Cultura
Dal 13 maggio al 26 novembre dalle 10 alle 18, lunedì chiuso esclusi 15/5-14/8-4/09-30/10 e 20/11

Venezia Biennale – Arte 2017 Viva Arte Viva

A cura di Ferruccio Gemmellaro


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Venezia Biennale Arte 2017 – Viva Arte Viva – dal 13 maggio al 26 novembre dalle 10 alle 18, lunedì chiuso esclusi 15/5-14/8-4/09-30/10 e 20/11

Prima parte: I Giardini

L’esposizione internazionale si snoda nei Giardini con il Padiglione Centrale e nell’Arsenale con le Corderie, Artiglierie, Gaggiandre (cantieri acquatici opera di Jacopo Sansovino tra il 1568 e il 1573) e il Giardino delle Vergini. Si contano gli spazi “degli Artisti e dei Libri” con ventisette espositori, “delle Gioie e delle Paure” con undici, “Progetti Speciali” con due e infine “Progetti Paralleli” con tre; in tutto trentadue nazioni compreso il padiglione veneziano che insiste con la sua tradizionale arte del vetro e dei costumi ma in un’atmosfera d’ordine armonioso e onirico,
quasi un mondo della fantasia o, meglio, della magia.

Nell’Arsenale espongono quattordici artisti nello “Spazio Comune”, diciannove nel “Padiglione della Terra”, tredici nel “Padiglione delle Tradizioni”, sei nel “Padiglione degli Sciamani”, undici nel “Padiglione Dionisiaco”, ancora undici nel “Padiglione dei Colori e, infine, rispettivamente quattro nei “Progetti Paralleli” e nel “Padiglione del Tempo e dell’Infinito”; in tutto ventiquattro nazioni.

Nel novero in Arsenale il “Padiglione Arti Applicate” con The Victoria e Albert Museum e le ventiquattro “Partecipazioni Nazionali” sparse tra l’area della biennale e la città lagunare, tra cui Cuba, Iran, Iraq, Israele, Libano, Siria. Previsti inoltre ben ventitré eventi collaterali. Occorre rilevare che per questa 57.a esposizione internazionale d’arte a Venezia hanno collaborato circa centoquaranta collaboratori.

Scorrendo i Giardini e cogliendone alcuni artisti, l’attenzione si volge su Mladen Stilinovic, l’artista serbo del concettualismo, già poeta e cineasta, deceduto l’anno scorso non ancora settantenne. Sua opera, tra le altre, è la foto in bianco e nero, stampa alla gelatina d’argento, “Artist at work” (artista al lavoro), del ‘78, realizzata poco prima della morte di Tito, in cui ostenta in maniera provocatoria un uomo, l’artista, mentre dorme comodamente nel proprio letto; vuol dimostrare la contraddizione socialista di quegli anni nella sua patria.
Gli fanno eco i concettualisti Ylena Vorobyeva and Viktor Vorobyev coetanei del ‘59, i quali vivono e operano ad Almaty nel Kazakistan, con l’installazione di tecnica mista “The Artist is asleep” (l’artista è addormentato) da leggere in chiave del tutto diversa. Infatti, qui pare un’accusa verso l’artista che, per motivi politici o per altro, spreca il suo tempo nell’improduttività, ma che al contrario indica il vero artifex, il quale tra metaforici risvegli formula nuove realizzazioni.

Incontriamo il siriano Marwan, deceduto anche lui un anno fa, con opere elaborate in diversi periodi. Negli anni sessanta presenta figure attorniate di solitudine ma in contrasto con lo scenario impresso, negli anni settanta, invece, ricorre alla frammentazione e alla distorsione delle figure, gli sguardi delle quali pongono l’osservatore in una sensazione di contrasto con i presunti propri requisiti, il quale ne diviene così il fruitore. Non si può evitare, però, di andare col pensiero alle immagini di Francis Bacon installate a Treviso in Ca’ dei Carraresi sino al 5 maggio scorso (articolo relativo il 15 gennaio su queste pagine). Il linguaggio pittorico di Bacon assume la forza di una peculiare ossessione nella doviziosa collezione di ritratti, dove in quelle deturpazioni fisiche l’artista non intende la tropologia esistenziale del suo prossimo, come si potrebbe credere, ma indiscutibilmente vi omologa il proprio essere.

Marwan stesso afferma, infatti, che “il tema (dei suoi lavori) è il dualismo: vita e morte, assenza e presenza, amore e odio”.

Veramente emozionante e accattivante il video “Suspension” presentato dal quarantaduenne argentino Sebastian Diaz Morales; oggi vive e opera ad Amsterdam. Il filmato penetra e infrange la barriera tra realtà e finzione, evidenziando un imperturbabile, giovane uomo galleggiante con molli movimenti natatori, sovente in forma acrobatica, nel grembo di un’onirica dimensione vaporosa ora tenue ora intensa; la metafora è dell’uomo di oggi, e l’autore lo è, che resta impassibile mentre intorno a lui tutto si muove per sottometterlo.

Tra le Partecipazioni Nazionali nei Giardini, il pubblico resta incredulo innanzi alle opere del padiglione d’Israele “Sun Stand Still” (il sole sorge ancora) dove Weinstein espone al piano terra delle “sculture” di muffa e al piano intermedio un puzzle di “colture agricole” composte con fondi putrefatti di caffè; non per niente un cartello all’ingresso raccomanda precauzione per gli allergici.
L’intento dell’artista è il proporre immagini di epopea e, in qualche maniera, poetiche del sionismo, certamente poco comprensibili all’ignaro visitatore.

Ferruccio Gemmellaro
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Venezia Biennale – Arte 2017 Viva Arte Viva ultima modifica: 2017-06-16T18:06:28+00:00 da Ferruccio Gemmellaro



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