Manfredonia

Entrate: “parziale evasione fiscale”, ma non era disoccupato. Denuncia

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Per Agenzia Entrate “parziale evasore”, ma l’uomo non era disoccupato. Il caso (Ph: lettera.43 )

Foggia/Manfredonia – L’AGENZIA delle Entrate gli contesta una “parziale evasione fiscale” relativa alla Dichiarazione dei redditi del 2007. A nome dell’uomo “un’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti”. In seguito “l’incasso”. Peccato che il soggetto in questione abbia prestato “lavoro dipendente in modo continuativo – nel 2007 – per 365 giorni”. Inoltre, il CUD inviato all’uomo sarebbe stato spedito in una via di Siponto, fuori paese e non relativa all’ubicazione del soggetto. Intanto, si preannunciano altri casi analoghi con in corso “indagini interne” dell’Inps di Manfredonia e della Guardia di Finanza: il tutto dopo una “querela-denuncia contro ignoti” per “falso ed uso di atto falso – truffa (640 c.p.)- ed altri reati eventualmente ravvisabili“.


La vicenda.
In base alla raccolta dati, e dopo una querela-denuncia contro ignoti presentata alla Compagnia della Guardia di Finanza di Manfredonia, dall’uomo interessato alla vicenda, il 27 settembre 2012, F.S., riceve a mezzo raccomandata un avviso di accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, AGEDP-FG, direzione provinciale di Foggia R.U. (11.09.2012), relativo ad una “presunta parziale evasione fiscale”, con “riferimento alla dichiarazione dei redditi, regolarmente presentata, relativa all’anno 2007”.

“Dall’esame della stessa comunicazione si evince – scrive l’uomo – che relativamente al 2007 risulta come sostituto di imposta, oltre al datore di lavoro, anche l’INPS con un imponibile fiscale pari a 2.613.00 euro”. “Nel 2007 – scrive l’uomo – il mio rapporto di lavoro dipendente è stato continuativo nell’arco dei 365 giorni (presso un’azienda del Contratto d’Area, oggi ferma nelle produzioni, con lavoratori in Cigs, ndr) e, per cercare di capire a cosa facesse riferimento il sostituto di imposta dell’INPS, mi sono collegato al portale internet dell’Istituto di previdenzia sociale e, tramite l’area riservata ai cittadini registrati, alla mia personale casella previdenziale”.


Da qui la scoperta.
“Mi sono accorto che in data 27.03.2007 è stata presentata a mio nome una domanda per il percepimento di un’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti (guarda caso – scrive F.S., il termine ultimo per la presentazione della domanda era il 31.03.2007). In data 22.05.2007 l’Inps ha provveduto, come previsto, ad istruire la pratica, ad acquisirla, ad esaminare il fascicolo, ad effettuare il calcolo e ad emettere il pagamento per un importo pari a Euro 3.903,42 (di cui Euro 2.613,00 come imponibile fiscale + euro 1.290,42 come assegni familiari). Tra le altre cose – racconta l’uomo – nella sezione dedicata ai documenti Inps emessi, ho trovato il CUD relativo alla prestazione che secondo l’INPS mi sarebbe stata erogata”. Ma come detto, l’uomo nel 2007 non era disoccupato.


Il giallo dell’indirizzo.
“Dall’analisi del documento, che ho prontamente stampato e che secondo l’Inps mi sarebbe stato inviato il 20.03.2008, mi sono accorto che l’indirizzo riportato in calce e a cui lo stesso è stato spedito non è quello solito al quale l’Ente mi ha correttamente inviato in precedenza comunicazioni di ogni genere, ma (ipoteticamente, ndr) modificato in modo che il sottoscritto non lo ricevesse (si parla di una via della località Siponto, ndr).

Da qui, F.S. ha dichiarato di “non aver mai, nè personalmente, nè delegando altre persone, presentato alcuna domanda all’Inps per la richiesta dell’indennità di disoccupazione e nè di aver percepito l’importo liquidato nè a mezzo assegni, nè a mezzo bonifico”.


Il 3.10.2012 l’uomo si reca all’Inps di Manfredonia per avere informazioni sul caso: “indagini interne in corso”. Possibili altri casi.
“Il 03.10.2012 mi sono recato nella sede dell’Inps di Manfredonia e dall’istituto mi hanno detto che sono perfettamente a conoscenza del caso come di altri analoghi – scrive F.S. – con tutta probabilità dolosi e fraudolenti, con lo stesso Istituto di previdenza parte lesa“.

Durante la sua visita all’INPS F.S. non avrebbe ricevuto verifica della propria documentazione relativamente all’autenticità delle firme e altro. Dall’Inps di Manfredonia non sarebbe stato riferito all’uomo se i soldi in questione siano stati incassati da qualcuno – “probabilmente sì – secondo F.S. – considerando l’elaborazione del CUD” – anche per attuali indagini interne in corso. In ogni modo, non in tutti i casi simili a quelli di F.S. ci sarebbe stato l’incasso dei pagamenti. In ogni modo “spesso”, e “da mesi”, i destinatari dei CUD in questione sarebbero risultati residenti o domiciliati in alcune vie di Siponto. Da qui la denuncia-querela dell’uomo contro ignoti, alla Guardia di Finanza, per “falso ed uso di atto falso – truffa (640 c.p.)- ed altri reati eventualmente ravvisabili”. Continuano le indagini.

g.defilippo@statoquotidiano.it



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Commenti


  • dino69

    Bene il cittadino a denunciare il fatto,
    ma bisogna andare in fondo alla vicenda,qualcuno (potrebbe, ipoteticamente fare,ndr) il doppio gioco,qualcuno che (avrebbe) accesso ai suoi dati ……………………


  • gigio

    concordo con dino c’e qualkuno ke a un ampio accesso ai dati ….quel qualkuno deduco sia dell’ambiente ora si deve andare avanti nel verificare ki e questo qualkuno…nome cognome e pubblicarlo in rete….tanto finirà come al solito verra tt dimenticato…….per nn dire altro


  • antonio

    penso che ne ci siano altri casi come questo vedrete che appena la guardia di finanza mettera le mani su questa storia molte coperchi verranno scoperti


  • giiuanumunicip

    Il pesce, come si dice genericamente, puzza sempre dalla testa…!!!!

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