Capitanata

Biomasse Agritre, verso l’autorizzazione al progetto

Di:

Il sindaco di Sant'Agata di Puglia Pasquale Murgante (ST - santagt)

Foggia – SEMBRA che non ci sia più nulla da fare, in quanto le congiunzioni astrali sembrano essere tutte indirizzate verso l’autorizzazione al progetto della centrale a biomasse della Agritre, Gruppo Tozzi, (Tozzi Renewable Energy) S.r.l. nel comune di Sant’Agata di Puglia (località Viticone) da parte del Comitato Tecnico della Provincia di Foggia. Una centrale termoelettrica a ciclo combinato (inceneritore) da 80 MW termici e 25 ,2 MW elettrici, alimentata a biomasse vegetali solide (paglia e cippato), ai confini con i comuni di Deliceto e Candela.

L’impianto si prefigura come il più grande d’Italia per quanto riguarda impianti di cogenerazione a biomassa, che non sia CDR e che in prima battuta ha ricevuto il parere negativo dell’ ARPA Puglia -Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale e del Comune di Deliceto. Solo successivamente i precitati pareri sono stati modificati, anche se con prescrizioni da parte dell’ARPA ed invece totalmente favorevole da parte del comune di Deliceto. Insomma quello che temevamo è accaduto. Ancora più eclatante è il parere espresso dall’ASL di Foggia che se ne lava le mani, dimenticando che a gli compete la salvaguardia della salute dei cittadini ed ad oggi nonostante le continue sollecitazioni non è stato istituito ancora il “registro tumori”. Restano intatte tutte le obiezioni espresse sia per iscritto sia durante l’audizione presso il Comitato Tecnico della Provincia nell’ultima seduta.

A partire dall’immissione in atmosfera del 75% del potere calorifico della biomassa bruciata, circa 20 MW degli 80 MW, che andranno ad aggiungersi a quelli della centrale a turbogas della Edison, che sta a poche migliaia di metri. Questo comporterà una notevole variazione del microclima dell’area interessata e della qualità dell’aria e del suolo, che sarà peggiorata ulteriormente dalle emissioni da camino della centrale e dall’aumento indotto del traffico veicolare (ossidi di azoto, polveri fini (PM10) ed ultra fini (PM2,5) non senza dimenticare il peggioramento della qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e di metalli pesanti.

Siamo, inoltre, fortemente preoccupati per l’operazione che viene condotta dalla AGRITRE insieme alle organizzazioni sindacali agricole che stanno proponendo agli agricoltori contratti per la coltivazione di piante dedicate( sorgo, triticale, girasole ecc…)per alimentare la centrale resisi conto che la paglia non sarà sufficiente e poco economico per gli agricoltori.Insomma le organizzazioni stanno diventando complici nella modifica genetica della nostra agricoltura che da alimentare diventerà sottomessa alle esigenze energetiche della centrale.E’ utile ricordare che a causa della cementificazione selvaggia e dell’abbandono in Italia la superficie agricola utilizzata per l’alimentazione negli ultimi quarant’anni è diminuita di 5 milioni di ettari, una superficie equivalente a Lombardia, Liguria ed Emilia e Romagna.

Non viene risolto, inoltre, il problema delle 2,5 tonnellate al giorno di ceneri umide, leggere e delle polveri residue derivanti dalla combustione, che dovrebbero essere utilizzate come ammendanti dei terreni, ovviamente facendole pagare agli agricoltori. Insomma l’azienda acquista la paglia e rivende la cenere. Sembra un bel meccanismo se le ceneri non fossero rifiuti da smaltire in discariche autorizzate.

Nel complesso le integrazioni prodotte dalla AGRITRE sono basate su studi teorici che troppo spesso, come l’esperienza insegna, nulla hanno a che fare con la realtà e a cui bisogna credere per “fede”.
Preoccupante è il silenzio “assordante “ dell’Amministrazione Provinciale , che non ha espresso opinioni sulle centrali che sorgono come funghi sul territorio provinciale e continua a comportarsi come un ente super partes fra i cittadini e le imprese che propongono, svolgendo solo un ruolo di ente tecnico e non anche politico e di tutela dei cittadini.

Legambiente Circolo “ Gaia “ di Foggia continua a chiedere all’Amministrazione Provinciale che, all’interno delle varie conferenze di servizio per il rilascio delle autorizzazioni, esprima il proprio parere, qualunque esso sia, in quanto essa è deputata alla programmazione del territorio altrimenti viene meno il suo ruolo, che non può essere solo quello di tassare i cittadini. Cosa che viene richiesta a tutti altri enti locali interessati, specie quelli che hanno le centrali ai loro confini come i comuni di Ascoli Satriano, Candela ed Accadia ricordando che l’aria non rispetta i confini amministrativi.

Il territorio di Capitanata continua a subire una vera e propria aggressione a favore di imprenditori che si definiscono energetici, che porta e porterà solo degrado e distruzione e che a pagare saranno solo i cittadini. In questa situazione a nulla varranno gli sforzi dei comuni dei Monti Dauni che si stanno affannando ad inventarsi politiche turistiche per cercare di ridare un futuro a questi territori già di per sé abbandonati ed isolati.

(Il prof. Tonino Soldo è presidente di Legambiente Circolo “ Gaia “ di Foggia)



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