Cronaca

San Marco in Lamis, Cera: “risolta la vertenza Tecnoservice”

Di:

Angelo Cera risponde a Mazzone (St)

A destra l'On. Angelo Cera (archvio, St)

San Marco in Lamis – RISOLTA la vertenza dei lavoratori della nettezza urbana di San Marco in Lamis, lo rende noto un comunicato dell’ufficio del Sindaco della cittadina Garganica. “Sono contento che questa storia, che teneva tutti col fiato sospeso, e’ terminata nel bene dei lavoratori e dell’intera cittadinanza – afferma il Sindaco di San Marco in Lamis, l’On. Cera – questa amministrazione fin dall’inizio non si e’ persa d’animo, questi giorni sono serviti per studiare al meglio la situazione e trovare una soluzione che non pregiudicasse le legittime aspettative dei lavoratori e della cittadinanza”.

E aggiunge: “chiedo scusa ai cittadini che hanno dovuto sopportare disagi, per fortuna limitati e prontamente risolti. Tutto questo grazie alla pazienza e all’impegno di tutti,in particolar modo la ditta Tecnoservice, la CGIL nella persona di Corsino, il Presidente del Consiglio Comunale, gli Assessori e i consiglieri comunali – sottolinea – Adesso non ci sono piu’ scuse! Al via da subito, la raccolta differenziata e la pulizia del paese”. Ulteriore nota felice: alla conclusione dell’accordo, gli operatori hanno festeggiato con un caloroso applauso”.


Redazione Stato



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Commenti


  • Redazione

    In riferimento alla lettera inviata dall’Assessore Ciavarella agli organi di informazione di San Marco in cui ha attaccato i manifesti e i comunicati del PD e del SEL in merito alla vertenza dei lavoratori del servizio ecologia.

    La sua lettera mi ha molto rammaricato ed anche un po’ sconcertato, anche perché si tratta dell’ennesimo tentativo di costruire una teoria, strumentale e pretestuosa, messa in piedi da alcune settimane dal Sindaco Cera e da una parte delle sua Amministrazione di far passare l’idea che tutti i problemi relativi alla raccolta dei rifiuti siano da addebitare alla mia precedente attività amministrativa.
    Non mi sottraggo certo alle domande, poste, peraltro, con una vis polemica ingiustificata, per dare le risposte cercando di stare ai fatti.

    1) L’accordo sottoscritto in Prefettura dal sindacato e dai lavoratori prevedeva l’assunzione di tutti i 23 lavoratori all’epoca impiegati nel servizio ecologia nelle more dell’affidamento temporaneo di sei mesi alla ditta Edilverde. La necessità di emanare un bando di gara con la previsione di 17 operai rinveniva dalla opportunità di rispettare il più possibile il precedente capitolato, già annullato dal Consiglio di Stato. La giustezza di quella scelta ci è stata confermata anche da esperti consultati dai nostri tecnici dell’Ufficio Manutenzione e, da quello che mi risulta, anche da legali consultati dall’attuale Sindaco. Peraltro, il capitolato che è stato preparato ed esaminato in svariate riunioni della Commissione consiliare preposta è stato approvato in Consiglio comunale anche con il voto dell’UDC.

    2) Non ci vuole un Principe del Foro per capire che, considerato che avevo personalmente sottoscritto l’accordo in Prefettura, necessitava un passaggio in Giunta per ratificare tale scelta. Non potevo io stesso partecipare alla ratifica dell’accordo, ecco perché non risultavo presente alla seduta di Giunta. Del resto, la delibera di Giunta è stata – correttamente – consigliata e preparata dal Segretario comunale e sottoscritta anche dall’allora Assessore all’Ecologia, Michele Augello, attuale consulente ambientale del Sindaco (bastava che l’UDC chiedesse a loro e avrebbero potuto avere conferma di come andarono i fatti).
    Mi si permetta di aggiungere che in merito all’assunzione di responsabilità, l’Avv. Ciavarella sa bene che non mi sono mai tirato indietro.
    Infatti, ancora oggi, sono costretto, a causa della mia attività politica prima e amministrativa poi, in processi penali nei quali lui stesso mi ha difeso e mi difende egregiamente in qualità di legale di fiducia.
    Processi da cui sono uscito assolto in passato e, sono certo, lo sarò in quelli ancora pendenti.

    3) I lavoratori hanno rinunciato volontariamente alla 14^ mensilità per solidarietà con quelli che rischiavano di essere licenziati per far sì che si rendessero disponibili le risorse all’assunzione di tutti i 23 lavoratori.
    Esattamente come hanno fatto oggi, rinunciando all’orario pieno!

    4) Gli stessi lavoratori possono testimoniare che più volte ci siamo sostituiti alla Geotec, quando questa tardava nei pagamenti (seguendo sempre le procedure dettate dalla legge). Spieghi invece Angelo Cera perché in campagna elettorale ha promesso agli stessi lavoratori che avrebbe fatto anticipare dal Comune le somme residue ancora dovute da Geotec (promessa mai mantenuta e, comunque, questa sì, ipotesi vietata dalla legge).

    5) La soluzione che si è trovata per risolvere la vertenza è sostanzialmente la stessa adottata all’epoca dalla mia amministrazione. E’ una soluzione che condivido ma che si poteva trovare prima e senza creare inutili disservizi e sofferenze. Però, evidentemente, quando lo facevo io creavo delle “pastoie”, oggi sono abili soluzioni del “Deus ex machina”.

    6) Il licenziamento da parte di Edilverde era un atto propedeutico e necessario per permettere il passaggio del personale alla ditta subentrante. I lavoratori non potevano risultare contemporaneamente dipendenti di due ditte. Infatti, nessun lavoratore ha contestato quel licenziamento.

    7) Il fatto che il rapporto di lavoro intercorra solo tra la ditta aggiudicataria e il lavoratore è fuor di dubbio. Solo che andrebbe spiegato al “Sommo Pontefice” cittadino che va minacciando licenziamenti a “persone non gradite”, fuori e dentro l’ufficio ecologia.

    8) vedi sopra.

    Come dicevo, sono soddisfatto dell’esito positivo della vertenza ma permettetemi di nutrire qualche dubbio sulla effettiva volontà di salvare il posto di lavoro di tutti i lavoratori da parte di qualcuno che già in un passato più o meno recente ha dato prova di avere in spregio i diritti dei lavoratori.

    Michelangelo Lombardi


  • Sergio Marchetti

    O differenziamo il 100% oppure, si scrive “differenziata” , ma si legge “inutilità”! Si scrive “porta a porta”, ma si legge “moltiplicazione dell’inutilità”!
    Esercenti, comuni cittadini e imprenditori di ogni settore, conoscendo il mio pensiero sulla Raccolta differenziata dei Rifiuti, insistono da tempo perché mi decida a esternare pubblicamente la loro voce e specialmente quella sul porta a porta. Infatti loro sanno perfettamente che ritengo la differenziazione una azione estremamente utile, ma gestita nel peggiore dei modi utilizzando formule completamente inutili, dispendiose e superate, semplicemente perché oggi tali vecchie formule sono facilmente sostituibili con nuovi metodi che differenziano il 100% senza alcun costo e non solo il solito e modesto “più o meno X %” di oggi e con costi altissimi.
    L’idea di base a suo tempo elaborata dall’Europa di differenziare i rifiuti, era e rimane a dir poco eccellente e insostituibile per recuperare e riciclare le materie prime-seconde (come ferro, alluminio, vetro, ecc.) e contemporaneamente per ridurre la quantità del residuo non riciclabile da stabilizzare e inviare in (redditizie) discariche (Pistoiambiente e molte altre docet) o agli inceneritori (poi “subdolamente ecologizzati” con il termine “valorizzatori”), ancora più pericolosi dei fratelli più vecchi perché non mostrando il precedente fumo nero per effetto di ottimi filtri, oggi vengono gabellati per innocui, mentre gli abitanti vengono uccisi ugualmente, lentamente e a tradimento perché nel contempo li rassicurano raccontandogli la favola della non pericolosità del fumo biancastro che è solo “vapore acqueo”, anche se poi arriva la Magistratura o l’ARPA locale, misura quel “vapore acqueo” e li fa chiudere (si vedano quelli di Pisa, Pietrasanta, Firenze, e di quasi tutte le Regioni italiane) o talvolta incriminano i responsabili per omissioni di controlli o peggio, per palese malafede finalizzata all’aumento dei guadagni.
    Oggi però per fortuna, disponiamo di nuove realtà e soluzioni tecnologiche che, se e quando usate, ma soprattutto volute usare, dimostrano come i vecchi metodi siano solo assurde incongruenze e/o macroscopici e insensati “errori” (tra virgolette, perché spesso scientemente voluti), i quali ci stanno inutilmente costando cari a tutti, ma veramente molto, molto cari, sia in termini di denaro che di morti per tumore.
    La prima di tali incongruenze è che con una media dell’oltre l’80/90% dei casi, sia nella discarica che nell’inceneritore, arriva il prodotto tal quale dal cassonetto (talvolta anche nonostante il cittadino lo abbia diligentemente differenziato con sacrificio) o perché viene riunito nuovamente durante o dopo lo svuotamento dei cassonetti per aumentare il rendimento calorico, come Striscia la notizia ha più volte chiaramente documentato, o nel migliore dei casi solo il residuo non riciclabile, spesso purtroppo neppure trattato e stabilizzato o inertizzato come previsto dalla legge, perché ciò ha un costo da evitare accuratamente, quindi, o è altamente inquinante nell’inceneritore perché addittivato con plastiche e gas Metano per alzare e mantenere stabile la temperatura di combustione, oppure, se diretto in discarica (salvo qualche rarissimo caso nel quale riceve maggiore cura come nella discarica di Peccioli di Pisa e pochissime altre) diventa automaticamente un moltiplicatore di malattie tumorali (come ormai certificato da centinaia di attendibili ricerche scientifiche) che attaccano molti organi interni degli esseri umani e degli animali allevati per la nutrizione umana, in modo diretto perché respirano i veleni presenti nell’aria e li accumulano nei propri organi, o indiretto anche a migliaia di chilometri di distanza, solo perché mangiano la frutta e la verdura coltivate dove si sono accumulati per giorni, mesi ed anni i veleni volatili (legali) o per essere state irrigate con l’acqua della falda freatica avvelenata dal percolato da discarica o dalla semplice pioggia che vi ha trasferito tutti i veleni che ha trovato accumulati sul terreno.
    La seconda incongruenza è quando sentiamo che esperti del settore e/o “ambientalisti” (alcuni dei quali talvolta danno la spiacevole sensazione, anche se magari errata, di essere stati opportunamente “sensibilizzati”), o blasonati docenti universitari e politici di ogni livello e colore che (invece di preoccuparsi della salute degli abitanti delle zone dove verranno installati i futuri impianti), affermano spudoratamente sulla stampa o in TV [in totale disprezzo delle evidenze più palesi, che i moderni inceneritori non sono inquinanti (si badi bene, non dicono che lo sono meno dei precedenti, affermano che non lo sono affatto, semplicemente perché le emissioni rientrano nei parametri di legge, la quale però sembrerebbe che fosse stata elaborata parametrandola perfettamente alle possibilità massime di operatività dei filtri costruibili e non viceversa, cercando di RIDURRE in modo “accettabile” il numero delle morti per tumore (come se un tale numero potesse esistesse come accettabile) e non per eliminare del tutto quelle morti, perché altrimenti tale legge avrebbe impedito del tutto la costruzione degli impianti]. In secondo luogo e soprattutto, perché QUELLO CHE UCCIDE NON E’ LA QUANTITA’ DI VELENO che fuoriesce dalle ciminiere durante i tempi di misurazione delle emissioni, tenuta (quando ci riescono) sotto i parametri di legge, MA IL SUO ACCUMULO! Con la criminale e drammatica aggravante che gli stessi scienziati, i veri esperti e i legislatori sanno benissimo che solo l’accumulo è il vero killer, ma ritengono più “opportuno” ignorare il problema e relativi effetti, che eliminarlo. Simili comportamenti farebbero pensare o che siamo nelle mani di molti distinti e stimati signori che si comportano da inetti, incapaci e poco intelligenti, ma ovviamente chi li conosce sa perfettamente che non lo sono affatto, anzi generalmente dimostrano con successo di essere esattamente l’opposto, quindi è comprensibile che i cittadini molto malignamente pensino che sotto potrebbero esserci ben altre motivazioni che non è dato di conoscere ufficialmente, proprio perché vedono che non sono affatto degli sciocchi e quando si muovono appaiono ben lucidi e coscienti di quello che dicono e che fanno.
    Saremmo ancora in tempo a fermare le distruzioni tanto amate da questi “manovratori” (i quali hanno una autonomia tale che non si sentono obbligati a rendere conto nemmeno a chi gli paga lo stipendio), ma è ormai troppo importante e indispensabile farsi sentire, magari con l’arma del voto, altrimenti molto presto tutti ci troveremo “nelle mani dell’ultimo padrone”, come il povero asino della storiella, al quale era stato “insegnato” a non mangiare, ma appena imparato il metodo in modo perfetto, morì di fame!
    Ribadendo comunque a priori che sulla bontà della differenziazione non esiste alcuna obiezione o dubbio, ma anzi essa è da migliorare al massimo, scopriamo che proprio questo miglioramento diventa la terza grave incongruenza, la quale appare grande come una montagna lasciando in bocca il sapore amaro del veleno, sia in senso figurato che reale.
    Infatti è ormai noto quasi a tutti gli esperti, tecnici, specialisti, protezionisti, oltre che a quasi tutti i politici, compresi gli inventori del porta a porta (con il denaro degli altri. Di coloro cioè che non possono ribellarsi, ma la cui gestione trasforma il loro già gravoso danno economico derivante dalla vecchia e normale differenziazione, in un dissanguamento assurdo quanto inutile per le abitazioni e in una supertassazione per gli esercizi pubblici e le aziende) visti, da un lato i luoghi e gli orari obbligati (pena multe) per la consegna dei vari prodotti e dall’altro lato il fatto che quasi tutti i preposti a tali decisioni sanno benissimo che al posto del buon 30% o dell’ottimo 50% o dell’eccezionale 70% di differenziata raggiungibile solo a costi insostenibili raschiando le già vuote tasche dei propri amministrati, potrebbero ottenere di DIFFERENZIARE BEN IL 100% A COSTO ZERO e senza alcun sacrificio economico e fisico da parte del cittadino, ma semplicemente usando gratuitamente le nuove tecnologie e le organizzazioni disponibili sul mercato.
    Allora viene spontaneo domandarsi che cosa spinga questi signori ad ignorare volutamente, consciamente e sfacciatamente ciò che, SE VOLESSERO, potrebbero raggiungere il risultato che è già stato messo a loro disposizione dai metodi più efficienti e moderni, oltre che senza alcun costo.
    Ci chiediamo quindi perché continuino a combattersi giornalmente tra loro cittadini e Amministrazioni (si veda Roma con Malagrotta, Nardò, Vicopisano, Massa, Pietrasanta, Palermo, Napoli e mille e mille …”altre Napoli e Roma” in tutta la penisola) per far costruire nel giardino del vicino la nuova discarica o il terribile inceneritore, quando ormai si è assolutamente certi che NON ESITE PIU’ LA MINIMA NECESSITA’ DI COSTRUIRE TALI MOSTRI, visto che basterebbe VOLERSI …“dare una mossa”e adeguarsi a trattamenti e tecniche più intelligenti, ecologiche ed economiche? Non sarà per caso (come malignano molti cittadini) che proprio la rilevante convenienza economica per l’utente costituisca il maggior ostacolo, in quanto tale convenienza appare in eccessivo contrasto con la poca quantità di denaro direttamente gestibile dai vertici decisionali di ogni località, stranamente, indissolubilmente e più o meno incomprensibilmente fossilizzati sui vecchi metodi, per possibili “ragioni personali”? Obiettivamente i cittadini fanno una fatica terribile a non voler pensare male per non fare peccato, come diceva Andreotti. Se qualcuno ritiene che tali cattivi pensieri siano solo gratuite malignità perché i fatti non stanno così e i nostri dirigenti e politici sono puri come l’acqua di fonte? Molto bene e tanto meglio, io sono (o sarei) il primo ad esserne felicissimo e pronto a contestare simili malignità. Dal quindi momento che mi sono assunto l’onere di raccogliere per strada queste “malignità” e di esternarle pubblicamente, mi candido come cavia e primo interlocutore al quale contestare l’infondatezza dei timori. Mi accontenterei si facessero avanti (non importa per motu proprio o spinti dai forconi dei cittadini) coloro che ritenendo solo illazioni gratuite inesattezze i pensieri e le malignità che ho ascoltato e riferito e mi volessero provare pubblicamente che tutti quanti si sbagliano, dimostrandomi però come, dove e perché! Per agevolare il dialogo comincerò subito io per primo con queste righe, a mettere nelle loro mani la mia credibilità e disponibilità, scusandomi fino da ora pubblicamente per i molti cattivi pensieri qui riportati dai quali, lo confesso, talvolta mi sono lasciato conquistare. Prometto anche che farò il possibile per non ascoltarne in seguito e non farmene venire di propri, ma a SOLAMENTE partire da SE E QUANDO vedrò che le Autorità “competenti” SMETTERANNO DI SPENDERE MONTAGNE DI DENARO CHE NON HANNO e che non potrebbero né dovrebbero più chiedere alla già super tartassata cittadinanza, per costruire (con o senza l’aiuto di “esperti Commissari all’Emergenza Rifiuti”), nuove discariche o nuovi mostri divoratori di vite umane, contenenti camere di combustione e ciminiere, che sono vere e proprie “CAMERE A GAS”, purtroppo ben più efficienti delle naziste di triste memoria, perché queste macchine sono così “efficienti e perfezionate” che riescono ad ottenere gli stessi risultati delle antenate anche all’aria aperta, e li sostituiranno con le nuove tecnologie gratuite e NON INQUINANTI, perché TOTALMENTE PRIVE DI CAMERE DI COMBUSTIONE E CAMINI.
    E’ vero che, come si suol dire, nessuno …nasce”imparato”, ma buon Dio, dopo che si è stati informati in mille modi (basta andare sul web) dell’esistenza di nuove tecnologie che possono diminuire gli attuali danni economici e sacrifici fisici specialmente per gli anziani, che salvano la vita agli esseri umani, che riducono fortemente le spese sanitarie della intera nazione eliminando molte concause di tumore e per di più senza inquinamento né costi; la finta ignoranza, lo spudorato e delinquenziale menefreghismo che purtroppo, talvolta somiglia terribilmente a un possibile interesse economico di parte, nel voler continuare impunemente a programmare solo e unicamente infette discariche che producono velenosi liquami, esalazioni e miasmi, oppure inquinanti e “infernali macchine di morte”come gli inceneritori, sono un “CRIMINE CONTRO L’UMANITA’”, da perseguire come e più di quanto fortunatamente già stanno facendo e molto meritoriamente i più attenti tra i magistrati italiani.
    Termino con un piccolo consiglio agli interessati preposti e “responsabili” all’organizzazione del settore, sarebbe opportuno tener presente che il persistere di eventuali strane scelte di vecchie soluzioni e comportamenti, potrebbero essere ricordate alla prima occasione di voto, anche dai plurivessati cittadini, molti dei quali hanno già superato il limite estremo della sopportazione.
    Sergio Marchetti
    Consulente ambiente e nuove tecnologie.
    +39 349 7262025 rsumarchetti@gmail.com

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