Editoriali

Gli imbecilli non dovevano infiltrarsi nel corteo


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Indignatos, auto in corso Cavour (ST)

Foggia – C’ERANO gli indignados di Foggia, Orta Nova, Troia, Cerignola, partiti con due autobus dalla stazione FS; gli indignados di San Giovanni Rotondo e Manfredonia (2 come dice un lettore le presenze, ndR); gli indignados ed i sindacalisti USB di San Severo, Torremaggiore, Apricena. Allegri e pacifici, abbiamo riempito le strade di Roma da piazza della Repubblica a San Giovanni, eravamo tanti che, mentre la testa del corteo arrivava e si riempivano le strade, la coda era ancora ferma a piazza della Repubblica. Una marea di giovani ed anziani, studenti e precari, operai e disoccupati, con gli striscioni ed i cartelli, irriverenti, che urlano la nostra indignazione per come viene governato il nostro paese e la povertà a cui siamo stati condannati per pagare i debiti dei finanzieri e dei banchieri, gli speculatori. Quattrocentomila gioiosi manifestanti aggrediti dai duecento imbecilli incappucciati – CARC, anarco-insurrezionalisti, tifoserie calcistiche, e che altro – che, passando impunemente attraverso i filtri dei corpi d’elite della polizia, reparto mobile, e dei carabinieri, 1 battaglione mobile, venivano respinti dai manifestanti mentre cercavano d’infiltrasi nel corteo a piazza dei Cinquecento.

Altri imbecilli incapucciati venivano respinti in corso Cavour, con la forza e gli sputi dai manifestanti, dopo che avevano incendiato macchine, rotto bancomat e distributori di benzina. Dove erano le forze dell’ordine invocate dai manifestanti? Abbiamo sentito gli scoppi dei petardi, visto il fumo degli incendi e dei lacrimogeni all’angolo tra via Labicana e via Merulana. Abbiamo visto i duecento imbecilli vestiti di nero farsi largo, a forza, tra i manifestanti indifesi e, poco dopo la carica delle forze di polizia che ha spaccato in due il corteo, che ha fatto scappare i manifestanti indifesi nelle strade laterali. Abbiamo chiesto a reparti della celere fermi in piazza Esquilino, dove potevamo andare per ricongiungerci alla parte del corteo che sfilava pacifica e sicura. Ci hanno risposto che piazza San Giovanni era ormai tranquilla e potevamo provare a rifugiarci lì. Questo avveniva mentre da casa, da Foggia, venivamo informati che le televisioni trasmettevano le cariche a piazza San Giovanni. Tornavamo mestamente in corso Cavour, insieme a migliaia di persone sbandate,dove si continuava a manifestare pacificamente, ma senza più allegria, tra auto bruciate continuando a domandarci: perché? >Perché duecento imbecilli incappucciati e vestiti di nero sono stati lasciati liberi di agire impunemente? Perché hanno lasciato che i duecento imbecilli vestiti di nero, da buoni vigliacchi, potessero, cercando di scappare dalle “forze dell’ordine”, infiltrarsi nel corteo che non riusciva a respingerli. Dove erano le “forze dell’ordine” mentre questo succedeva?

Indignatos Roma (ST)

Il resto è cronaca. Mentre, noi indignados, sfilavamo pacificamente verso il Circo Massimo, per poi sciogliere la manifestazione alla Piramide, gli imbecilli vestiti di nero tenevano in scacco le forze dell’ordine fino a tarda sera. Dei motivi della protesta mondiale degli idignados, non se ne occupa più nessuno. Ci resta solo la nostra precarietà e la disoccupazione giovanile, le scuole cadenti e senza più insegnanti, le tasse che ci impoveriscono per pagare i debiti derivanti dalle speculazioni dei banchieri e la sensazione che sia in pericolo la democrazia e la possibilità di esprimere la nostra indignazione pacificamente.

La manifestazione, le violenze di Roma, i moniti di Maroni, il bilancio della guerriglia urbana. Focus

(F.Giorgio Cislaghi è segretario del circolo PRC di Foggia “Che Guevara”)

Gli imbecilli non dovevano infiltrarsi nel corteo ultima modifica: 2011-10-16T23:38:38+00:00 da F. Giorgio Cislaghi



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