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E' quanto afferma il segretario provinciale della Cgil di Foggia, Daniele Calamita, in merito alla vertenza che riguarda gli assistenti specialistici a persone con disabilità sensoriali e psicofisiche

Assistenti scolastici a persone con disabilità, “Servono regole certe e uniformi”

Circa trecento operatori che con stessa mansione percepiscono anche salari dimezzati nelle scuole elementari rispetto alle superiori. La denuncia del segretario provinciale Cgil, Daniela Calamita

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Foggia. In queste ore la regione Puglia sta lavorando al fine di dotarsi di uno strumento unico che riguardi tutto il territorio regionale. Ci troviamo in presenza di un sistema estremamente diversificato e frammentato a seconda che riguardi scuola primaria, scuola media o scuola secondaria, con servizi estremamente disomogenei e con condizioni contrattuali degli operatori che generano confusione e incertezza, sia all’interno dello stesso territorio provinciale ma anche fra le diverse province.

E’ quanto afferma il segretario provinciale della Cgil di Foggia, Daniele Calamita, in merito alla vertenza che riguarda gli assistenti specialistici a persone con disabilità sensoriali e psicofisiche.

Quello che avviene in Provincia di Foggia è emblematico e ci spinge a chiedere alle Regione Puglia ed alla Provincia di Foggia l’adozione di sistemi certi e trasparenti che siano a garanzia dei fruitori di detti servizi fondamentali, e parliamo di soggetti socialmente svantaggiati, sia degli operatori. Riscontriamo- denuncia Calamita – che chi lavora nelle scuole elementari (circa 140 operatori e solo sui comuni dei 5 reali siti) sono assunti dal sistema cooperativo e percepiscono circa 7 euro lordi/ora, mentre nelle scuole medie e superiori (altri 150 operatori circa) il servizio è gestito dalla Provincia e su 36 plessi scolastici secondari solo 8 in tutta la Capitanata utilizzano questa forma di sostegno ed assistenza, per circa 247 ragazzi svantaggiati, percependo una retribuzione lorda di 14 euro/ora. Con contratti che vanno dalle collaborazioni alle partite iva ai tempi determinati.

Incongruenze – dice il segretario Cgil – che ci spingono a proclamare lo stato di agitazione del personale addetto ed a chiedere un intervento urgente e risolutivo: non si può tollerare che si faccia business sulle condizioni di disagio di cittadini svantaggiati. Come sindacato confederale chiediamo che il servizio sia unico, sia a garanzia dei ragazzi portatori di handicap, che riguardi tutti e 36 i plessi scolastici ove vi sono persone svantaggiate e che sia in capo alla Provincia di Foggia, che si deve fare garante di un sistema trasparente che riguardi la selezione degli operatori, garantendo chi ha svolto – anche da oltre 20 anni – svolto egregiamente e fra mille difficoltà questa funzione importantissima e che ha stabilito con i ragazzi assistiti anche un legame di fiducia.

Chiediamo – conclude Calamita – che sia regolata la funzione del personale addetto, spesso usato da parte dei Dirigenti scolastici impropriamente anche in sostituzione del corpo insegnante; che sia stabilito in modo chiaro ed unico la tipologia di contratto di lavoro; che sia data piena trasparenza ad un servizio che non può essere lasciato alla gestione individuale: necessitano regole certe ed uniche a garanzia di chi se non ci fosse questo tipo di servizio vivrebbe una ghettizzazione sociale.

Siamo fiduciosi che la Regione Puglia si orienterà verso la gestione pubblica del servizio e che con la Provincia si riuscirà a definire tali regole, perché non è pensabile che a parità di mansioni possano esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B o peggio che sia questa funzione demandata al singolo arbitrio.



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