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"La prima considerazione è proprio questa: oggi la Madonna di Devia viene celebrata il 15 agosto"

“Gli affreschi della chiesa di S. Maria di Devia”, una riflessione

"Un’altra piacevole scoperta è che il primo ad interessarsi della chiesa e dell'abitato di Devia è stato un mio conterraneo, il sanseverese Prof. Vittorio Russi: fu lui a «mettere ordine» nelle congetture topografiche a quel tempo più accreditate"


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Foggia. ”In occasione della solennità dell’Assunzione di Maria, data in cui si festeggia anche la Madonna di Devia, propongo un paio di riflessioni sul libro “Gli affreschi della chiesa di S. Maria di Devia” del Dott. Mag. Gianclaudio Petrucci.

La prima considerazione è proprio questa: oggi la Madonna di Devia viene celebrata il 15 agosto, e si ritiene sia sempre stato così da secoli. Invece questo libro ha svelato un’altra realtà: nei secoli passati la festa avveniva nella II domenica di Pasqua (domenica in albis), fino agli inizi del Novecento, poi nuove disposizioni ecclesiastiche hanno spostato la ricorrenza al giorno di Ferragosto. Una curiosità che non conoscevo, ben nascosta tra i manoscritti scovati da Petrucci.

Un’altra piacevole scoperta è che il primo ad interessarsi della chiesa e dell’abitato di Devia è stato un mio conterraneo, il sanseverese Prof. Vittorio Russi: fu lui a «mettere ordine» nelle congetture topografiche a quel tempo più accreditate. Si riteneva che i resti di Monte d’Elio appartenevano al villaggio di Mileto, mentre Russi fu il primo a leggere in quelle rovine le tracce di Devia. E fu sempre lui a segnalare al Ministero la presenza della chiesa di S. Maria, ridotta a un rudere, e dei suoi affreschi. Petrucci ricostruisce abilmente questi fatti, e restituisce a Russi il merito di aver salvato dall’oblio l’intero sito.

Mi piace conoscere la storia della Daunia, ho letto altri libri sulla chiesa e sulla città di Devia, ma questa è la monografia più completa finora pubblicata: è un saggio di piacevole lettura, ben strutturato e ben scritto, con ricostruzioni storiche chiare, spiegazioni precise dei dipinti, e completo di tutto (fotografie storiche, recenti e documenti inediti). Sono convinto che resterà il libro di riferimento su Devia per molti anni ancora: dovrebbe essere nella biblioteca di ogni sannicandrese e di tutti gli uomini e le donne di cultura di Capitanata.

Un’ultima, amara riflessione, voglio farla sul capitolo «Presente e futuro»: Petrucci lamenta una situazione precaria e di abbandono, e indica alcune possibili soluzioni. E ha assolutamente ragione. I suoi suggerimenti vanno nella giusta direzione, e non potrebbe essere altrimenti visti i suoi studi specifici, e l’intima conoscenza di quei luoghi avendo curato visite guidate gratuite per molto tempo. Ma a distanza di due anni (il libro è stato pubblicato nel 2015), nessuno ha ascoltato le sue parole e la situazione non è migliorata, anzi se è possibile è pure peggiorata.
Frequento il sito di Monte d’Elio da decenni, con i miei cari e amici di famiglia, e ho assistito a diverse fasi: le tante negative e i pochi sforzi di recupero, tutti falliti. Mi sono sempre chiesto quali potessero essere le ragioni di tanto disinteresse, ma non sono ancora riuscito a spiegarmelo.

Faccio appello ai sannicandresi e a tutti i garganici, affinché si riapproprino di quel luogo, che è pubblico e giammai dovrà diventare privato, e lo difendano da degenerazioni con sbocchi incerti: insomma leggete Petrucci e dategli retta!”.

F. Giuliani

“Gli affreschi della chiesa di S. Maria di Devia”, una riflessione ultima modifica: 2017-08-16T08:55:50+00:00 da Redazione



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