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L’Università sipontina nel ‘700

Il fondaco del grano fatto costruire dal principe di Baselice a Manfredonia

A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

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Per la conservazione e la commercializzazione delle merci, la piazza di Manfredonia non si avvaleva solo delle fosse, in vero erano abbastanza sviluppati i depositi (fondaci) ed i magazzini di grano, di sale, di lana e di legname, come è facile riscontrare dal contesto delle fonti documentarie.

Alcuni di questi magazzini erano posti presso “le strade del Buccolicchio”, altri presso lo stesso Piano delle Fosse.

E nonostante la malaria, le difficoltà di vita, la presenza di pirati e di corsari nelle acque dell’Adriatico, Manfredonia non viene disdegnata da interessi economici e speculativi. E trattando dell’attività mercantile e della creazione di fondaci nella città, ci pare che un grosso esempio ci perviene dal principe di Baselice, al secolo, marchese Alessandro Rinuccini, fiorentino.

Dallo Spinelli riscontriamo quanto effettuato da questo principe.

Fra gli Edifizj antichi, che vi erano nella nostra moderna Siponto, eravi anche quello della Conciaria delle Pelle sito, e posto presso la Cordonata della Città immediatamente dalla parte della Marina, che sporgeva nella contrada de’ Confettari delle antiche Saline, oggi detta di S. Domenico, il quale Edificio fu diroccato, e divampato da’ Maomettani nell’anno 1620. Ma correndo dell’ Era nostra l’anno 1741 venne occupato un tal luogo dall’ Illustre Principe di Baselice, il quale profittando del vanto, che ha sempre avuto la nostra Città, ed ave tuttavia nel Commercio in qualunque sorta di negozj, vi edificò un’ ammirevole, e magnifico Magazzino per introdurvi Formenti, ed altre vettovaglie, facendovi una grossa spesa, moltopiù per i Cassoni, che vi fece costruire, e la Stufa de’ Grani per farli ben conservare lungo tempo, recando tal’ opera in vedersi da tutti grandissimo piacere, e meraviglia, avendovi edificato contiguo alla parte interna del Cortile di esso Magazzino una Abitazione a due Appartamenti con sottani lamiati servendosene, per se, e per l’ Agente suo, che tiene di un tal luogo, e dell’ Amministrazione.

Magnifico Edificio della conciaria di pelle nella strada de’ Domenicani, diroccato nel 1620. Oggi è un ragguardevole Magazzino colle Abitazioni degli Assistenti del luogo.

La conferna dello scritto spinelliamo viene rilevata in un documento del 27 luglio 1740; dopo la constatazione dell’avvenuto acquisto dei soprani e dei sottani posti presso l’antica porta di “S. Antuono”, si ha il beneplacito per la demolizione degli stessi fabbricati.

A richiesa fatta, a noi Regio Giudice a contratti, publico apostolico Regio Notaro, e testimonij infrascritti, in numero opportuno, dal signor Notar Matteo Ernandes di questa Città di Manfredonia, persona deputata dall’ Ill.e signore d. Alessandro Rinuccini Fiorentino, marchese di Baselice, et siamo di persona conferiti nella strada della Madalena, e propriamente avanti dell’ antica Porta detta di S. Antuono, ove gionti, unitamente con detto Notaro Ernandes in detto nome abbiamo ivi ritrovato Onofrio Longarello, e Marco Antonio mastri muratori, con molte altre persone, operari, ed ogn’ uno di esse con il diloro rispettivo istromento nelle mani per dar principio a demolire quelle fabbriche dirute, acquistate, e comprate da detto I.lle Signor Marchese Rinuccini, e per esso dal detto Notaro Ernendes in detto nome, fra quali un suolo con pochi muri diruti, dal Rev.do Mansionario d. Nicolò Rizzi, un casaleno del Venerabile Monastero de RR. Signore DD. Monache di S. Benedetto, ed un altro casaleno del venerabile Convento di S. Francesco de Minori Conventuali di questa sudetta città, quali sudetti tre luoghi, seu casaleni, rispettivamente da noi osservati, e con l’ assistenza, e presenza de sudetti Muratori, e detti altri operarij, si vedono al presente, esservi de sottani lammiati, e sopra di essi de soprani scoverti, con le di loro rispettive quinte; E nel casaleno di detto monastero di S. Benedetto, e dalla parte di mare, e sopra del Terrapieno delle Muraglie della Città, vi è la Porta, seu uscita, che anticamente vi erano, dell’ abitazioni, onde battendosi dette case dirute, non debbano addurre pregiudizio alcuno a detto Ill.e signore Marchese, e suoi eredi, e successori, ma col’ presente atto si riserba la facoltà, che da ora, ed in ogni futuro tempo, tanto il medemo, quanto i suoi eredi successori volessero in detti luoghi rispettivamente eriggere, tanto de sottani lammiati, per uso de magazzini, quanto ancora de soprani a tetti, come evidentemente al presente si osservano dall’ edificij, e nella forma, e maniera gli sono stati venduti, in virtù di publiche scritture quibus non debba da ora, ed in ogni futuro tempo, esser molestato, né impedito, restando sempre in arbitrio, e piacere del medemo signore Marchese, e suoi eredi, e successorie di eriggere, situare in detti rispettive luoghi de sottani, e soprani, come sopra detto; Protestandosi detto Signore Notaro Ernandes in detto nome col presente atto di essere mantenuto detto Ill.e signore Marchese suo Principale, per l’acquisto de medemi luoghi, rispettivamente letto nell’evizione, e nella forma convenuta, ed espressata in dette enunciate publiche scritture.

Ed in un altro documento, del 13 agosto 1742, trattando di una casa donata alla congregazione della SS.ma Trinità, si ha la descrizione della stessa e, vieppiù, si ha la ubicazione dei magazzini fatti costruire dal Rinuccini.

(casa palazziata) corrispondente alla strada che anticamente denominata la Conciaria, oggi detta della Maddalena, dirimpetto alli edifizi nuovamente eretti dall’ Ill.e signore marchese d. Alessandro Rinuccini, consistente in dieci membri, cioè sei soprani coverti a tetti, e quattro inferiori a lamie, confinante da una parte con la strada trasversale del Venerabile monastero di S. Pietro Celestino, e dall’ altra con quella della sudetta Maddalena, allegata con il restante di detto Palazzo, ceduto, ed insolutum assegnato al sudetto signore don Giacinto, ed altri suoi notorij confini.

E riferimenti al magazzino fatto costruire dal duca (o principe) di Baselice si riscontrano anche in una donazione di immobile, effettuata dalla vedova Gironima Nasuto, il 15 dicembre 1751, all’ospedale di Manfredonia.

… una casa, consistente in due membri, cioè un sottano lammiato, ed una camera soprana coverta a tetto, sita dentro di questa predetta città, nella strada strettoia avanti dell’antiche Conciarie, oggi ridotte in Magazzino dell’ Illustre Duca di Baselice, allegata con la casa di Vittoria Gonzales, ed altri suoi notori confini.

E riferimenti al Baselice, si hanno il 14 febbraio 1755, unitamente con Alessandro delli Santi. I due vengono denunciati dall’affittatore della gabella del Dazio grande per aver immesso e spedite vettovaglie senza aver pagato i relativi diritti.

Ed in una controversia, del 5 maggio 1756, sulla qualità dei grani provenienti dal magazzino del Baselice, per una quantità di 7.500 tomoli (q.li 3.800 circa), si rileva da parte del fattore dello stesso Baselice, Niccolò Maria Ambulino che la stessa contestazione è pretestuosa,

…forse per insufflazione avuta da certi spiriti maliziosi, li quali mirano con occhio lucido, ed invidioso il magazeno sudetto, proprio dell’Ill.re Marchese di Baselice, ed altra mira non hanno, se non se di screditarlo presso i negozianti napoletani, siccome più fiate han fatto conoscere in consimili occasioni.

Il magazzino del Baselice, quindi, potrebbe essere oggetto di invidia da parte di alcuni mercanti locali e provinciali.
Indubbiamente, il Rinuccini è anche lui un incettatore di grano, come poi, nel 1763-1764 il Lombardi, per cui trova la soluzione migliore per i suoi traffici nel costruirsi un idoneo deposito, non trovando spazio o diffidando della buona conservazione nelle fosse cittadine, o meglio ancora avendo possibilità di adire subito al “caricaturo” esistente presso la porta del Boccolicchio.
Ed infatti, come è dato rilevare da un documento del 19 luglio 1765, si hanno dei carichi di grano effettuati dai magazzini del marchese Rinuccini, posti presso il porto di quella porta, e caricati dai padroni Francesco Cafiero e Michele di Lauro, di Napoli.

E non si può escludere che sulla scelta del principe di Baselice abbia influita anche la presenza del Tribunale di commercio.
Sta di fatto che la mole di quel “magazzino” ancora campeggia nella città ed è situato nel rione Boccolicchio (nel largo, appunto, di principe di Baselice); indubbiamente, l’edificio è stato ricavato con l’ utilizzazione, in buona parte, dello spazio delle vecchie mura cittadine.
Mura che, in una conclusione decurionale, del 9 marzo 1776, si presentano, in alcuni tratti, abbastanza pericolanti:

….come in molti luoghi delle Muraglie di questa città si vedono quasi devastati, che àn di bisogno di un pronto riparo, e precese dietro S. Benedetto dove si vede caduto un Arco con pericolo non solo di maggior danno alle muraglie prossimo, ed anche perchè non passono i cittadini per detto lugo più passare…

E nel 1793 si rileva una strada che prende il nome dalla costruzione medesima: pontone verso la strada di Baselice
Nei pressi di questa strada vi è il torrione detto della fica (23 luglio 1797), toponimo che, nel 1664-1670, dava il nome anche ad un orto.

A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)



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Commenti


  • Gerardo Marucci

    Non ero a conoscenza di quest’attività del Marchese Rinuccini, non pensavo che avesse di questi interessi a Manfredonia. Mi ha fatto molto piacere leggere la notizia, se per caso è a conoscenza di altre informazioni, sia su Baselice che sul Marchese Rinuccini, Le sarei grato se me ne fa partecipe.

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