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"Siamo quasi 3500, ma è uno dei problemi, il mercato è in crisi"

Onlus ordine avvocati, Stefano Foglia “Obiettivo raggiunto”

"Non posso accettare che il mercato comandi sulla professionalità ma è questa che deve prevalere. È un problema sociale"

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Foggia, 16 maggio 2017. Una Onlus istituita dall’ordine degli avvocati di Foggia per “rendere attivo uno strumento mutualistico di intervento a favore dei propri iscritti le cui condizioni dovessero richiedere diversificate forme di sostegno”. Presentata in conferenza stampa, l’iniziativa è partita un anno fa quando vennero avviate le procedure per entrare nell’elenco nazionale Onlus ispirandosi, anche, ad altri esempi in regione. L’ ordine degli avvocati di Trani già si avvale di questa procedura. “Un obiettivo che ci eravamo dati all’inizio della nuova consiliatura- dice il presidente dell’Ordine Stefano Foglia, di Manfredonia, eletto nel 2015- e che abbiamo raggiunto. Certo non è che se distrai il 5xmille sulla dichiarazione dei redditi viene subito versato, nel frattempo dovremo cercare altre modi di rimpinguare le casse cercando nuove adesioni- ora si può contribuire versando un quota di 20 euro- oppure con donazioni di terzi”.

Avvocato quali sono i casi che analizzate, pervenuti all’ordine, che fanno scattare il ricorso alla Onlus?
Situazioni molto gravi, quando un collega si ammala gravemente, o deve sostenere spese per i congiunti e non riesce a coprire le esigenze familiari. La cassa degli avvocati già interviene in caso di gravi disagi, noi abbiamo un strumento in più. Non è un incentivo per avviare la professione, per questo oggi si può usufruire di fondi europei e regionali.

Il numero degli iscritti all’ordine di Foggia aggrava il quadro?
Siamo quasi 3500, ma è uno dei problemi, il mercato è in crisi, c’è una situazione economica e finanziaria molto diversa tra nord e sud. La manifestazione dei professionisti per l’equo compenso, in prima pagina su molti giornali, ci dice che si tratta di crisi di non poco conto. La legge Bersani è stata ferale, abolendo il minimo tariffario siamo senza regole se non una tendenza al ribasso. Si è creduto che abbassando il compenso aumentasse la concorrenza.

ph rec24.it

esterno tribunale di Foggia – ph rec24.it

Ma tra i liberi professionisti c’è anche una concorrenza poco trasparente, a volte?
Lei parla col presidente dell’ordine degli avvocati, quindi parliamo di regole e non di “patologie”, la mancanza di una norma che faccia corrispondere il compenso alla prestazione aggrava la patologia. Per quanto riguarda la professionalità io credo nell’eccellenza, certo esistono avvocati con la loro valenza ed esperienza e questo è un bene. Il cittadino nell’avvocatura ha il baluardo dei propri diritti, un punto di riferimento, non per niente sono i primi ad essere toccati, con magistrati e giornalisti, in regimi autoritari.

Lei parlava del lavoro forense al sud. Cosa non va?
Facciamo un esempio. Gli avvocati delle banche prima guadagnavano moto, oggi non accade più, le banche hanno approfittato dei mini tariffari per far lavorare i giovani avvocati a poco prezzo. Una scelta di mercato? Non posso accettare che il mercato comandi sulla professionalità ma è questa che deve prevalere. È un problema sociale.

Oltre alla Onlus quale altro obiettivo si propone la sua presidenza?
Implementare l’organismo di media conciliazione, l’istituzione di una scuola forense su solco di altri ordini, sollevare il problema dell’edilizia giudiziaria perché non si può amministrare la giustizia in locali poco dignitosi e decorosi. Sarà un impegno preminente, tutte le volte che ne avremo le possibilità l’affronteremo, io ho più volte sollecitato la politica a occuparsene.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 16 maggio 2017)

redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata



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