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Foggia, ‘Cera’ una volta l’Udc: partito autosospeso

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Riunione Udc, elezioni Apr-10

Riunione Udc, elezioni Apr-10 (image sanmarcoinlamis.it)

Foggia – BOCCHE cucite in casa Udc, o Partito della Nazione in itinere, che dir si voglia. Sebbene la nomina a coordinatore provinciale di Angelo Cera abbia provocato uno scossone in seno al partito di Lorenzo Cesa, molti dei maggiorenti della formazione centrista preferiscono non sbilanciarsi sugli avvenimenti prossimi venturi.

Fatto sta, che una tribolazione di tanto spessore (accompagnata anche da minacce di dimissioni – Cera minaccia quelle dal guppo Udc alla Camera, i maggiorenti dauni, quelli dal partito – e gonfiamenti di petto) non si pativa da almeno un anno: e precisamente dal “tradimento” elettorale di Enrico Santaniello e dallo scontro cruento detonato a seguito della candidatura a sindaco di Lucia Lambresa. A smuovere le acque, fino al punto da causare un vero e proprio nubifragio, è stato il documento diffuso nel tardo pomeriggio di ieri da un folto gruppo di amministratori centristi.

In sostanza, è stata decisa l’autosospensione dal partito di tutti i Dirigenti Provinciali, Cittadini e Sezionali del Partito (da ricordare che oggi – 17 setembre – è stato disposto il commissariamento della sezione locale dell’Udc di Manfredonia a seguito della nota di alcuni esponenti locali del partito contro il segretario nazionale Cesa, dopo la nomina di Cera a commissario provinciale – Giovanni Caratù nominato commissario, ndR); i Consiglieri Provinciali, i Sindaci, gli Assessori ed i Consiglieri Comunali oltre al Consigliere Regionale, Giannicola De Leonardis. Corpo del contendere, si diceva, la nomina imposta dall’alto di Cera quale nuovo responsabile del partito in Capitanata. Uno smacco “alla democrazia interna”, accusava il documento uscito dalle stanze di Corso Matteotti. Per giunta aggravata dalla scelta di “una persona che non ha mai brillato per comportamenti aggreganti ed unitari”.

Insomma, il livello è quello della guerra di fango. Tanto che, all’accusa, ha fatto immediatamente seguito la prova di forza dell’inquilino di Montecitorio: “A chi non gli sta bene – ha detto in modo chiaro – può anche andare via dal partito”. L’Opa sul partito, dunque, è in pieno svolgimento. E tra una dichiarazione e consigli ironici (Nicola Vascello dixit:” Al neo Commissario mi permetto di suggerire di dedicare meno tempo agli intrighi di palazzo e di concentrarsi maggiormente nell’attività parlamentare nell’interesse della gente di Capitanata”) in ballo, ovviamente, restano gli equilibri interni. Ma non solo. Da ridefinire infatti tutto il posizionamento dei centristi nel novero delle Amministrazioni locali. E la preminenza di Cera, in questo momento, lascia intendere che ci sia chi tenti di remare, e velocemente, per condurre la barca di Palazzo Dogana Capitanata dal sempre più incerto timoniere Pepe verso il sicuro approdo della crisi di Governo. In scala minore, è quello che, da Chianciano, Pierferdinando Casini chiedeva a Berlusconi.

IN ATTESA DEL “REGOLAMENTO DEI CONTI”, CERA: “BISOGNA RIVEDERE LE POSIZIONI DELL’UDC ALL’INTERNO DELL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE” – Il nuovo responsabile non ne fa un mistero e, ad una emittente locale, candidamente si lascia scappare un: “Bisogna rivedere le posizioni dell’Udc all’interno dell’Amministrazione Provinciale”.

“TROPPO ELASTICO CON DI GIUSEPPE” – Ma, prima ancora, dovrà guardarsi le spalle dai regolamenti di conti che la sua nomina ha, puntualmente, innescato. Primo indiziato, l’ex responsabile Franco Di Giuseppe. In un’intervista rilasciata al “Quotidiano di Foggia” nei giorni scorsi, Cera si rammaricava con sé stesso per essere stato, nel tempo, “troppo elastico” con Di Giuseppe. Il diretto interessato, considerato da più parti il mandante morale, e non solo, del documento, non porge l’altra guancia ma neppure scaglia il guanto della sfida.

Contattato da Stato ha declinato la possibilità di lasciare dichiarazioni. “Rimandiamo tutto a domani. Per ora mi prendo tempo per riflettere e mi riservo di rispondere all’onorevole Angelo Cera nelle sedi che lui stesso ha utilizzato”. Vale a dire, in televisione. Ma, malgrado la cortesia, il tono tradisce un palese nervosismo. Persone a stretto contatto con l’ex coordinatore riannodano il filo della memoria a qualche mese, ricordando che i ferri corti fra Cera e Di Giuseppe, a questo punto, sono soltanto ad una fase apicale. Ma non sono di certo notizia di oggi.

C’ERAVAMO TANTO “ODIATI” (IN PRIMAVERA) – D’altronde, è databile alla campagna elettorale per le Elezioni Regionali dello scorso aprile, l’acuirsi dei contrasti. Angelo Cera chiedeva un posto in lista per Iorio, Di Giuseppe spinse per De Leonardis. Prevalse questo secondo indirizzo, con ovvio sdegno dell’onorevole. Che, ora, ha l’opportunità di prendersi la rivincita politica. Oltre che, va da sé, completare la scalata al partito.

Foggia, ‘Cera’ una volta l’Udc: partito autosospeso ultima modifica: 2010-09-16T23:13:58+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • Luciano

    Scusate,sono un iscritto all UDC e da diversi anni ricopro la carica di assessore e consigliere nel gruppo UDC in consiglio comunale, mi auguro che questo particolare momento non possa creare ulteriori fratture insanabili, ma che il buon senso, quello del buon padre di famiglia, che sempre ci ha contraddistinti ci possa far trovare la strada maestra, quella della Unione.


  • Redazione

    Grazie sig. De Carolis, Red. Stato


  • Radicaliliberi

    Signor Luciano,
    in verità credo che sia abbastanza difficile impostare tutto un sistema politico sul rapporto padre – figlio. come in una famiglia, prima o poi il distacco avviene.
    Inoltre nutro sempre qualche perplessità sull’applicazione casuale di metdoi esterni all’interno di pratiche politiche. ci vuole serietà , programmi, strategia. E chi non condivide deve andare via.
    Lo dico da esterno a tutto

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