Cultura

Red Hyding Hood – G. Isoni, 2011


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Red Hyding Hood - G.Isoni (ST- book cover)

Bologna – ROMANZO dalle ambizioni spropositate, come la sua mole. Un’opera sul doppio che utilizza il genere horror (con incursioni nello splatter) e una commistione di linguaggi, tra i quali quello letterario assume a un certo punto un’importanza marginale, perché viene privilegiato un fumettistico aspetto visivo dall’impatto senz’altro originale. Il risultato finale, che verrà analizzato più avanti, è disomogeneo e non convince. Ciò non toglie che il romanzo possa trovare estimatori in coloro che apprezzano opere dalle forti connotazioni di genere e, va detto, decisamente fuori dagli schemi abituali.


RED HYDING HOOD.
Protagonista assoluta della storia, nonché voce narrante in prima persona, è Angela Hood, una ragazza come le altre non fosse per la malattia da cui è affetta: C.I.P.A., ovvero insensibilità congenita al dolore, che la costringe ad una vita priva di sensazioni fisiche, compreso il piacere. Angela si reca con alcuni amici in una città americana (mai nominata), dove deve gestire la biblioteca della nonna ricoverata in ospedale. Durante il viaggio l’auto investe un lupo. E’ l’inizio di un’avventura che la porterà a sfidare i licantropi ma anche un misterioso assassino e la costringerà a mettere in discussione le sue più profonde convinzioni religiose.


ANALISI.
Parafrasando il titolo di un famoso romanzo e relativo film, in Red Hyding Hood “ogni cosa è esagerata”. Il numero di pagine: troppe. Le prime cinquecento si leggono bene, poi comincia a subentrare una certa insofferenza che a tratti diviene vera e propria repulsione o, nel migliore dei casi, semplice noia. Per un horror annoiare è un crimine da perseguire penalmente! Una bella sforbiciata avrebbe giovato per evitare il fastidioso effetto da testo ridondante. Poi ci sono le citazioni: troppe e abbastanza indiscriminate: ci si trova di tutto, dal cinema alla letteratura ai testi sacri al teatro ai fumetti e altro ancora, manca solo Suor Germana per completare il quadretto e confermare che l’autore “le sa proprio tutte”. Un personaggio si chiama David Foster, la ragazza della quale è innamorato fa di cognome Wallace. E va bene. Ma il lettore meriterebbe d’immergersi in una storia, non scervellarsi in questo gioco da enciclopedia della citazione, qua e là divertente ma nel complesso stucchevole. Va bene l’omaggio a opere e autori meritevoli e “formativi”, ma la parola “contenimento” indica un concetto in questo caso disatteso. Altro aspetto importante: i refusi. Ok, sono intenzionali, ci può stare, anche se danno al libro un aspetto sciatto da edizione scadente. Però quando si legge a pagina 998: “… risvegliandomi dal torpore in cui i pensieri mi avevano rilegata”, come si fa a non trattenere le risate? Tanto più che il verbo “rilegare” viene di nuovo utilizzato più avanti erroneamente al posto dell’evidentemente più opportuno “relegare”. Anche in questo caso, come per le citazioni, sarebbe stato meglio non eccedere ed utilizzare eventuali refusi in maniera più mirata e riconoscibile. Poi c’è la trama: una fiaba horror dai contenuti religioso-spirituali interessanti. La megalomania dell’autore produce risultati di un certo rilievo, alcuni personaggi appaiono particolarmente riusciti, come ad esempio il colonnello Hicox, oppure la gitana Kulkant, nonché l’infermiera Lucy. La protagonista, novella Cappuccetto Rosso, è credibile nonostante il delirio di orrore e sangue nel quale precipita, proprio come, con l’avanzare dei capitoli, precipita sempre più all’interno della propria coscienza svelandosi e rivelando la realtà complessa nella quale è immersa. Romanzo di genere, dunque, ma anche romanzo dei generi e quindi sui generis, ha comunque il merito di svelarci un autore da seguire con curiosità, in quanto possiede quel mix di incoscienza, coraggio, arroganza intellettuale e visionaria immaginazione che, generalmente, viene riassunto dal termine “talento”.


L’AUTORE.
Giuseppe Isoni è un giovane promettente autore e scrittore milanese. È nato il 7 marzo 1985 e la grande passione per i fumetti, per il Cinema d’autore e per la letteratura, lo ha portato a diplomarsi alla Scuola del Fumetto di Milano, specializzandosi nel campo della sceneggiatura e dell’espressività del linguaggio, sia esso figurato, recitato o scritto. Si occupa di amministrazione in un’agenzia di relazioni pubbliche.


Il giudizio di Carmine

Giuseppe Isoni
Red Hyding Hood
2011, Bevivino Editore
Valutazione: 2/5

Red Hyding Hood – G. Isoni, 2011 ultima modifica: 2011-10-16T18:43:31+00:00 da Carmine Totaro



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