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Carla Cantone a Foggia per “L’amore che mi ha catturato la vita”

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Foggia – Parte da un piccolo comune lombardo la storia di Carla Cantone, comincia nel 1947, e mercoledì 18 giugno farà tappa a Foggia, per essere raccontata da lei, Segretario generale Spi-Cgil nazionale, attraverso le pagine de “L’amore che mi ha catturato la vita”.

Il 18 giugno, alle ore 17.00, nell’auditorium della Biblioteca Provinciale di Foggia (Viale Michelangelo) sarà presentato il libro che, attraverso le parole di Vincendo de Filippis, ripercorre una vita di lotte, conquiste, vittorie e sconfitte di una donna che ha dedicato tutta se stessa al sindacato, alla necessità e al sogno di realizzare l’emancipazione di chi lavora e di quanti, dopo un’esistenza fatta di fatica e sudore, continuano a impegnarsi per una società più giusta. Mercoledì 18 giugno, accanto a Carla Cantone e Vincenzo de Filippis ci saranno Giovanni Forte, Segretario generale Cgil-Puglia, e Franco Persiano, Segretario generale Spi-Cgil Foggia. Con “L’amore che mi ha catturato la vita”, Carla Cantone usa il passato come chiave di lettura per comprendere quanto sta accadendo al Paese e in che modo il sindacato può e deve cambiare per favorire la rinascita, nel segno delle donne, dei giovani, degli anziani, di quelle persone che stanno sopportando il carico maggiore della “crisi morale, finanziaria, occupazionale” in cui versa l’Italia. Carla Cantone, oggi, ha 66 anni. Dal 2008, guida la più grande organizzazione sociale d’Europa: il Sindacato Pensionati Italiani della Cgil conta circa 3 milioni di iscritti. Poche settimane fa, a conclusione del Congresso nazionale, è stata rieletta Segretario generale dello Spi-Cgil con 160 voti a favore (il 96%).

Non sono i pensionati i ladri del futuro dei giovani – ha dichiarato Carla Cantone nella sua relazione al Congresso – I ladri sono gli speculatori della finanza e del sistema bancario,quelli che hanno distribuito precarietà e tolto diritti, gli evasori che tolgono centinaia di milioni di euro ogni anno che potrebbero essere investiti in lavoro, quelli della criminalità organizzata e delle mafie.
Noi per i giovani siamo disposti a fare sacrifici, per noi non è una novità, sono anni che ci facciamo carico di ammortizzatori sociali che mancano, che ci priviamo di tante cose”.

Carla Cantone ha spiegato, e continua a farlo, che il sindacato sta cambiando e deve ancora cambiare, ma nell’interesse esclusivo del paese, di chi non si sottrae ai propri doveri di cittadino e, anche per questo, deve essere tutelato sul piano dei diritti e della dignità. “Anche noi dobbiamo cambiare”, ha detto Carla Cantone. “Certo che il sindacato deve cambiare, lo diciamo senza tanta gentilezza anche noi. Scelta vera e non più rinviabile è stare molto di più sul territorio ritornando con più coraggio a presidiare ogni posto di lavoro, soprattutto in quei luoghi dove i lavoratori fanno fatica a incontrare il sindacato. 
Dobbiamo avviare un veloce rinnovamento e ringiovanimento, altrimenti le giovani generazioni resteranno ancora ai margini.
Il cambiamento è una presa di coscienza nostra, nessuno ce lo deve imporre, ma per non farcelo imporre dobbiamo agire noi e subito”.

Redazione Stato



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