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“Siamo ambientalisti e a favore del nucleare”

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Centrale nucleare (fonte image: ecoo.it)

Bari – “NOI proponiamo un Ambientalismo nuovo, quello del nostro programma, in cui chiediamo la costruzione delle centrali nucleari (fonte energetica economica, pulita e sicura), dei termovalorizzatori (per evitare discariche e, peggio ancora, i rifiuti in strada), del Ponte sullo Stretto e delle grandi infrastrutture.” A sostenerlo è Alfonso Maria Fimiani, giurista esperto in gestione dei rifiuti, e presidente de “i Circoli dell’Ambiente e della Cultura Rurale – ONLUS”, Associazione Ambientalista moderata. Partito da pochi mesi il primo Circolo dalla Provincia di Salerno, “i circoli” si stanno diffondendo in diverse regioni comprese Puglia, Calabria e Sicilia. “Sogniamo un Paese – si legge nel manifesto dell’associazione – in cui l’Ambiente sia colorato solo di verde. Sogniamo un Paese dove l’Ambientalismo sia al servizio dell’Ambiente e non della politica o di qualche lobby economica e di potere. Sogniamo un Paese che sia, in materia ambientale, culturalmente al passo con le altre Nazioni più avanzate. Sogniamo un Paese che potremo riconsegnare con orgoglio, non con vergogna, alle future generazioni”.

“SINISTRA ESTREMA IPOCRITA E OTTUSA” – Benché l’associazione si dichiari apolitica e bipartizan è lo stesso presidente a spiegare che c’era stato un caso antecedente nel 2007 quando, gli Ambientalisti Liberal di Maurizio Lupi ed il partito di Forza Italia, conclusero un accordo che prevedeva la nascita dei Circoli dell’Ambiente per un ‘ambiente come fattore di sviluppo armonico’’ che, sempre secondo Fimiani, “voleva dar voce al popolo silenzioso dei moderati, di coloro i quali non scendono in piazza per manifestare con violenza le loro idee, ma che rappresentano la maggioranza del Paese”. “Le associazioni ed i partiti pseudo-ambientalisti della Sinistra estrema – sostiene in maniera ben poco “moderata” il presidente Fimiani – invocano condivisione, ma ripropongono la medesima azione di 50 anni fa, quella che ha portato alle catastrofi, ai rifiuti in strada a Napoli, ai musei vuoti, alle oasi protette deserte, ad un sistema energetico non competitivo, ad un’Italia retrograda capace solo di negazionismo ipocrita ed ottuso.”

“GLI AMBIENTALISTI MANIPOLANO LA PAURA” – Secondo tale movimento, che ha anche un gruppo sul social network facebook, il percorso storico dell’Ambientalismo sarebbe caratterizzato dal “negazionismo aprioristico, dalla manipolazione della paura o dell’emotività, dal catastrofismo apocalittico, dalla lotta contro ogni forma di progresso, lo stesso progresso di cui godiamo ogni giorno, che ha allungato l’aspettativa di vita, che ci permette di viaggiare in auto od in aereo, che ci consente di comunicare con chiunque e da qualunque località del Mondo, che ci fa accendere una lampadina, che rinfresca le giornate torride e riscalda le notti gelide, che ammiriamo, che gustiamo, che amiamo, che rende la nostra esistenza meno affannosa e più felice e senza il quale non sapremmo più neanche sopravvivere.”

NEL PROGRAMMA DELL’ASSOCIAZIONE ambientalista sono riportati dei punti che buona parte del mondo ecologico “di parte e non“ giudicherà, senza dubbio, almeno discutibili, come la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, un nucleare “sicuro, economico e pulito” e le rinnovabili giudicate “utili ma insufficienti e troppo costose”.

IL MANIFESTO DEI “MODERATI” – “Non temiamo le minacce ed i ricatti di poche teste calde che rappresentano solo uno “zero virgola” della popolazione italiana”. E ancora “ogni intervento dell’uomo non può essere demonizzato a prescindere – si legge ancora nel programma consultabile sul web (www.icircolidellambiente.it)- , perché il genere umano non solo vive nell’àmbitus, ma è parte integrante di tutto ciò che lo circonda, ed ha sia il diritto di goderne e di apportarvi le modifiche necessarie che il dovere, nel suo interesse, di preservarlo per poterne godere ancora in futuro: la chiave sta nell’armonia, nella capacità di bilanciare gli interessi, di ragionare, di studiare e trovare la migliore soluzione. Di certo, non nel negare o nell’ostacolare l’evoluzione, ciò sarebbe contro natura!”



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