Regione-Territorio
"Ritardi inammissibili sull’Ilva, ma soprattutto sulla salute dei tarantini"

Ilva, Turco: “Ha ragione il Fondo Antidiossina, indaghi la Gdf”

"Bene, a distanza di quattro mesi ormai, mi addolora constatare – conclude Turco – che non è stata data alcuna risposta alle mie due interrogazioni"

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Taranto. “Ritardi inammissibili sull’Ilva, ma soprattutto sulla salute dei tarantini. E a questo punto, raccogliendo l’appello dell’associazione Fondo Antidiossina, penso che occorra rivolgersi alla Guardia di Finanza affinché indaghi su presunti sprechi di denaro pubblico e su presunte inefficienze che danneggiano non solo le casse pubbliche ma anche la vita di un’intera comunità che, dati sanitari alla mano, registra l’aumento di tumori, soprattutto tra i bambini”. Lo dichiara il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, commentando l’ultimo appello di Fabio Matacchiera, responsabile legale della onlus Fondo Antidiossina, che in una nota chiede “alla Guardia di Finanza di indagare sul “Progetto Odortel” e sul “Progetto Centro Salute e Ambiente” a Taranto, costati, negli anni passati, rispettivamente 2 e 20 milioni di euro e per i quali la Regione Puglia avrebbe già erogato l’80 per cento ai beneficiari”.

“Sulla carta dovevano essere progetti all’avanguardia, dovevano essere politiche concrete per la salvaguardia della salute dei cittadini. E invece – aggiunge Turco – assistiamo solo a balletti di numeri, a rimpalli di responsabilità e a presunti conflitti di interesse tra chi presentava quei progetti e chi li doveva poi attuare. Non a caso, già a febbraio e a marzo scorso, ho presentato due interrogazioni urgenti, una sui dati di monitoraggio dell’Arpa Puglia relativi alle emissioni di diossina, e l’altra sulla realizzazione di un Centro salute e Ambiente a Taranto nell’ex ospedale Testa. Per questa sede, con delibera di giunta regionale, la n. 1980/2012, furono stanziati 8 milioni di euro per attivare specifiche iniziative in grado di approfondire le conoscenze tecnico-scientifiche in materia di interazione tra ambiente e salute, ai fini della pianificazione di strategie efficaci per il contenimento degli impatti ambientali”.

“Bene, a distanza di quattro mesi ormai, mi addolora constatare – conclude Turco – che non è stata data alcuna risposta alle mie due interrogazioni. Presentate non per farmi bello agli occhi dei mass media o per sprecare inchiostro e carta, ma solo per tutelare gli interessi e il diritto alla salute dei cittadini che mi onoro di rappresentare nelle istituzioni”.



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