Manfredonia
Minacce riferite alla "bomba carta” esplosa in danno di un esercizio commerciale nel giugno del 2015

Manfredonia. Minaccia titolari negozio: arrestato 22enne (FOTO)

"Riferisci ai tuoi parenti che la prossima volta che dicono che il negozio l’ho acceso io, il negozio lo ritrovano giù al mare"


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Manfredonia, 16 giugno 2017. GLI Agenti del Commissariato di Manfredonia hanno eseguito, ieri sera, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Tommaso Tomaiuolo, di anni 22, con precedenti di Polizia, accusato di “minacce nei confronti dei titolari di un negozio del centro sipontino”.

Le minacce fanno riferimento all’episodio del danneggiamento, mediante il collocamento di una cd “bomba carta”, in danno di un esercizio commerciale avvenuto nel giugno del 2015. La deflagrazione dell’ordigno, non solo provocava ingenti danni al negozio davanti al quale era stato collocato la bomba carta, ma anche ad alcune abitazioni poste nelle vicinanze ed anche ad alcuni veicoli parcheggiati nei pressi.

La cosa che più destava preoccupazione era il fatto che solo per un caso fortuito, nessun passante era rimasto ferito. Infatti la bomba carta era esplosa in una zona che in quel momento era frequentata da diversi giovani, per via della presenza di alcuni locali della “movida” sipontina.

Dunque in seguito al grave fatto, gli Agenti del Commissariato di Manfredonia avviavano le prime indagini finalizzate all’individuazione dell’autore. Si procedeva sia all’ascolto dei titolari del negozio e sia si procedeva all’acquisizione e alla visione delle immagini di video-sorveglianza non solo di impianti presenti sul luogo dell’esplosione, ma dislocati anche a distanza di qualche kilometro.

Il lavoro certosino, svolto dal personale del Commissariato, in particolare la visione di diverse ore dei filmati acquisiti, consentiva di raccogliere numerosi elementi utili all’individuazione dell’autore, nonostante questi fosse completamente travisato. In particolare visionando i filmati, si aveva modo di osservare che la persona che aveva collocato l’ordigno presentava gli arti inferiori con la caratteristica conformazione ricurva verso l’esterno, cosiddetto ginocchio “varo”.

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Tra le persone che presentavano tale caratteristica fisiche, vi era una persona già nota agli Agenti che stavano conducendo le indagini: Tommaso Tomaiuolo. Pertanto gli Agenti decidevano di effettuare una perquisizione presso la sua abitazione al fine di trovare elementi di riscontro all’attività di indagine. Nel corso della perquisizione in un cassetto del mobile della camera da letto, si rinveniva una pistola lancia-razzi, con caricamento a tamburo, senza marca riportante la dicitura Mod. 1917 Cal. 22.

Estendendo la perquisizione al resto della casa, si rinveniva un Jeans che appariva identico a quello indossato dalla persona ripresa all’atto di collocare l’ordigno. Confrontando i fotogrammi estrapolati dall’impianto di video-sorveglianza, si era potuto constatare la corrispondenza dei particolari tagli applicati sul capo, nonché le toppe, in maniera particolare quella applicata sulla coscia destra del pantalone, che facevano ritenere con assoluta certezza, che il capo di abbigliamento sequestrato, era quello indossato dalla persona che aveva collocato l’ordigno esplosivo e dunque Tommaso Tomaiuolo.

Nel corso della perquisizione gli agenti rinvenivano anche il paio di scarpe indossate dal giovane mentre collocava l’ordigno. Per i fatti accertati, Tommaso Tomaiuolo è stato deferito al’A.G. che lo rinviava a giudizio. Lo scorso febbraio, quando ormai era già in corso il processo penale di primo grado a carico del Tommaso Tomaiuolo, questi avvicinava un parente dei titolari del negozio, danneggiato dall’esplosione, e minacciava che avrebbe fatto saltare in aria il negozio qualora non fossero state ritirate le accuse mosse nei suoi confronti.

L’attività di indagine svolta da questo ufficio, in seguito alle minacce proferite da Tomaiuolo, evidenziava che effettivamente lo stesso aveva cercato di intimorire i titolari del negozio durante le fasi del processo, ancora pendente, affinchè ritrattassero le accuse mosse nei suoi confronti. Pertanto sulla scorta degli elementi raccolti a carico del giovane e considerato il rischio concreto che lo stesso potesse mettere in atto le gravi minacce, il P.M. che ha coordinato le indagini, richiedeva ed otteneva il provvedimento restrittivo nei confronti di Tomaiuolo.

A conferma del pericolo concreto che il giovane passasse alle vie di fatto, si ricorda che nel dicembre del 2016,in località Ruggiano, personale del Commissariato di Manfredonia traeva in arresto Tommaso Tomaiuolo, responsabile di detenzione e fabbricazione illecita di materiale esplosivo. Nel corso di perquisizione domiciliare i poliziotti del Commissariato sipontino rinvenivano a casa del ragazzo 47 ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale, per un peso complessivo di oltre dieci chilogrammi.

Dunque il G.I.P., ritenendo la possibilità che se lasciato libero avrebbe potuto commettere altri gravi reati, emetteva nei confronti di Tommaso Tomaiuolo l’ordinanza di custodia cautelare.

Al termine delle formalità di rito, Tommaso Tomaiuolo è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell’A.G. procedente.

redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata

Manfredonia. Minaccia titolari negozio: arrestato 22enne (FOTO) ultima modifica: 2017-06-16T16:51:41+00:00 da Redazione



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Commenti


  • deluso

    Ai pregiudicati gli arresti domiciliari è un premio e non una punizione


  • Anto

    Un fatto così grave con prove così certe da annullare qualsiasi dubbio in uno stato serio, meriterebbe un pena di 20 anni da scontare tutti.


  • verità

    Arresti domiciliari bella giustizia indagate questa è gente -+


  • cittadino

    Braccialetti…. Quanto ci costerà tenerlo sotto controllo…. Via vai polizia e carabinieri… Il costo del braccialetto ed ogni visita degli agenti dev’essere addebitato al malfattore.

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