Politica
"Non abbiamo timore –aggiunge- di affermare che i sigilli della magistratura rappresentino, a pochi giorni dall’inaugurazione del Twiga di Otranto, un pessimo messaggio"

Twiga, Marmo “Sigilli dopo 11 permessi?”

"Ci ricorda quella pagina poco lusinghiera del resort di Nardò, ma oggi il “merito” non è della pubblica amministrazione, ma di un interventismo tardivo e pregnante delle toghe"


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Bari. “Ben undici permessi autorizzativi prima di iniziare a realizzare lo stabilimento balneare extra lusso, una trafila burocratica complessissima, conclusasi con il via libera di tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte. Un lavoro inutile perché, in Puglia, se non è la Regione (da dodici anni a questa parte) a bloccare ogni forma di investimento regolare, è la magistratura”. Così il consigliere regionale di Forza Italia, Nino Marmo.

“Non abbiamo timore –aggiunge- di affermare che i sigilli della magistratura rappresentino, a pochi giorni dall’inaugurazione del Twiga di Otranto, un pessimo messaggio che la Puglia lancia a qualsiasi imprenditore. La nostra non è una terra che vuol crescere e la tutela del paesaggio poco c’entra, dal momento che esiste un iter burocratico che consente di verificare l’impatto ambientale delle opere. Lo diciamo perché lo stabilimento di Briatore concorre ad accrescere l’appeal e l’offerta turistica del Salento e a portare vera ricchezza nel territorio, carente nel segmento del lusso.

Ci ricorda quella pagina poco lusinghiera del resort di Nardò, ma oggi il “merito” non è della pubblica amministrazione, ma di un interventismo tardivo e pregnante delle toghe. Andando avanti così, -conclude Marmo- la Puglia dovrà accontentarsi di vivere delle briciole, pur avendo uno straordinario potenziale che potrebbe costituire un volano per la nostra economia”.

Twiga, Marmo “Sigilli dopo 11 permessi?” ultima modifica: 2017-05-16T12:24:25+00:00 da Redazione



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Commenti

  • come dare torto a questo politico. Brindisi 500.000 passeggeri, Palma de Maiorca 22 milioni.
    Continueranno ad andare tutti in Spagna.


  • Roberto

    Magistrati italiani con voglia di protagonismo e senza correre alcun rischio di pagare per gli errori e danni causati. Nessun’altra spiegazione

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