CronacaStato prima
Si era messa in luce, nei mesi scorsi, per un'iniziativa tesa a mettere fine al conflitto in Siria

Accoltellata la deputata labour Jo Cox: deceduta

Nel corso dell'attacco, le parole: "Britain first" (la Gran Bretagna prima di tutto)

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Jo Cox, 41 anni, deputata laburista britannica, è stata accoltellata mortalmente oggi a Birstall, vicino a Leeds. Lo riferisce la BBC. La donna sarebbe stata colpita sia con un coltello che con colpi d’arma da fuoco mentre si trovava nella sua circoscrizione per un incontro con gli elettori. Il colpevole, secondo quanto reso noto, avrebbe gridato, nel corso dell’attacco, le parole: “Britain first” (la Gran Bretagna prima di tutto). E’ stato intanto arrestato un uomo di 52 anni, mentre per la deputata, che ha lottato prima di crollare, non c’è stato nulla da fare, nonostante la corsa in ospedale.

La Cox, che in passato si era occupata, tra l’altro, del conflitto siriano e della questione migranti, era schierata, in questi giorni, contro la ‘Brexit‘, l’ipotesi di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, possibilità a proposito della quale i britannici si esprimeranno per mezzo di un referendum previsto per il 23 giugno.

La Cox, dopo la laurea a Cambridge, aveva lavorato all’Oxfam e si era battuta soprattutto nel campo dei diritti umani. Da deputata alla Camera dei Comuni si era messa in luce, nei mesi scorsi, soprattutto per un’iniziativa volta a promuovere un’azione internazionale per mettere fine al conflitto in Siria. (Ansa)

 

BREXIT: FAVOREVOLI E CONTRARI

Alcuni dei sostenitori dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ritengono che la presenza all’interno di essa mini la sovranità parlamentare britannica e che, al di fuori, sarebbe possibile per i Britannici tenere sotto controllo in modo più efficiente l’immigrazione, oltre che condurre le trattative commerciali con maggiore disinvoltura, liberi dai regolamenti europei.

I favorevoli alla permanenza, invece, sostengono che l’eventuale uscita comprometterebbe la prosperità del Regno Unito, diminuendo, tra l’altro, la sua influenza sugli affari mondiali, introducendo barriere commerciali, ritardando gli investimenti e mettendo a rischio posti di lavoro e che, inoltre, comprometterebbe anche la sicurezza nazionale, riducendo l’accesso a banche dati comuni europee sul crimine.

 

Valentina Sapone

v.sapone@statodonna.it



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