Manfredonia
"Cosa credo? Cosa voglio trasmettere? Chi voglio degnamente rappresentare? Spunti di riflessione, per me e spero per tanti altri"

“Manfredonia, il clientelismo non orienti più il nostro voto”

"Oggi, a tutte le manifestazioni a cui ho partecipato, ho visto solo genitori di varie classi sociali battere le mani per il proprio pupillo"

Di:

Manfredonia – ”RIFLETTENDO in questi giorni sui vari movimenti e clamori che sono stati conseguenti alle elezioni, pur essendo “nuova” in questa disciplina, mi sono chiesta come erano stati i miei 20 anni. All’epoca c’erano Almirante, Andreotti, Craxi, Berlinguer, Aldo Moro ed ascoltandoli si dava ragione a tutti, pur se tutti portavano tesi diverse, dettati da principi diversi. Da qui ho compreso che è proprio questa la differenza: non basta essere intelligenti e decisi, la teoria e l’applicazione della politica richiedono preparazioni particolari.

Noi ci siamo ritrovati invece in un contesto, sia locale che statale, ove tutti diciamo le stesse cose, ammesso che sappiamo dirle ma un Almirante, un Berlinguer, un Aldo Moro, ti incantavano e incatenavano allo schermo, erano canto di sirene per cui dovevi farti legare. E difficile era scegliere votare: più che alla persona, votavi una ideologia, dei precisi principi politico-economico-sociali, che oggi vengono spifferati da tutti allo stesso modo. Per cui voti per l’amico, il fratello, il cognato, perché sei più vicino ed a lui puoi rivolgerti, creando clientelismo.

E il clientelismo crea il decadimento sociale ed istituzionale, in quanto la meritocrazia non esiste più. Quando avevo venti anni molti giovani facevano attivismo politico perché ci credevano; c’era, al punto, un’ideologia. Si creava un’opposizione. Oggi, a tutte le manifestazioni a cui ho partecipato, ho visto solo genitori di varie classi sociali battere le mani per il proprio pupillo, nella speranza di poter andare a chiedergli un posto di lavoro per i propri figli. Vero è che c’è la crisi, ma dobbiamo far si che la “crisi” anziché essere un punto di arrivo, sia un punto di partenza per cambiare il cambiabile, con onestà e trasparenza, per – come dice Papa Francesco – “non rubare la speranza a nessuno“. Diversamente i nostri figli saranno una generazione senza midollo, senza ordine esistenziale, ore vuote e notti fuori casa, con i soldi di mamma e papà.

Che modello stiamo offrendo a questi nostri ragazzi? La globalizzazione ha ucciso ogni diversità di pensiero e se posso comprare roba cinese al corso di Manfredonia, poco importa: il fatto è che io non voglio “pensare cinese”, mi sento italiana prima che europea e credo che nella diversità ci sia vita, nell’omologazione, vuoto e morte.

E’ una sfida a me stessa, più che ai miei colleghi. Cosa credo? Cosa voglio trasmettere? Chi voglio degnamente rappresentare? Spunti di riflessione, per me e spero per tanti altri. Muoviamoci per un cambiamento non solo economico, ma un cambiamento delle menti e dei pensieri.

Cominciamo da noi, e poi passiamo la parola ai nostri giovani.

(A cura di Marinella Talamo, Manfredonia 16 giugno 2015)



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Commenti


  • Da quale pulpito...

    Ma lo sa la Sig.ra in quale partito si è candidata?


  • cane senza padrone

    Con tutto il rispetto possibile, ma questa signora da dove è venuta?Ma chi del partito dei venusiani piuttosto che dei marziani? Mah


  • peppe

    Guardate tutti fuori ci sono gli asini che volano hahaha ne inventano sempre di nuove…


  • Matteo Palumbo

    Non capisco la tempistica di questo discorso,e’ un discorso pre elettorale non post ,poi non ho ben capito in che veste parla la signora e in che partito e’ stata candidata.


  • Lidia

    Seeeeee
    Secondo te come si prendono 1000 voti?


  • Antonello Scarlatella

    La Signora Talamo ha espresso il suo parere ed il cliente di sistema ha subito risposto.
    Qui oltre al clientelismo c’è l’asservitismo quello che gli inglesi chiamano ruolo “captive”.
    L’intreccio che si e’ creato allontana la nostra città dal progresso e la rende sempre piu’ vicina alla Collodiana città dei Balocchi, dove il sistema ha capito cio’ che vuole la maggioranza del popolo e lo accontenta. Feste, festicciole, turismo con la monnezza, passeggiate.
    Noi Sipontini crediamo che la qualità della vita sia solo di derivazione di relax e passeggiate e feste. Poco importa che i nostri figli si allontaneranno da noi migrando in altre città.
    Le parole del neo rieletto Sindaco ove diceva che non permetterà che i figli dei Manfredoniani dovranno emigrare per un lavoro, non le dimenticherò mai e non dobbiamo dimenticarlo tutti. Queste parole dobbiamo ricordargliele ogni giorno al Sindaco.


  • cittadino

    E tu quale esempio hai dato?
    Prima di vedere gli altri, guarda te stessa, i tuoi errori, il tuo clientelismo.
    Non convinci nessuno sulla bonta`della tua scelta di campo.
    Sei solo una parodia nella parodia; neanche Albanese riuscirebbe a renderti giustizia comicamente.
    Pero poi gli altri dovrebbero sacrificarsi, fare opposizione perche`voi avete le vostre difficolta`e delegate al prossimo il dovere naturale che spetta ad ognuna/o di voi.
    Mi dispiace che continui ad apparire, faresti meglio a lasciarti cadere nell’oblio.


  • Antonello Scarlatella

    @Palumbo.
    Le elezioni non sono una partita di calcio dove conclusa la partita il tifo e’ finito e gli ultra’ vanno a casa. La politica si fa dopo. Questa signora ha espresso un suo parere.
    Mi rendo conto che per molti parole come meritocrazia, speranza, ideali sono parole che mettono in confusione e non hanno alcun senso. Ma il resto del mondo, almeno i paesi avanzati quelli del nord Europa si esprimono così. Ed e’ questa la differenza tra noi e la Germania per esempio. Loro vanno avanti per merito noi per leccamenti di culo. Loro sono un paese avanzato noi siamo un paese che ormai ha piu’ le sembianze del terzo mondo ripulito.
    In quale partito si e’ candidata la signora? Che importanza ha. E’ solo una cittadina che ha voglia di fare politica sana, quella vera, quella per il popolo e lo fa cercando nel suo piccolo di entrare con quest’articolo nelle coscienze della gente.
    Coscienze si. Quant’e’ difficile per tanti far comprendere il significato di questa parola. Ormai la parola coscienza non esiste piu, ‘ in tanti per osmosi la parola coscienza significa opportunismo oppure farsi solo i cazzi propri.
    L’ Europa ride dell’Italia. Paese avvitato nei privilegi di pochi ed il popolo incapace di mandarli a casa.


  • Nicola

    Scarlatella ci risiamo! Ripeto pensa a lavorare , non pensare sempre al nostro sindaco , te ne potresti fare una malattia! Pensa a quello che potresti fare in campagna e invece continui a perdere tempo con la tastiera.

  • scusatemi , ma la signora si riverisce a chi?????
    ai 700 voti oh 800 oh1000 oh 1100.
    il bue dice all’asino cornuto——


  • ilbello

    Antonello tu parli, parli, parli, parli….ma non ti ho mai sentito dire come creare posti di lavoro in maniera concreta, elencandomi il progetto, i finanziamenti, le normative, e le competenze del Sindaco nel progetto….parli, parli, parli…..fammi vedere qualche fattoooooo! Non voglio enunciazioni generiche……


  • Antonello Scarlatella

    @Nicola ed il Bello.
    L’invito e’ sempre valido.
    Inviatemi una mail e ci si incontra così entrambi avrete risposte.
    antonello.scarlatella@gmail.com


  • ilbello

    Il lavoro è pubblico…..pubblicalo….mi sa che hai le idee confuse…..non vuoi il bene comune allora ma solo la tua vanità!


  • ilbello

    Poi “caro” Antonello tu parli di politica ma non crei alcuna ricchezza lavorando nel terziario, nei servizi e quindi da chi non produce PIL non accetto lezioni!


  • Antonello Scarlatella

    Quanta paura del confronto. Solo dietro i nick siete capaci di parlare. Accettare lezioni! Ma continua a vivere nella tua pochezza Bello! Accetta le lezioni dai fannulloni quelli che invece di creare il pil si mangiano anche quel po’ di ricchezza.


  • ilbello

    Come vedi sei stato colpito ed affondato…idee concrete nessuna…mi sembri un piccolo dipietrista locale…..grande Umberto Eco!


  • Raffaele Vairo

    Il clientelismo in politica, com’è noto, è una pratica che consiste in un sistema di relazioni e scambi (fondato sull’assegnazione arbitraria di favori, prebende, benefici, contributi finanziari, corsie preferenziali…., ecc.) tra personaggi influenti e/o inseriti nella Pubblica amministrazione con chi, a stretto rigore, non avrebbe alcun titolo o merito per godere di tali “vantaggi”.
    Il clientelismo, ovviamente, si contrappone alla meritocrazia in quanto prevede la nomina di amici, conoscenti o personaggi influenti indipendentemente dai propri meriti ed effettive capacità.
    Questo “diffuso” fenomeno sociale tende a garantire il reciproco vantaggio tra chi fornisce i benefici e chi ne ottiene il controcambio.
    Il clientelismo presenta, tra l’altro, costi socioeconomici rilevanti come: minori opportunità di fare impresa; diminuzione degli investimenti privati e della crescita economica, riduzione della concorrenza nel mercato, appalti gonfiati, scarsa qualità delle opere pubbliche, aumento del debito pubblico e della tassazione, ecc.
    Ciò premesso, pongo le seguenti domande (che per molti sono retoriche): a Manfredonia in quale misura è presente questo fenomeno? Quali sono le sue cause?
    Chiedo scusa ai lettori, ma non voglio provocare la suscettibilità – ahimè di molti – e quindi non voglio rispondere nella convinzione che, in certi ambiti, il silenzio può essere veramente assordante….
    Raffaele Vairo


  • Forza e Coraggio

    Qui si è superato il segno.
    Mi alzo una mattina e decido di mettermi in politica.
    Faccio del mio cavallo di battaglia la possibilità di riaprire il centro nascite presso l’ospedale di Manfredonia (senza spiegare alla gente che, una volta eletta al consiglio comunale, questa materia non rientrerebbe in quelle istituzionali di un Comune).
    Riesco a convincere 80 persone che sto facendo la cosa giusta, e questo potrebbe essere già un risultato da portare a casa in attesa delle prossime elezioni,
    No non mi basta.
    Decido che tutti quelli che non mi hanno votato, hanno votato altri per puro tornaconto clientelare.
    Poi decido di diventare giornalista e scrivo un articolo sul quotidiano online e mi improvviso sociologo, aggiungendomi ad altri due o tre che sputano veleno dalla loro penna (o tastiera).
    Umiltà gente, umiltà.
    e
    Forza e Coraggio


  • ROSA

    Buon giorno Signora, sa sentendo le sue parole, di clientelismo, mi appassiona il suo discorso. Pero rifletto e dico, perché, il clientelismo, ci fa male solo quando lo vediamo verso terze persone? ..


  • tagliente

    E’ vero che siamo in democrazia, e tutti abbiamo il diritto di esprimere opinioni….ma. mi sembra esagerato !


  • Il califfo sipontino

    2 domande: 1) costei è stata candidata alle comunali? 2) A quale partito era iscritta? Grazie x eventuali risposte

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