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Relazione sul rendiconto 2014 presentata alla Direzione nazionale del Pd

Tesoriere Bonifazi presenta il Bilancio PD 2014: in pareggio

"A fronte infatti di proventi per la gestione caratteristica pari ad € 27.304.675, si registrano oneri pari ad € 27.069.868"

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Roma – ”Il bilancio 2014 del PD è caratterizzato da un sostanziale pareggio. Anzi, abbiamo registrato addirittura un piccolo utile (pari ad € 168.107,00). Il traguardo è stato raggiunto senza accedere a nessuna forma di ammortizzatore sociale (no licenziamenti, no cassa integrazione, no solidarietà). La situazione iniziale era molto complessa, basti pensare al bilancio 2013 chiuso con una perdita di € 10,8 milioni. In più il PD, come promesso, ha abolito il finanziamento pubblico: si è partiti, quindi, anche con un -€11 milioni rispetto al 2013. Nonostante ciò il traguardo del pareggio è stato raggiunto”.

Lo scrive il tesoriere del Partito Democratico Francesco Bonifazi, nella relazione sul rendiconto 2014 presentata alla Direzione nazionale del Pd. Il bilancio è stato approvato all’unanimità

“Nel dettaglio, la situazione chiusa al 31/12/2014 presenta un avanzo di € 168.107 dopo aver effettuato ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti per un importo di € 1.332.363. A fronte infatti di proventi per la gestione caratteristica pari ad € 27.304.675, si registrano oneri pari ad € 27.069.868.

Due le linee guida per il risanamento:
1. la drastica riduzione delle spese;
2. l’incentivazione del fund raising.

USCITE
Il Partito ha attuato una profonda azione di riduzione della spesa, sia per le spese correnti che per quelle strettamente legate all’attività politica.

Immobili
In merito al primo aspetto, si segnala che nel corso dell’anno 2014 il PD ha rilasciato gli immobili di Via Tomacelli e di Via del Tritone, con una conseguente riduzione degli affitti e delle connesse spese di funzionamento.

Per ciò che riguarda gli affitti, in particolare, nel 2014 è stato realizzato un risparmio di 100.000 mila euro; considerando però che il rilascio dei suddetti immobili è avvenuto nel secondo semestre del 2014, i principali effetti avranno incidenza nel 2015, con un risparmio di circa 1 milione di euro.

Al rilascio degli immobili è seguita una riduzione del 64% delle spese di gestione e manutenzione degli stessi, che è scesa da 1,9 milioni del 2013 a 690 mila del 2014.

Consulenze e collaborazioni
Sempre nell’ambito delle spese correnti, altra sostanziale riduzione si è realizzata nella voce relativa alle consulenze e collaborazioni, che sono passate da 1,5 milioni a 650 mila, con una riduzione del 64%.

Attività politica
L’anno 2014 è stato caratterizzato da numerosi appuntamenti elettorali, primo tra tutti le elezioni europee e il rinnovo di 5 consigli regionali. Nonostante ciò, nell’ambito delle relative campagne elettorali, il partito ha realizzato una riduzione delle spese pari a circa il 63%; le spese di propaganda e di comunicazione politica sono così passate da 9,8 milioni del 2013, a 3,6 milioni del 2014.

Altra importante riduzione è quella che ha riguardato le spese di viaggi, alberghi e rimborsi spese che sono passate da 1 milione del 2013, a 300 mila del 2014 (riduzione del 70%), così come gli autonoleggi che si sono ridotti dell’87% passando da 124 mila del 2013 a 16 mila del 2014.

ENTRATE
Alla luce di quanto sopra, per poter assicurare delle entrate tali da garantire un equilibrio della gestione, il partito ha cercato di incrementare il proprio autofinanziamento raccogliendo a titolo di erogazioni liberali, complessivamente, 1,6 milioni a fronte dei 470 mila euro del 2013. L’autofinanziamento del partito è quindi quadruplicato rispetto all’anno precedente.

Allo stesso tempo, il partito ha cercato di recuperare le quote pregresse dovute dai parlamentari recuperando circa 1 milione rispetto al passato. Le quote incassate nel 2014 sono state infatti pari a 6,4 milioni a fronte di 5,4 milioni del 2013 (incremento pari quasi al 20%).

Con queste poche righe, ma soprattutto con un forte impegno che ha coinvolto tutto il PD, abbiamo cercato di dimostrare che la politica deve e può essere credibile. Per questo abbiamo voluto e ottenuto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Da ora in poi cercheremo sempre di più di farcela con l’aiuto di chi crede nel nostro progetto di cambiamento del Paese.

Sappiamo che, dal punto di vista economico-finanziario ci aspetta una fase non semplice, ma abbiamo anche la consapevolezza che, se siamo credibili, troveremo collaborazione e sostegno sia con lo strumento del 2×1000 che con il potenziamento del fundraising”.

Redazione Stato



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Commenti


  • Farrata Repubblic

    Mi chiedo come sia possibile in tempo di crisi (ed anche di affezione alla politica) quadruplicare le entrate liberali? Capisco che gestire un partito enorme richieda un’organizzazione complessa e quindi tanto denaro, ma non sarebbe il caso di definire una volta per tutte la forma giuridica dei partiti (e dei sindacati aggiungerei)? Oggi sembrano spa con la veste dell’ultimo dei comitati di quartiere. Per non parlare delle mille fondazioni satelitte. Chiudo informando correttamente su chi ha voluto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (i cittadini con un referendum), trasformato ad arte in 2×1000. Ciaone!

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