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"In tanti convinti di trovare le tracce in rete prima degli esami"

Maturità: i consigli della Postale contro le “bufale”

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Roma – Ogni anno in occasione degli esami di maturità si diffondono leggende secondo cui, in Rete, è possibile venire a conoscenza dei compiti d’esame prima dell’apertura delle buste provenienti dal ministero dell’Istruzione.

Così per il sesto anno consecutivo la polizia postale e delle comunicazioni in collaborazione con il portale degli studenti Skuola.net, lancia la campagna di sensibilizzazione “Maturità al sicuro”, con l’obiettivo di eliminare il fenomeno ed evitare che gli studenti, oltre a perdere del tempo prezioso, possano anche rimetterci del denaro alla ricerca della “soffiata” giusta.

L’iniziativa “antibufale”, che utilizza le forme di comunicazione e degli strumenti preferiti dai giovani, è finalizzata ad aiutare i ragazzi ad affrontare l’esame con maggiore serenità, confidando nei propri mezzi e nella preparazione che hanno ricevuto durante gli anni passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che comporterebbero solo l’esclusione dalla prova d’esame.

“L’esame di maturità è uno dei primi banchi di prova per i nostri giovani – afferma Antonio Apruzzese, direttore del Servizio polizia postale e delle comunicazioni – , pertanto quello che mi sento di consigliare ai ragazzi è di non inseguire sulla Rete le false notizie relative alla diffusione anticipata delle tracce d’esame”.

I dati. Da una ricerca svolta dal portale Skuola.net e che ha coinvolto oltre 2.500 studenti, emerge un persistente grado di disinformazione da parte di chi si appresta a sostenere l’esame. Infatti non mancano coloro (circa il 29%) che aspettano la manifestazione sul web delle tracce d’esame prima dell’inizio della prova. Come anche c’è chi è convinto di avere il telefono sotto controllo dalla Polizia (circa il 23%) oppure che i professori siano armati di rilevatori di smartphone (circa il 15%). Fortunatamente quasi tutti sono consapevoli delle regole da rispettare per superare l’esame: 9 su 10 sanno che usare lo smartphone comporta l’esclusione dalla prova.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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