Manfredonia, Siponto, rapisce bimbo in spiaggia, poi fermato dalla Polizia | Manfredonia

Manfredonia, Siponto, rapisce bimbo in spiaggia, poi fermato dalla Polizia

Raqib Muhammad, l'uomo fermato ieri dagli agenti del Commissariato di PS (stato@)

Manfredonia – SEQUESTRO di persona, resistenza, violenza e lesioni a Pubblico Ufficiale: arrestato sabato pomeriggio, da Agenti del Commissariato, il 33enne Muhammad Raqib, in Italia senza fissa dimora, dopo il tentato sequestro di un bimbo di sette anni; l’uomo è stato prima visto e dunque inseguito da un Agente di Polizia che, libero dal servizio, si trovava con la sua famiglia in uno dei lidi locali; in seguito, con l’aiuto di un Maresciallo dell’Aeronautica Militare, l’agente ha bloccato il pakistano all’ingresso della pineta, dove l’uomo ha cercato di fuggire.


Il tentato sequestro.
Questo è quanto accaduto in breve nelle prime ore di sabato pomeriggio, 14 luglio, quando un Poliziotto ha chiamato la Sala Operativa del Commissariato di P.S. di Manfredonia chiedendo l’ausilio dei colleghi per procedere contro il 33enne, che aveva sequestrato, trascinandolo per parecchi metri, un bimbo di Manfredonia che stava facendo il bagno in un noto lido sipontino. L’uomo, con degli slip di colore bianco e portando con sé una grande busta di plastica bianca, era stato notato dai bagnanti presenti sul posto, mentre trascinava, prendendolo per un braccio, un bimbo che stava giocando con i coetanei vicino al bagnasciuga; una bimba di questi, spaventata dalla situazione, richiamava l’attenzione della mamma del bambino che, vista l’azione del pakistano, aveva allertato immediatamente con le sue grida di aiuto sia il bagnino che un amico di famiglia presente che sapeva essere un Agente di Polizia. Il Poliziotto, compresa la situazione, metteva all’inseguimento del 33enne riuscendo con la collaborazione del bagnino a fargli abbandonare la presa sul bambino, soccorso e riportato immediatamente tra le braccia della madre; il pakistano intanto, dopo una violenta colluttazione, nella quale il Poliziotto riportava una frattura alla mano destra giudicata guaribile in trenta giorni, cercava di scappare ma veniva tallonato e successivamente bloccato dallo stesso Agente, con altro personale militare allertato dal bagnino del lido, nel parcheggio dello stabilimento balneare dell’Aereonautica Militare, dove il fuggitivo aveva cercato inutilmente la fuga. Vistosi braccato ed impossibilito a scappare oltre, il cittadino straniero ha rinunciato a qualsiasi ulteriore forma di resistenza ed è stato tratto in arresto per il reato di sequestro di persona, nonché resistenza, violenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

L’arrestato, dopo gli atti di rito, come da disposizione del P.M. di turno, è stato associato nel carcere di Foggia a disposizione dell’A.G. competente.


Redazione Stato@riproduzione ruiservata

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131 Commenti

  1. Antonio Vigilante scrive:

    MAtteo: Se dobbiamo discutere, discutiamo. Se dobbiamo parlare a vanvera, non mi interessa.
    Nessuno ha parlato di aiutare chi commette il reato di sequestro di persona. Ho fatto notare: 1) che è possibile che le cose non siano andate proprio così, come è già successo in altri casi; 2) che la responsabilità penale è personale, per cui non ha senso parlare di *immigrati* se *un immigrato* ha compiuto un reato.
    La mia ex, che oggi fa il giudice, mi raccontò una volta di un poveraccio – era pakistano, mi pare – che finì in galera perché allo sportello, in banca, l’impiegato aveva avuto l’impressione che lo volesse ipnotizzare. A volte i pregiudizi e la paura fanno brutti scherzi.

  2. Pena capitale a partire dai politici ladri scrive:

    Basta con i deliri di buonismo.
    In primis pena di morte, sequestro dei beni e fucilazione per i politici che rubano, evirazione o castrazione per chi commette reati tipo pedofilia o stalking
    e carcere duro e pena certa.
    Il duce era troppo indulgente e buono
    io preferirei il Compagno Stalin!

  3. Matteo scrive:

    Antonio ancora una volta non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!!!Non è una questione di pregiudizi, di odio razziale lungi da me pensare una cosa del genere; nel nostro paese la legislazione è fin troppo permissiva a mio modesto parere, vuoi per la presenza del vaticano, ma qualunque delinquente appartenente a qualsiasi ceppo razziale sa benissimo che in italia troverebbe terreno fertile per commettere un reato!!!Intelligenti Pauca!!

  4. Antonio Vigilante scrive:

    In Italia per il reato di sequestro di persona sono previsti fino ad otto anni di carcere. E, in Italia, finire in carcere significa finire in un inferno: dal quale in molti scappano con il suicidio.
    Gli extracomunitari che vengono in Italia lo fanno in massima parte per lavorare onestamente. Negare questa evidenza significa semplicemente avere pregiudizi razziali.

  5. berlusconiani: il ritorno... scrive:

    Concordo con A. Vigilante,
    pochissimi conoscono le reali condizioni in cui versano gli extracomunitari più sfortunati o anche coloro che si macchiano di reati e finiscono in cella. nessuno vuole assolvere i rei, anzi… ma giudicare senza cognizioni di causa è solo frutto di pregiudizi e meschina ignoranza

  6. sedicentecapra scrive:

    Io mi definisco capra ma in questi forum ci sono, oltre che intuizioni degne di luminari, tanti che faticano a farsi comprendere…oltre che molto molto molto molto “terra terra”..
    La situazione è questa:
    1. è stato commesso un reato da uno straniero
    2. la vicenda non è ben chiara, cmq il reato c’è ed (abominevolmente) ai danni di un bimbo
    3. tutto ha portato, come era presumibile, il popolino condizionato da tv e pseudogiornalisti, ad accanirsi contro gli stranieri in generale
    4. si è perso di vista il fulcro della questione: perché ciò è accaduto, cosa accadrà al reo, cosa sarà del bimbo, il contesto sociale e culturale in cui queste azioni accadono, cosa prevede la legge, cosa stanno facendo i nostri politici per la sicurezza pubblica e quanti fondi stanno stanziando
    5. tutto questo spero serva almeno per svegliare la coscienza sociale ormai assopita e neutralizzata da un inarrestabile individualismo generale

  7. Zeropunti scrive:

    Leggendo questi ultimi post, mi sono commosso!

    Verbi coniugati correttamente, punteggiatura impeccabile, latinismi……

    Tuttavia, dopo un iniziale smarrimento, ho cercato di recuperare un pó di luciditá e allora, dopo due giorni…
    HO CAPITO!!!!!!

    innanzitutto, il p

  8. Zeropunti scrive:

    Leggendo questi ultimi post, mi sono commosso!

    Verbi coniugati correttamente, punteggiatura impeccabile, latinismi……

    Tuttavia, dopo un iniziale smarrimento, ho cercato di recuperare un pó di luciditá e allora, dopo due giorni…
    HO CAPITO GLI EQUIVOCI!

    1. Il pakistano era il preparatore atletico della scuola che frequentava il bimbo e (alla faccia dei razzisti!) con grande senso del dovere, non volendo abbandonare il suo allievo piú promettente, decideva di raggiungerlo a Siponto per fare una trentina di giri della pineta!

    2. I due servitori dello stato, completamente brilli dopo essersi scolate tutte le bottiglie molotov (ormai in dotazione agli appartenenti alle forze armate, in quanto estremamente utili per incriminare scomodi innocenti) FRANTINDEVANO la situazione, ritenendo si trattasse del gioco aperitivo organizzato dallo staff del lido; conseguentemente, si univano al pakistano ed al bimbo nella corsa verso la pineta.

    3. Alquanto spazientito, il pakistano, ritenendo che i due servitori della legge intendessero canzonarlo a causa della diversa nazionalitá, si cimentava in un difficilissimo esperimento di IPNOSI IN CORSA!

    4. Purtroppo, l’esperimento non riusciva, in quanto i due servitori della legge erano dei cavalieri Jedi! E quando due cavalieri Jedi capiscono che qualcuno li vuole ipnotizzare si incazzano come delle bestie e…. le conseguenze le vediamo sotto i nostri occhi:
    - gente che crede che il pakistano volesse rapire il bimbo (tecnica Jedi di manipolazione della mente);
    - gente che invoca il ritorno del duce o, addirittura, di Stalin (e, perché no, di Totó Schillaci!);
    - gente che cerca di dare fuoco al Gargano per bruciare la pineta di Siponto, cosí allontanando i sospetti del risvolto razziale.
    Aiutatemi voi, in quanto ho paura di essere anche io sotto l’effetto della FORZA, perché vedo solo uno straniero senza fissa dimora (figurati se quello aveva una casa sua, e mó se lo portava un bimbo a casa che sai che casino gli combinava!) che tenta di rapire un bimbo e mi meraviglio che soltanto due persone normali GIUSTAMENTE hanno cercato di frecarlo di mazzate!

    Dove andremo a finire?

    Aboliamo il carcere, cosí la gente non si suicida e, invece, esce e va ad uccidere gli altri!

    Diamo dei bonus di immunitá agli stranieri affinché gli stessi possano essere incriminati solo dopo aver violato ripetutamente la legge e, quindi, solo dopo aver ben assimilato buona parte del codice penale!

    Non giudichiamo frettolosamente chi ha tentato di rapire un bambino! Chiediamoci perché lo ha fatto! Magari lo ha fatto a fin di bene! Magari i genitori del bambino gli volevano troppo bene e lo stavano viziando!

    ANCORA DEVO CONTINUARE?

    Ma veramente a questo serve la vostra istruzione?

    ANDATE A LAVORARE…….
    prima che gli stranieri vi fottono pure il posto di lavoro!

  9. Antonio Vigilante scrive:

    Lascio perdere il delirio: due parole solo sull’ultima uscita: “andate a lavorare prima che gli stranieri vi fottono (fottano) pure il posto di lavoro”.
    Mi piacerebbe capire: il lavoro è una cosa che si “fotte”?
    La mia ragazza è extracomunitaria, e lavora come farmacista in Italia. Ha fottuto il lavoro a qualcuno? La farmacia ha fatto delle selezioni, ed ha scelto lei, perché evidentemente giudicata migliore di altre.
    Uno dei miei migliori amici insegna all’università di Rio de Janeiro. Ha fatto un concorso pubblico, e l’università lo ha ritenuto migliore di altri candidati brasiliani. Ha “fottuto” il lavoro ai brasiliani?

  10. Zeropunti scrive:

    Stupendo!
    Una fusion tra “Indovina chi viene a cena” e “Great Expectations”!
    I criteri di selezione potrebbero essere discutibili… soprattutto nel settore privato!
    Comunque, sicuramente per fare il rapitore di bambini non ci sono selezioni; ergo: devi convenire con me che il pakistano ha fottuto il lavoro a qualcun altro!
    Per quanto riguarda l’uso dell’indicativo(certezza) al posto del congiuntivo (timore, possibilitá)… sebbene la scelta possa essere discutibile per gli Accademici della Crusca, il senso é inequivocabile: MENTRE NOI DISSERTIAMO SUL SESSO DEGLI ANGELI, QUELLI IL POSTO DI LAVORO SE LO SONO GIA’ FOTTUTO!!!!!!!

  11. Zeropunti scrive:

    E PER POCO NON SI SONO FOTTUTI PURE IL BAMBINO!!!!

  12. Antonio Vigilante scrive:

    Il “posto di lavoro” degli immigrati consiste per lo più nel raccogliere i pomodori o fare i muratori o le badanti. Le assicuro, signor Zeropunti, che se vuol fare uno di questi lavori c’è posto. Non trovi scuse.
    Ah, e faccia qualcosa per la sua mancanza di logica. Che scuole ha frequentato per ragionare in modo così approssimativo? Dove le hanno insegnato che quello che fa uno lo hanno fatto tutti? Che se *un* pachistano fa qualcosa, *tutti* gli immigrati ne sono responsabili?

  13. Zeropunti scrive:

    Hai visto il film The great debaters?
    Te lo consiglio: é bellissimo e ti piacerá!
    Con il tuo ultimo post mi costringi a diventare serio: che barba!
    Siamo rimasti in due su questo forum e, per quanto possa sembrarti strano, le mie posizioni non sono molto lontane dalle tue!
    Non ce l’ho con il pakistano (certo, se avesse provato a toccare i miei figli, avrei perso ogni residuo barlume di luciditá!): quello che proprio non riesco a digerire é la mancanza di obiettivitá.
    Nei miei post, il mio sarcasmo é rivolto a chi si ostina a non vedere la gravitá della fattispecie concreta! A chi tira in ballo altri accadimenti per sminuire il fatto o per dubitare dell’accaduto!
    Quello che tu hai chiamato delirio era solo una plausibile ricostruzione degli accadimenti, sulla base delle assurde considerazioni contenute in alcuni post!
    La mia storiella aveva un significato che andava leggermente oltre il testo!
    Comunque, sicuramente la nostra visione diverge su un punto: a mio avviso gli stranieri “fottono” il lavoro!
    Ma non é il caso né della tua compagna farmacista, né del tuo amico professore: é evidente che in tutti casi in cui é necessaria una minima specializzazione, il merito prevale (anche se non sempre!) sulle discriminazioni varie!
    Tuttavia, nel campo dell’edilizia, dei pomodori e in altri settori andrei molto piú cauto!
    L’ordinamento dovrebbe garantire un minimo di dignitá in questi casi, ma spesso i datori di lavoro preferiscono il risparmio economico e non il rispetto della dignitá altrui!
    In questi casi, chi viene da situazioni maggiormente disastrate é piú propenso ad accettare soluzioni meno dignitose!
    La disoccupazione c’é e, purtroppo, non é semplice trovare lavoro neanche nei settori da te menzionati.
    Ricordati che si tratta comunque di lavori dignitosi: anzi, a differenza nostra quelli non hanno neanche il tempo per scrivere fesserie sui forum! Questo intendevo quando scrivevo “andate a lavorare”: siamo un popolo di filosofi e non di lavoratori, mentre gli stranieri vengono in Italia per lavorare e, in questo senso, fottono il posto a chi si pone 1000 problemi invece di agire (la frecciata era rivolta piú a chi si fa fottere il posto!).
    Con questo non voglio dire che gli stranieri siano la causa della disoccupazione in Italia…..
    Tuttavia, ritengo inammissibile qualsivoglia margine di tolleranza nei confronti di chi viene in Italia per violare la legge!
    E, poiché, non sempre é facile discernere il bene dal male, nelle situazioni dubbie sarei propenso al rimpatrio (NON alla fustigazione: sia ben chiaro!).
    E’ ovvio che questa mia posizione é assolutamente discutibile, ma viviamo in un mondo molto imperfetto e talvolta nel fare delle scelte qualcuno purtroppo viene ingiustamente penalizzato!
    Tuttavia, tieni presente un ultimo particolare: se per colpa dei tuoi figli, tu venissi emarginato nel tuo ambiente, ti troveresti di fronte ad una scelta:
    1. I tuoi figli hanno sbagliato e perció cerchi di correggerli!
    2. Condividi il comportamento dei tuoi figli e quindi lasci che i medesimi perseverino!
    E’ facile dire che le colpe di quel pakistano non possono ricadere su tutti i pakistani, ma non é altrettanto facile capire se il comportamento del singolo sia o meno condiviso dal gruppo!
    Buona domenica!

  14. Antonio Vigilante scrive:

    Vede, Zeropunti: io sono ateo ed apostata, nel senso che ho chiesto alla Chiesa cattolica di cancellare il mio battesimo. Ora, se vivessi in Pakistan sarei, in quanto apostata, condannato a morte. Questo vuol dire che, con ogni evidenza, non posso provare alcuna simpatia per il Pakistan ed i pakistani. Ma l’antipatia non mi spinge a negare che i pakistani abbiano quel fondo di civiltà minimo che ci accomuna tutti. Non esistono comunità umane nelle quali cose come l’omicidio, il furto, la violenza sessuale, il rapimento di bambini siano considerati leciti. Per questo è assurdo che lei si chieda se il comportamento di quell’uomo è un comportamento singolo o “condiviso dal gruppo”. Nessun gruppo umano condivide il sequestro di bambini, se parliamo di gruppi etnici. Discorso diverso è se parliamo di gruppi di altro genere, come la camorra e la mafia – un gruppo, quest’ultimo, che può considerare umanamente accettabile anche il fatto di sciogliere i bambini nell’acido (ma il gruppo-mafia è ben diverso dal gruppo-siciliani).
    Nessuno vuole sminuire l’accaduto. Semplicemente non sono per la gogna mediatica. Ritengo che sia gravissimo pubblicare il nome e addirittura la foto del PRESUNTO colpevole di un reato così odioso. E’ una cosa che per gli italiani non si fa mai, e che di per sé comporta una discriminazione. Poiché in molti altri casi simili notizie del genere si sono rivelate infondate, sarebbe stata opportuna ben altra prudenza, sia da parte delle forze dell’ordine sia da parte dei giornalisti.
    Intanto un amico mi ha fatto notare che non v’è sui giornali alcuna notizia del convalido del fermo. Il che può voler dire che l’uomo è stato scagionato subito per mancanza di prove. Domattina chiamerà il Commissariato di Manfredonia per chiedere notizie.
    A proposito del lavoro. Io credo che gli italiani non vorrebbero lavorare nei campi nemmeno se fossero pagati il triplo. A fine anni Cinquanta la nostra società è cambiata radicalmente; da allora tutto ciò che riguarda la terra è diventato poco attraente, se non repellente dal punto di vista lavorativo. La gente vuole la città, non la campagna. E cerca di sfuggire al lavoro manuale come se fosse vergognoso. Nulla è più facile, per trovare lavoro in Italia, che diventare artigiani; eppure nessuno vuole farlo. La scuola in questo ha colpe immense. Tutti i pedagogisti moderni e contemporanei, da Rousseau a Dewey e Kerschensteiner affermano l’importanza del lavoro manuale, ma la scuola del lavoro non ne vuole sapere. Forma genre tutta testa e niente mani, che inorridisce alla sola idea di lavorare di vanga e di zappa.

  15. Redazione scrive:

    Buonasera sig. Antonio,
    ringraziandoLa e apprezzandoLa sinceramente per i Suoi studi già indicati,
    alcune precisazioni:

    - molto spesso abbiamo pubblicato immagini “in chiaro” di italiani responsabili di reati, almeno tali da giustificare il fermo di p.g.; quindi, pur accettando il fattore “discriminazione” di base – fra italiani e stranieri – quanto asserisce non è completamente vero;
    - ha ragione quando parla di presunto autore, ma la storia insegna che le aule giudiziarie sono in grado di sovvertire qualsiasi indizio o responsabilità di soggetti interessati al caso;

    - molto raramente le forze dell’ordine comunicano la convalida del fermo, tanto per gli italiani quanto per gli stranieri; pertanto è difficile che ne trovi notizia sui giornali; in ogni modo verifichiamo;

    - indirettamente, mi consenta, sta originando una discriminazione al contrario; se l’autore del gesto fosse stato un italiano credo che avrebbe prestato meno attenzione alla divulgazione delle notizie concentrandosi sul gesto;

    - si ripete per l’ennesima volta: ci sono stati casi di aggressioni e violenze sessuali di italiani, anzi manfredoniani – su donne e minori – e ne abbiamo dato notizia sul giornale, comunicando dopo mesi l’assoluzione o il giudizio su richiesta dei legali adibiti alla difesa di soggetti comunque sottoposti a fermo di p.g., dunque con accertamento al momento del reato;

    in ogni modo, la discussione non può che beneficiare quanti stanno intervendo sul caso, essendo fondata su canoni civili, liberi e democratici;
    grazie; GdFilippo; Red.

  16. Antonio Vigilante scrive:

    Gentile Redazione,

    come certo sapete molto meglio di me, il Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica afferma, all’articolo 8, che: “Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell’interessato”. Nel caso specifico non vi sono i “rilevanti motivi”, visto che l’uomo è stato appunto assicurato alla giustizia; potrebbe essere giustificata la pubblicazione della foto di un detenuto evaso, che rappresentasse un pericolo pubblico. Nel caso specifico diverse circostanze avrebbero dovuto far riflettere ed evitare la pubblicazione: 1) il fatto è estremamente controverso: un uomo che vuole rapire un bambino lo fa in spiaggia, davanti a tutti? 2) In molti altri casi fatti del genere si sono rivelati infondati. 3) Esistono elementi che possono far pensare ad una psicosi diffusa: a Brindisi due indiani sono stati arrestati solo perché parlavano con dei bambini in spiaggia. 4) La tipologia del reato, reale o immaginato, è tale da suscitare forti reazioni nella gente: e infatti non pochi hanno parlato di linciaggio. 5) Si aggiunge, in modo determinante, l’appartenenza etnica dell’uomo.
    Quanto alla “discriminazione al contrario”. Se sono sensibile a certe notizie, è perché ho avuto modo di verificare da molti anni che in Italia alcuni soggetti sono estrememente fragili sia di fronte a quella che si chiama “legge” che all’informazione. In Italia può accadere che un uomo venga messo in galera senza alcun motivo: e nove volte su dieci succede a un soggetto debole, quasi sempre perché straniero.
    Noi italiani siamo fortemente razzisti. E’ un dato di fatto. Siamo sempre pronti al pogrom (ho contato solo negli ultimi anni decine di pogrom contro i Rom), al linciaggio, alla discriminazione. Per questo è importante fare molta attenzione al modo in cui si danno certe notizie.

  17. Antonio Vigilante scrive:

    Avevo scritto un commento piuttosto lungo, che non vedo.

  18. Redazione scrive:

    Gent.le Antonio,
    presteremo ancora maggiore attenzione alla divulgazione delle notizie, come stiamo facendo e lo sa;
    due note:
    - per le immagini ci atteniamo a quanto disposto dall’a.g.;
    - nessuno ha parlato con sicurezza di un rapimento; sa bene che le motivazioni potevano essere riconducibili anche alla violenza;

    In ogni modo, abbiamo sviluppato un dovuto chiarimento; grazie, a disposizione; Red. Stato

  19. Antonio Vigilante scrive:

    Grazie. Potete informarvi sulla convalida del fermo? Ho chiamato poco fa in Commissariato, ma mi hanno detto che l’ispettore non c’era.

  20. Redazione scrive:

    Certo ci riaggiorniamo presto;
    grazie a Lei; Red.

  21. Antonio Vigilante scrive:

    Le motivazioni potrebbero essere riconducibili alla violenza, certo. Ma le cose potrebbero essere andate anche in modo radicalmente diverso. E’ estremamente improbabile che qualcuno tenti di rapire o di violentare un rgazzino nel bel mezzo di una spiaggia affollata. Quello che la gente ha visto è un uomo che trascinava un bambino per un braccio; il resto è interpretazione. Solo per azzardarne una alternativa: l’uomo potrebbe essere stato insultato ed aver reagito in quel modo.

  22. Zeropunti scrive:

    Ma scusa, a questo punto un’altra valida alternativa non potrebbe essere quella che il bambino si era lussato la scapola ed il fisioterapista pakistano gli tirava il braccio per sistemargli l’articolazione?
    L’ho detto io che siamo un popolo di filosofi…..
    E cosa ancora piú bella….
    siamo un popolo di filosofi che parlano e non si capiscono!
    Il “gruppo”…. chissà cosa hanno capito gli altri lettori quando hanno letto il mio post?
    Il gruppo inteso come complesso musicale?
    Il gruppo popolare di Carnevale?
    Il gruppo degli amici che vanno in pizzeria insieme?
    Infine….
    Non c’era bisogno di scomodare pedagogisti ormai trapassati da un bel pezzo!
    Fino a prova contraria sei tu che hai usato un tono sprezzante verso il lavoro manuale (N.B: é razzismo anche questo atteggiamento!), mentre sono io che ti ho invitato al rispetto delle occupazioni non intellettuali!
    Per concludere, una domanda?
    Ma dove si é visto mai che un adulto, insultato da un bambino che non conosce, reagisca strattonandolo per un braccio?
    Viviamo ancora in una societá civile, o mi sono perso qualche rivoluzione?

  23. Antonio Vigilante scrive:

    A dire il vero l’Italia è il paese in cui strattonare o schiaffeggiare un bambino è cosa normalissima, se a farlo sono i genitori. L’anno scorso fece scalpore l’arresto di un consigliere comunale pugliese che aver schiaffeggiato il figlio a Stoccolma. Il fatto riferito dal commissariato è questo: che l’uomo ha tirato il bambino per un braccio. Bisogna essere filosofi per dedurre da questo che l’uomo volesse rapirlo o addirittura violentarlo – davanti a centinaia di persona! -, a mio avviso.
    Che io abbia usato un tono sprezzante verso chi fa professioni manuali è una tua libera interpretazione. E’ un po’ deprimente discutere con gente che parla a vanvera.

  24. Antonio Vigilante scrive:

    Sinceramente: un italiano sarebbe stato arrestato con l’accusa di sequestro di persona, se in spiaggia avesse tirato per un braccio un ragazzino? Io dico di no.

  25. Zeropunti scrive:

    Soprattutto se fosse stato il padre!
    Vedo che quando sei a corto di argomenti tergiversi e perdi obiettività!
    Ho avuto la pazienza di leggere i tuoi interventi e di mostrarti la discutibilità delle tue osservazioni e mi dici che parlo a vanvera?
    Forse ti ho sopravvalutato: ritenevo che tu fossi in grado di capire il senso dei miei interventi, ma mi sbagliavo!
    E nota bene: non perché non hai sufficiente materia grigia, ma perchê non ti sforzi di cogliere nelle parole del tuo interlocutore il senso che lui vuole dare, limitandoti semplicemente a leggerle secondo il tuo punto di vista!
    Riflettici!
    Per il resto… é stato divertente scrivere su questo forum!
    Complimenti alla redazione!

  26. Antonio Vigilante scrive:

    Mi hai sopravvalutato senz’altro, se mi hai ritenuto in grado di comprendere il senso dei tuoi interventi. Per quello occorre la grazia divina, e io ne sono sprovvisto.
    Shanti.

  27. Zeropunti scrive:

    Antonio come sei NAIF!
    Tuttavia, mi dispiace disilluderti!
    Hai ragione tu su tutti i fronti:
    - per capire i miei interventi ci vuole la grazia divina!
    - il pakistano NON ha tentato di rapire il bambino!
    Come ho fatto a non rendermene conto prima???
    Dimenticavo….
    a Natale, per cortesia, salutami Babbo Natale!!!!!
    Nuovamente complimenti alla redazione!

  28. enzo scrive:

    Ho letto. Vi chiedo se è stato una passeggiata <> o qualcos’altro? Su via Signori miei, siamo obbiettivi: il Pakistano và arrestato e basta!!!

  29. enzo scrive:

    Aggiungo che anche nei tribunali si <> troppo, sino ad incriminare -talvolta- chi subisce il reato!

  30. Redazione scrive:

    Con le indicazioni <> perde il contenuto delle dichiarazioni; saluti; Red.

  31. quanti pazzi scrivono commenti, soprattutto pericolosi per quello che vorrebbero fare

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