e soluzione lo è stato il candidato sindaco Anna Lamedica che molto approssimativamente ha affrontato il problema sulla sicurezza urbana, affidandosi al buon senso civico del cittadino, senza mai specificare le dinamiche di tal azione. Ora, non vogliamo far lezione a nessuno ma il cittadino aiuta e utilizza il buon senso se dall’altra parte c’è chi lo ascolta e lo assiste, e tutela. Se mancano questi presupposti il cittadino non parla, non aiuta, si chiude a riccio per paura. Voi e noi lo sappiamo bene.

Cosa diversa, invece, è stata, ascoltare i candidati sindaco Pasquale Monteleone e Marco Faienza. Pasquale Monteleone ad ogni suo comizio pubblico ha proferito il rinnovo della Polizia locale senza nuove assunzioni, bensì rivalutando il corpo di polizia locale con le forze in organico a disposizione. Monteleone vorrebbe realizzare una polizia locale efficiente, rapida e al servizio del cittadino e, soprattutto, in grado di essere efficienti P.G. –Polizia Giudiziaria-. Il tutto con il prezioso supporto di cittadini associati volontariamente. In altre parole fa leva alle associazioni di volontariato che al proprio interno abbiano dei volontari osservatori iscritti in un apposito elenco prefettizio e che collaborino in stretto contatto con la polizia locale mediante apparati tecnologici (ricetrasmittenti). Un lavoro, quest’ultimo e come dichiarato da Monteleone, sostenuto dall’istituzione di una “Carta dei servizi” che informi il cittadino sui servizi offerti dalla polizia locale, sia in termini di reazione temporale della chiamata di soccorso, sia in quelli di snellimento delle pratiche burocratiche ad essa associate.

Stesso concetto poc’anzi espresso vale per il candidato sindaco Marco Faienza, che a parer nostro è stato forse un po’ meno chiaro giacché l’utilizzo di alcuni termini differivano dai contenuti. Con ciò è giusto porre in evidenza che Faienza, come Monteleone, mira sul rinnovamento della polizia locale, anche con funzioni specifiche di P.G. con egual metodo come esposto dal diretto “avversario” politico e finanche di avvalersi di associazioni per il presidio del territorio. Noi abbiamo il nostro punto di vista. Siamo dei tecnici in materia di sicurezza, formati e informati. Se proprio ci debbano essere delle collaborazioni associative consigliamo a tutti i 5 candidati sindaco di avvalersi in primis di persone preparate a tal compito: l’improvvisazione, anche se formata “tout court, non sortisce risultati, anzi crea problemi di sicurezza per tutta la comunità. Ma il punto focale e fondamentale che va ribadito a gran voce è che noi, come parte integrante della comunità, e la popolazione dai 5 candidati sindaco vogliamo sapere nello specifico e nel dettaglio e in pubblica piazza i programmi sulla sicurezza. È fondamentale! Sia ben chiaro, e ci teniamo nel precisarlo visto che in pubblica piazza dai politici che hanno parlato spesso si è inneggiato alla trasparenza, quello che abbiamo riportato in questo nostro comunicato sono vostre affermazioni, cari candidati sindaco. Quindi non abbiatene a male se con tal comunicato invitiamo la popolazione ad una semplice riflessione sul voto che dovranno esprimere. Noi siamo neutrali. Non abbiamo citato né partiti, né sigle, né riferimenti assoggettabili ai candidati. Abbiamo citato solo i nomi di chi ha l’ambizione di guidare Torremaggiore. Per noi anche questa è trasparenza –riportare le vostre pubbliche affermazioni-, ribadendo il concetto che ogni parola scritta è avvalorata da supporti video. Pertanto, come nostra sana consuetudine non abbiamo detto e affermato nulla di quanto già non sia stato detto in popolare piazza dai voi candidati sindaco.

Noi ci siamo!!!”.

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Torremaggiore, i candidati Sindaco e la loro concezione di Sicurezza Urbana ultima modifica: 2016-05-16T16:26:57+00:00 da Redazione



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