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Riordine Province, Mennea: non decidere mortifica la BAT

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Il consigliere regionale Ruggero Mennea (statoquotidiano)

Bari – LA conferenza dei Capigruppo convocata dal Presidente Introna insieme all’Ufficio di Presidenza ha deciso di convocare per lunedì 22 ottobre il Consiglio regionale, con all’ordine del giorno una relazione dell’Assessore Marida Dentamaro sul riordino delle Province.


Province, Mennea (Pd): “Non decidere è un comportamento antipolitico che mortifica la Bat” .
Il consigliere regionale del Partito Democratico propone con vigore una nuova provincia tra i comuni della Bat e quelli che non faranno parte dell’area metropolitana di Bari. “Non decidere significa non rispettare la volontà popolare di un territorio, quello della provincia di Barletta-Andria-Trani, che ha lottato oltre un secolo per autodeterminarsi”. Ruggiero Mennea, consigliere regionale del Partito Democratico, non usa mezzi termini per esprimere il suo dissenso nei confronti dell’orientamento della VII Commissione, che in materia di province non intende prendere alcuna posizione e vuole rimettere la decisione nelle mani del governo nazionale.
“È un comportamento antipolitico e pilatesco che mortifica la Bat”, accusa Mennea, “l’unica provincia che sarebbe soppressa, in maniera prepotente e quasi violenta. A differenza delle province di Taranto e Brindisi, cui è stata data la possibilità di accorparsi, alla Bat sono stati proposti due vicoli ciechi, l’annessione a Foggia o l’incorporazione nell’area metropolitana di Bari, soluzioni che annienterebbero completamente una precisa identità storica e territoriale”.

“Continuo a ritenere che sarebbe opportuno o eliminare tutte le province, senza favoritismi e distinzioni, o tenerle in vita tutte, dando luogo ad una seria riforma costituzionale che investa l’intera architettura istituzionale centrale e territoriale”, continua l’esponente democratico. “Fermo restando questo concetto, però, nella situazione attuale il consiglio regionale ha il dovere di prendere una decisione chiara da proporre a Roma, assumendo una posizione che non entri nel merito tecnico-giuridico della questione ma sia squisitamente politico. I dieci comuni della Bat, insieme a quelli che non faranno parte dell’area metropolitana di Bari, per affinità storica e culturale, possono formare una nuova provincia, che tuteli i valori identitari di quel patrimonio indiscutibile che appartiene al territorio nord barese ofantino”.

“Così come il governo nazionale non può limitarsi all’uso inappropriato di una legge che parla di revisione di spesa per sopprimere la sovranità popolare, nella stessa maniera la Regione deve recepire la volontà di un popolo che non vuole essere annesso ad altri enti”, sottolinea Mennea. “Il Consiglio regionale, dunque, faccia propria questa proposta e la sottoponga al governo Monti. A Roma, poi, vedremo come si comporteranno i parlamentari del territorio, che dovranno pretendere non un decreto legge ma un disegno di legge, poiché una materia così delicata, lo ribadisco, merita una discussione squisitamente politica”. “Sono stato eletto nella provincia di Barletta-Andria-Trani e non consentirò a nessuno di cancellare quel territorio”, conclude il consigliere regionale del Pd in maniera perentoria. “La decisione del consiglio sarà dirimente affinché il governo regionale continui ad avere il mio sostegno e la mia fiducia incondizionata”.


Redazione Stato



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Commenti


  • Redazione

    DALLA PROVINCIA NOI ABBIAMO AVUTO SOLO NUOVE TASSE E NESSUN BENEFICIO PERO’ NON VOGLIAMO ANDARE CON FOGGIA. IL CONSIGLIO REGIONALE DECIDA PER ANDRIA NELL’AREA METROPOLITANA DI BARI OPPURE UNA PROVINCIA CON ANDRIA CAPOLUOGO UNICO.

    Il dibattito sulle province e la loro soppressione non ci appassiona affatto tanto è vero che dalla provincia non abbiamo mai avuto alcun beneficio ma solo nuove tasse, strade sfasciate e scuole decadenti. Almeno nel nostro quartiere è così ancora oggi.

    A questo punto invitiamo tutti i privilegiati che siedono a Bari a decidere che Andria vuole entrare a fare parte dell’Area Metropolitana di Bari se non sarà possibile avere una provincia con la città di Andria capoluogo unico perché la più popolosa.

    Questo è quello che noi pensiamo e speriamo che il consiglio regionale di lunedì prossimo a Bari dia le risposte che i cittadini andriesi si attendono e non sia una guerra tra politici per accaparrarsi posizioni personali. I rappresentanti del popolo devono sapere che non hanno avuto alcun mandato in bianco su questo argomento perché non sono stati capaci di interpellare minimamente i cittadini né di sentirli e nel nostro quartiere periferico non si sa neanche di cosa si sta parlando quando si sentono parole come accorpamento, allargamento, soppressione, identità e altro. Per noi accorpamento significa il quartiere che si deve unire alla città; allargamento significa che vogliamo strade del quartiere più comode e più sicure; soppressione significa vedere sconfitta la povertà e il degrado sociale; identità significa avere gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini.

    Evidentemente il nostro vocabolario è diverso da quello dei politici che adeguano il loro linguaggio e fanno finta di capirci solo nelle campagne elettorali ma è solo un prendi e fuggi.

    Andria, 18 ottobre 2012
    Il Presidente: Pietro Carnicelli

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