Economia

Sì della terza commissione al Ddl “Piano di rientro”: i tagli nell’Asl/Fg

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Aula Consiglio Regione Puglia

(image copyright: Go Fasano)

Bari – CON l’astensione della minoranza, è stato approvato stamane dalla terza commissione sanità della Regione Puglia, del presidente Dino Marino, il disegno di legge che contiene gli adempimenti relativi al piano di rientro 2010/2012.

Nel corso della discussione, l’assessore alle politiche della salute, Tommaso Fiore ha illustrato alla commissione tutto il percorso che ha “costretto” il governo regionale ad adottare in tempi strozzati questo provvedimento che consentirà alla Regione di uscire dal noto cul de sac relativo allo sforamento del patto di stabilità ( Regione: Ok manovra per 324 milioni ) da una parte e dalla impossibilità di sbloccare talune risorse dall’altra, con la minaccia del commissariamento laddove non riesca a chiudere l’accordo per il Piano di rientro entro il 30 settembre. Tutte ormai note vicende.

E nota è anche la lettera con la quale i ministri della salute, dell’economia e finanze e dei rapporti con le regioni, il 5 agosto scorso hanno fissato gli adempimenti “obbligatori” da porre in essere utili alla sottoscrizione del suddetto accordo. Il programma analitico degli interventi da effettuare per la realizzazione degli obiettivi individuati è il seguente: il provvedimento relativo al conferimento al servizio sanitario regionale delle risorse di bilancio regionali nella misura idonea a conseguire gli obiettivi previsti; i provvedimenti relativi alle misure nei confronti del personale, con particolare riferimento al blocco del turn over; i provvedimenti in materia di tetti di spesa per gli erogatori privati accreditati, adeguandoli alla normativa nazionale in materia, prevedendo l’eliminazione del riconoscimento della produzione eccedente il tetto di spesa; la previsione dell’adozione, da parte della Regione Puglia entro il 30 settembre 2010 dei provvedimenti relativi al riordino della rete ospedaliera nonché la modifica delle leggi regionali in materia di tetti di spesa ed accordi contrattuali adeguando le spesse alle normative nazionali vigenti; l’impegno della regione al rispetto della normativa regionale “norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali” e quella relativa alle assunzioni e le dotazioni organiche.

LA REGIONE VARA IL DDL PIANO DI RIENTRO SANITARIO: Ddl piano di rientro sanitario

I TAGLI NEI PICCOLI OSPEDALI, NELL’ASL/FG: MONTE S.ANGELO, TORREMAGGIORE E SAN MARCO IN LAMIS – L’operazione “taglia-costi” DElla Regione, al fine di evitare la sanzione di 500 milioni per lo sforamento del Patto di Stabilità nel 2006 e nel 2009, non è piaciuta come detto al centrodestra. 18 ospedali da dismettere ( Gli annunciati tagli nell’Asl di Capitanata) e tutti quelli con meno di 50 posti letto da riconvertire, assorbendoli in strutture di livello superiore: passa dalla revisione della rete ospedaliera buona parte del piano di rientro che la prossima settimana approderà in consiglio regionale dopo aver passato l’esame delle commissioni. Per quanto riguarda i nosocomi, vengono anche previsti gli accorpamenti dei reparti «doppione» e la riduzione dei ricoveri inappropriati.

Nella manovra la giunta regionale prevede 2.200 posti-letto da tagliare entro il 2012, abbassando il rapporto posti letto- abitante da 4 a 3 ogni mille. In pratica, ora in Puglia ci sono 215 ricoveri ogni mille abitanti, mentre bisognerà portarli a quota 170. Dei 2.200 letti, oltre 1.400 saranno tagliati quest’anno (1.224 per acuti e 197 per post-acuti) e saranno tutti di strutture pubbliche. I restanti 800 posti saranno tagliati entro il 2012: 370 saranno ancora nel pubblico, altri 300 nelle cliniche privato e 130 nelle strutture ecclesiastiche convenzionate (fonte: Gazzetta del Mezzogiorno).

Risparmi arriveranno anche dal contenimento della spesa per il personale. La Regione, infatti, intende instaurare il blocco del turn-over (la non sostituzione del personale in uscita) per tutto il triennio. I risparmi potrebbero aggirarsi sui 18 milioni nel 2010, 32 milioni nel 2011 e 52 milioni nel 2012. Inoltre, viene inserito il ticket di 1 euro su ogni ricetta per disincentivare il ricorso all’acquisto di farmaci non indispensabili.

MARINO: “ATTUATE LE RICHIESTE DEI MINISTRI REGIONALI” “Il disegno di legge che ha approvato la commissione – ha sottolineato il presidente Marino – da attuazione alle suddette richieste dei tre ministri disciplinando così la sospensione degli articoli delle leggi regionali oggetto di impugnativa della Corte costituzionale; il blocco delle assunzioni da parte degli enti del servizio sanitario regionale per la copertura dei posti residui vacanti negli anni di vigenza del piano di rientro e il divieto per gli erogatori privati accreditati di superare i tetti di spesa stabiliti con gli accordi contrattuali”. Il presidente del Pdl, Rocco Palese ha sottolineato che si riserva “maggiori approfondimenti in aula al momento della definitiva approvazione”.

L’Udc (Euprepio Curto, Salvatore Negro), hanno stigmatizzato l’eccessiva ingerenza del governo centrale su questioni che “dovrebbero essere squisitamente di competenza del governo regionale.“. Di “ricatto bello e buono” parla invece il capogruppo del Sel, Michele Losappio: “Ricattati da Tremonti – si legge in una nota – abbiamo dovuto accettare le condizioni tassative che i Ministri hanno posto nella loro lettera come condizione per sottoscrivere l’accordo fra i due governi sul piano di rientro e assegnare alla Puglia i 500 mln che gli spettano”.


Losappio (Sel): “Costretti al piano di rientro” “Ricattati da Tremonti – dicono in una nota i rappresentanti Sel – abbiamo dovuto accettare le condizioni tassative che i Ministri hanno posto nella loro lettera come condizione per sottoscrivere l’accordo fra i due governi sul piano di rientro e assegnare alla Puglia i 500 mln che gli spettano. La sospensione delle internalizzazioni, il blocco del turn over, l’annullamento degli accordi raggiunti con il sistema sanitario privato sull’extra tetto costituiscono un pedaggio pesante che la Regione è costretta a pagare per evitare danni maggiori. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con i conti della sanità rispetto ai quali siamo sempre intervenuti coprendo con risorse di bilancio le maggiori spese del sistema, ma con le regole del patto di stabiltà che nel 2008 come purtroppo anche nel prossimo 2011 mettono in contrapposizione la possibilità di cofinanziare e quindi di spendere i fondi europei con i vincoli del patto”.

Cassano (Pdl) a Losappio: “costretti da voi stessi al Piano di Rientro” – “Se non è ignoranza à malafede e il consigliere Losappio non è un ignorante. Siamo certi che sappia, anche per appartenenza politica, i motivi che portano oggi il Governo Vendola a sottoscrivere un Piano di Rientro con il Governo nazionale” ha detto in una nota il vice capogruppo vicario del Pdl alla Regione Puglia, Massimo Cassano.

“La Regione ha disatteso le intese Stato – Regioni (che pure aveva firmato) del 2005 e del 2009 sulla rideterminazione del numero di posti letto per numero di abitanti; ha sforato il Patto di Stabilità (unica Regione in Italia quindi non c’entrano le regole del Patto peraltro previste dal Governo Prodi) nel 2006, 2008 e 2009; ha accumulato un miliardo di euro di debito nella sanità dal 2006 ad oggi (al 31 dicembre 2005 la stessa Giunta Vendola certifica con legge regionale che i conti avevano 9 milioni di euro di attivo); ha aumentato le tasse regionali ai cittadini di 700 milioni di euro in tre anni”.

“Il Piano di Rientro, sappiamo che Losappio lo sa, non è un obbligo, ma una possibilità concessa dallo Stato alle Regioni inadempienti, per mettersi in regola ed ottenere così una quota aggiuntiva di Fondo Sanitario Nazionale che per la Puglia ammonta a circa 500 milioni di euro. Da due anni quasi ogni giorno diciamo che senza Piano di Rientro la Giunta Vendola teneva colpevolmente bloccati a Roma quei soldi, ma siccome nel frattempo c’erano le elezioni, a Losappio, Vendola e compagni conveniva non tagliare nulla”.

“Berlusconi, Fitto, Tremonti e gli altri fantasmi che Losappio, Vendola, Fiore e compagni oggi creano per coprire le proprie colpe, nei confronti della Puglia si sono dimostrati fin troppo disponibili, prima prorogando i termini per la firma del Piano, poi addirittura riaprendoli per Decreto.
Losappio smetta di fare propaganda. Ammetta le colpe del suo Governo regionale”.

Negro: “Vendola accolga l’invito di Fitto e prevalga la linea della moderazione” – “Occorre lavorare tutti insieme nell’interesse della Puglia e dei cittadini per cambiare le regole: anche Berlusconi, durante il Governo Prodi, aveva definito il Patto di stabilità un patto scellerato”. Lo ha ricordato il presidente del Gruppo Udc-Partito della Nazione alla Regione Puglia, Salvatore Negro, nel corso del suo intervento durante i lavori della III Commissione, riunitasi questa mattina, per discutere del Piano di rientro sanitario. “L’Udc non sta con Vendola né con il Pdl – ha voluto sottolineare il presidente Negro – noi siamo dalla parte dei lavoratori e dei cittadini e siamo pronti a metterci al fianco di chi lavora nell’interesse del territorio”.

“Condividiamo ed apprezziamo l’appello del ministro Fitto a colloquiare con le istituzioni pugliesi – ha continuato Salvatore Negro. Mi auguro che il presidente Vendola voglia recepire questo invito e prevalga la linea della moderazione, nell’interesse della regione; allo stesso modo dal ministro per le Regioni ci attendiamo una concreta iniziativa politica per modificare le regole del Patto di Stabilità, affinché i cittadini possano percepire che la politica non è fatta di slogan ma anche di iniziative concrete. Il paradosso è che oggi noi siamo obbligati a presentare un Piano di rientro sanitario per avere utilizzato dei fondi europei. Fondi che vengono destinati dalla Regione agli Enti attuatori (Comuni, Province, etc.) che sono in realtà gli enti che materialmente spendono tali fondi in quanto la Regione può solo destinare le somme”.

Redazione Stato



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