Cerignola, furti di autoveicoli e mezzi agricoli: 9 arresti | Cronaca

Cerignola, furti di autoveicoli e mezzi agricoli: 9 arresti

Furti auto, intervento operatori Commissariato di Cerignola (immagine d'archivio)

Cerignola – DALLE prime ore di stamane, personale del Commissariato di Cerignola, coadiuvato dall’RPC di Bari e Lecce ed unità del Reparto volo di Bari, ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dal Sostituto Procuratore della Repubblica, dottoressa Lidia Giorgio, ed emessa dal Gip del Tribunale di Foggia, dottor Antonio Diella (nr.16759/08 R.G.N.R. e nr 6374/09 R.G. Gip) nei confronti di 11 persone appartenenti ad un’associazione a delinquere finalizzata al furto, al riciclaggio di autoveicoli e mezzi agricoli nonché all’estorsione per la loro restituzione.

I SOGGETTI INTERESSATI AI PROVVEDIMENTI
1) Gianluca Russo, nato a Cerignola il 14 novembre del 1979
2) Jetmir Smakaj nato in Albania il 06 giugno 1981
3) Sergio Martire nato a Cerignola il 24 novembre 1980
4) Giacomo Petronelli nato a Cerignola il 08 settembre del 1966
5) Admir Peraj nato in Albania il 29 agosto 1980
6) Michelangelo Ferrara nato a Foggia il 20 marzo 1976
7) Domenico Ferrara nato a Foggia il 02 aprile del 1970
8-Paquale Cassanelli nato a Trani l’otto marzo del 1977
9) Michele Bruno nato a Cerignola il 29 novembre 1975

LE INDAGINI condotte dal commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, tra la fine del 2008 e gli inizi del 2009, hanno consentito di acquisire importanti elementi probatori nei confronti di numerosi pregiudicati di Cerignola e di Stornarella, resisi responsabiili dei reati sopra indicati.

L’ATTIVITA’ INVESTIGATIVA, svolta dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, si è avvalsa inoltre di numerose intercettazioni telefoniche di utenze cellulari, 21 in totale, nonché delle classiche tecniche di investigazione, pedinamento e appostamento.

DERUBATI OLTRE 25 AUTOVEICOLI – Nel corso dell’attività di indagine, il sodalizio criminale ha derubato, complessivamente, oltre 25 autoveicoli e mezzi agricoli, oltre a 6 accertati episodi di estorsione. Sempre nel corso dell’attività, le indagini permettevano di arrestare in flagranza 4 persone e recuperare 18 veicoli e mezzi agricoli, provento di furto, restituiti successivamente ai legittimi proprietari.Venivano inoltre rinvenuti e sequestrate numerose centraline codificate, scanner, Jammer (inibitori elettronici), rilevatori di microspie, e arnesi atti allo scasso.

INDAGINE PARTITA NEL NOVEMBRE 2008, DOPO LA DENUNCIA DI UNA VITTIMA DEL GIRO – L’indagine traeva origine nel novembre 2008, quando negli uffici del Commissariato di Cerignola si presentava un cittadino del luogo, denunciando di aver subito il furto del proprio autocarro e che successivamente era stato contattato da ignoti che avevano avanzato una richiesta estorsiva per la restituzione del mezzo. Su precise indicazioni degli operatori del Commissariato di Cerignola, la vittima, intavolava una trattativa con gli ignoti estorsori.

LA TRAPPOLA – Dopo una serie di contatti telefonici, protratti per tutta la giornata, gli agenti del Commissariato di Cerignola riuscivano a fissare un appuntamento con gli estorsori per lo scambio soldi-mezzo. Gli agenti si appostavano per questo nei pressi del luogo convenuto, strada provinciale Stornarella-Ascoli Satriano. Una volta consegnato il denaro agli estorsori, da parte della vittima, gli agenti riuscivano ad intervenire arrestando i malfattori, in flagranza di reato.

ARRESTO DEGLI ESTORSORI “PUNTO DI PARTENZA DELLE INDAGINI”- IL RILEVAMENTO DELLE CHIAMATE SUI CELLULARI -L’arresto degli estorsori non segnava un punto di arrivo bensì di inizio delle indagini, poiché si era intuito che i due arrestati facessero parte di un sodalizio criminale ben più ampio. Durante la permanenza degli arrestati negli uffici del Commissariato di Cerignola, sulle utenze telefoniche degli arrestati gli agenti rilevavano numerose chiamate da una utenza cellulare abbinata al nominativo ”Zuppa”, alias di Michelangelo Ferrara, noto pregiudicato di Stornarella.

DA qui, l’intercettazione telefonica dell’utenza in uso allo stesso Michelangelo Ferrara, che consentiva progressivamente di risalire alle utenze in uso agli altri sodali, nonché alla loro identificazione. Grazie alle intercettazioni telefoniche veniva alla luce un sodalizio criminale composto da pregiudicati cerignolani, che vedevano nell’indagato Gianluca Russo il “capo” del gruppo cerignolano, e da un gruppo composto da alcuni pregiudicati di Stornarella capeggiato dai fratelli Ferrara, noti con il soprannome “Zuppetta” o “Zupparill”.

I FURTI DEGLI AUTOVEICOLI – Il gruppo con base operativa a Stornarella, durante il periodo di monitoraggio si rendeva responsabile di diversi furti di mezzi agricoli con conseguenti richieste estorsive ai danni dei malcapitati proprietari. I furti dei mezzi agricoli avvenivano per lo più in agro di Stornarella e comuni limitrofi,e venivano spesso effettuati da tutti i componenti del sodalizio. Dopo la consumazione dei furti, ai fratelli Ferrara spettava il compito di contattare le vittime e pattuire il prezzo per la restituzione. In alcuni casi, sono state proprio le vittime a contattare i fratelli Ferrara, a dimostrazione che nel comune di Stornarella, erano proprio i fratelli a gestire il giro del racket delle estorsioni per la restituzione dei mezzi.

Ma il provento delle estorsioni non era l’unico mezzo di sostentamento dei sodali. Infatti altro mezzo di sostentamento del gruppo derivava dal furto di autovetture di grossa cilindrata, che andavano ad alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. Furti che avvenivano per lo più nelle province di Pescara,Chieti, Campobasso,Benevento e Avellino.

“INDOLE CRIMINALE” FUORI DAL COMUNE DA PARTE DI UN MINORENNE – Particolarmente “specializzati” in questo tipo di attività si sono rivelati al tempo gli indagati: Gianluca Russo, Jetmir Smakay, Michele Bruno e un altro indagato al momento irreperibile, quest’ultimo seppur minorenne all’epoca dei fatti, ha dimostrato di possedere un’indole criminale non comune ai ragazzi della sua età.

L’INSEGUIMENTO SULLA A14 – Difatti, lo scorso 16 gennaio del 2009, lo stesso su indicazione di questo ufficio, veniva intercettato da una pattuglia del C.O.A. sull’autostrada A14 all’altezza del casello di Termoli, mentre era a bordo di un’autovettura appena asportata. Ne scaturiva un inseguimento ad oltre 200 Km/h, durante il quale l’indagato più volte si sarebbe ribaltato con la vettura sulla quale viaggiava. Nonostante la totale distruzione dell’autovettura, il ragazzo sarebbe riuscito comunque ad allontanarsi e far perdere le proprie tracce. Questo episodio che avrebbe potuto costargli la vita non influiva minimamente sulla condotta del giovane malvivente che anzi, a seguito delle indagini, avrebbe continuato a delinquere.

FURTI DI BMW E MERCEDES IN MOLISE – Le indagini hanno fatto piena luce anche su una serie di furti ad alcune concessionarie di autovetture delle note marche “Bmw” e Mercedes” avvenuti in provincia di Campobasso ed a Potenza. I ladri in trasferta, notte-tempo partivano a bordo di un furgoncino , come dei veri e propri operai e raggiungevano i luoghi dei furti. Dopo aver aggirato i sofisticati sistemi di sorveglianza, gli stessi svuotavano letteralmente le concessionarie determinando ingenti danni patrimoniali ai malcapitati proprietari. Dopo la consumazione dei furti, attraverso l’autostrada, gli stessi ladri raggiungevano poi Cerignola, con la formazione (paradossal” di “una vera e propria carovana di autovetture rubate”.

IL BLOCCO DELLA CAROVANA – Dopo uno dei diversi furti, autopattuglie del C.O.A. dell’Abruzzo-Molise e della Puglia, durante una notte, riuscivano ad intercettare una di queste carovane. Per tentare di bloccare la colonna veniva posto in essere un vero e proprio blocco dell’autostrada con l’utilizzo di mezzi pesanti. Ai ladri non rimaneva altro che abbandonare i mezzi e darsi alla fuga a piedi nei campi adiacenti l’autostrada, facendo perdere le proprie tracce.

I LADRI UTILIZZAVANO MICROSPIE PER VERIFICARE LE INTERCETTAZIONI DEGLI INQUIRENTI – Le indagini svolte dagli agenti del Commissariato di Ps di Cerignola si sono rivelate particolarmente difficoltose in quanto i componenti si sarebbero avvalsi di “contro-misure elettroniche”, ossia di rilevatori di microspie, ragione per la quale si è preferito utilizzare le classiche tecniche di investigazione, appostamenti e pedinamenti, per non compromettere l’esito delle indagini. Altro dato emerso nel corso delle intercettazioni è che il gruppo era dotato di scanner sintonizzati sulle frequenze delle forze dell’ordine che in gergo, durante le intercettazioni, chiamavano “la radio per ascoltare le partite ”.

LA LEGGEREZZA DI GIANLUCA RUSSO – Non sospettando minimamente di essere intercettato, in una conversazione, Gianluca Russo forniva indicazioni ad un componente del gruppo su come raggiungerlo in un luogo dove aveva nascosto delle vetture proventi di furto. L’uomo, non avendo compreso inizialmente l’esatta ubicazione del posto, avrebbe spinto Russo (“molto infastidito”) ad indicargli dettagliatamente la strada da percorrere, con l’aggiunta della frase: “… Metti che la Polizia arriva a sentire i fatti nostri….”. E in effetti la Polizia aveva ascoltato i fatti loro, poiché una pattuglia di questo Commissariato, seguendo le indicazioni fornite da Gianluca Russo raggiungeva il posto indicato dallo stesso e riusciva a recuperare un’autovettura rubata da poco, mentre lo stesso Russo, notata in lontananza l’arrivo della volante si dava a precipitosa fuga facendo perdere le proprie tracce.

Il nome dell’operazione “Capolinea” deriva dal fatto che con questa operazione il sodalizio dopo innumerevoli “corse”, giunge al terminal per un lungo periodo di meritato riposo scortato dai “controllori”.

DUE I SOGGETTI ancora da ricercare – Restano da catturare Francesco Paolo Matrella, nato a Cerignola il 17 gennaio 1984 e Fabio Ferrara, nato a Foggia il 2 luglio 1991. Durante la perquisizione domiciliare a casa degli indagati, Ferrara Domenico e Ferrara Fabio, nel garage di loro provenienza, veniva rinvenuta e sequestrata l’autovettura Volkswagen Golf targata Cs 798 BT, oggetto di furto e denunciata il 7 maggio del 2010 presso la Stazione dei carabinieri di Spoltore (Pe) dal signore Manuele D’Onofrio, nato a Pescara il 4 maggio 1984.

Redazione Stato, riproduzione riservata

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