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San Severo, bici sparite, rimosse 16 postazioni bike sharing

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Capitanata, San Severo, bici sparite, rimosse 16 postazioni bike sharing (st@)

San Severo – SONO 16 le postazioni di bike sharing rimosse a San Severo, quando delle bici vi era rimasto poco o nulla a causa di furti e atti vandalici. L’iniziativa era stata promossa dal Comune con l’adozione 2 anni fa di 16 bici in piazza Cavallotti, 16 in stazione (impianto non in funzione), 4 alle poste centrali, 4 in piazzetta San Matteo, 4 in via Lucera, e 4 su via Soccorso, dinanzi all’ufficio energia.

Un servizio finanziato con fondi europei e polverizzato grazie a chi, come i ladri di polli, a prescindere dal vantaggio economico ottenuto dal furto di ruote, camere d’aria, rapporti di cambio, e spesso dell’intero mezzo, lascia segni di sfreggio e turpitudine grazie ad un approccio incivile con le cose, e le persone, degno del più becero periodo del brigantaggio.

Questioni d’igiene e luoghi di bivacco. Dalle immagini della prima clip girata poco dopo le 9 è stato possibile inoltre rilevare un evidente degrado igienico sanitario, il cui stato si è mostrato invariato lo stesso pomeriggio, in occasione di un secondo sopraluogo. Il reportage si è poi spostato alla stazione di Foggia. Invivibile di notte – a detta di chi lì ci lavora – luogo di bivacco per i senza tetto, che spesso sono stati sorpresi in evidente stato di alterazione a rompere i rivestimenti in vetro e plexigass delle salette di attesa, e zone di transito delle circolari cittadine. Secondo fonti qualificate, traffico di droga e prostituzione di donne soprattutto rumene intorno ai 20 anni, sarebbero fenomeni che avvengono, da circa un anno in pieno giorno, e si protraggono fino a sera tardi a livello della tangenziale di Foggia su tutte le uscite: via del Mare, via Trinitapoli, via Manfredonia, via Castiglione.

Dalle immagini della seconda clip invece è mostrato lo stato di abbandono di una struttura di servizio al turismo con evidenti segni di danneggiamento da parte di scorribande, bulli, gente di malaffare, barboni (rectius: ignoti). Si tratta di un gazebo realizzato, tra il 2000 e il 2006 anch’esso con fondi europei all’interno del progetto promosso dall’Assessorato al Mediterraneo – Cultura – Turismo della Regione Puglia. “Nell’ambito dei Progetti Interregionali previsti dalla Legge 135 del 2001 – si legge nella sezione info di ‘viaggiareinpuglia.it’ – l’Ente ha realizzato il Portale Turistico Regionale, uno strumento importante di promozione e valorizzazione dell’offerta turistica del territorio, che opera secondo una logica di fruizione da parte dell’utenza, il più possibile ampia.”

La carrellata di immagini termina con una discarica a cielo aperto rilevata in zona “circonvallazione di Foggia”, a livello della Tangenziale, tra il distributore di benzina e una filiale della, Ford. Un’intera area di servizio e di emeergenza per gli autoveicoli è stata occupata per intero da rifiuti di ogni genere. Si parla di zone di stretta competenza del Comune e non private, oggetto, in casi simili, di Ordinanze sindacali che impongono giustamente il ripristino immediato del sito, oltre che la recinzione del perimetro.

“Quale e quanto è il danno espresso in termini economici, culturali, e di disagio per la popolazione civile che tutti i giorni assiste a scempi ai quali non è facile fare l’abitudine. Fino a che punto è lecito far finta di non vedere, senza sentirsi dei complici? Si dovrebbe tappezzare un paese di videocamere – al di là del ricorrente caso in cui vengono manomesse – o sottoporlo ad uno stato di “polizia” permanente? Possibile che in tanti anni cittadini e pubbliche amministrazioni vivano con la paura di realizzare qualcosa di bello, perchè tanto il giorno dopo arriva il mentecatto di turno pronto a radere al suolo quanto costruito?”, dice a Stato un residente del Comune.

(a cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)

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Commenti


  • francesco

    Si dovrebbe pretendere per legge la garanzia di cura dei beni costruiti per la comunità.
    Generalmente si fanno questi lavori con due finalità. Le tangenti che garantiscono arricchimenti personali e il voto dei cittadini, utilizzando tali opere come specchietti per le allodole.
    Ad una gara d’appalto per la costruzione di questi servizi dovrebbe coincidere la descrizione di chi li protegge, chi li manutenziona.
    La polizia poi dovrebbe dare la garanzia della sicurezza dei siti.
    Su marte questo accade.

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