Foggia
La religiosità popolare presente nel racconto è quella che ha caratterizzato la mia infanzia

“Giallo foggiano”. La sparizione del Quadro della Madonna dei Sette Veli

Il libro di Vincenzo Tria racconta il furto del Sacro Tavolo che sconvolge la città

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Foggia. Il Quadro della Madonna dei Sette Veli è stato rubato. Qualcuno ha trafugato il Sacro Tavolo dell’Iconavetere all’interno della Cattedrale di Foggia. Nessuno ha visto e sentito nulla. Senza la sua Santa Protettrice la città piomba nel panico, nella disperazione. Il commissario Nicola Sciarabballe si mette sulle tracce degli autori del furto. Anche Luca Vernice, noto giornalista di una tv locale, offre il suo aiuto per le indagini. Intorno a loro, una serie di personaggi bizzarri, di storie, di luoghi, di dialetti, di situazioni che raccontano da più angolazioni ricchezze ed amarezze di una città che – nonostante tutto – non può fare a meno di addormentarsi con lo sguardo protettivo della sua Madonna. “Giallo foggiano. Il mistero dei Sette Veli” è il titolo del libro scritto da Vincenzo Tria e pubblicato lo scorso mese di novembre dalle edizioni fogliodivia.

Un libro che rende omaggio alla sua città, ai suoi abitanti, alle sue tradizioni, alla sua curiosità, ma che mette in luce anche vizi, disagi, superstizioni, paure. Un intreccio di suggestioni e verità, raccontante con acume ed ironia, che ruotano intorno al mistero che ruota intorno alla sparizione del Quadro della Madonna dei Sette Veli. Un libro, dunque, sempre attuale, soprattutto il 15 agosto in occasione della Festa Patronale a lei dedicata. Ed è lo stesse autore a spiegare in questo giorno come è nata l’idea e del libro ed il legame che unisce la comunità foggiana e la Madonna.

«L’dea di “Giallo foggiano. Il mistero dei Sette Veli” nacque dopo la fine dell’esperienza della rivista “Uagliò parlare chiaro”, giornale indipendente su cui raccontammo gioie e dolori della città in cui siamo nati e le speranze di una rinascita sociale ed umana di una terra il cui disagio è evidente a tutti. Sulla scia di quella bellissima storia editoriale, che mi fece conoscere la mia realtà più nel profondo, decisi di cimentarmi nella stesura di un racconto breve che riprendesse le tensioni narrative di Uagliò e raccontasse, in tono lieve, il posto in cui sono nato. Scelsi la via del giallo – racconta Vicenzo Tria – ripensando ad “Operazione San Gennaro”, un film di Dino Risi. Su quella scia e ricalcando quei toni mi venne l’idea del furto del quadro della Madonna dei Sette Veli quale ultimo sfregio al cuore della città. Intorno a queste suggestioni poi ho cucito una carrellata di personaggi verosimili e situazioni riconoscibili per dare al racconto un respiro vagamente neorealista. Tra gli intenti del racconto anche quelli di promuovere il nostro territorio che va dalle pianure alla montagna sacra del Gargano».

Non solo. «La religiosità popolare presente nel racconto è quella che ha caratterizzato la mia infanzia e che certamente non può considerarsi attuale. Ma questa è stata anche una cifra del racconto. Una storia che si svolge oggi ma dai colori seppiati delle foto dei rigattieri e che, metaforicamente, è anche il senso attuale del sacro a Foggia e non solo. Una devozione alla Madonna legata al tentativo di salvaguardare le tradizioni di una foggianità in cui lei stessa nemmeno crede. “Giallo foggiano. Il mistero dei Sette Veli”, infine, è umilmente anche una preghiera alla Vergine perché aiuti Foggia a risorgere e progredire». Il libro è disponibile in diverse librerie di Foggia. Per info: www.edizionifogliodivia.wordpress.com



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