Cronaca

Slitta riforma, Sallusti:”Politici cialtroni, vengano a prendermi”

Di:

A.Sallusti (st)

Roma – DIFFAMAZIONE a mezzo stampa: slitta al 29 ottobre l’approvazione del ddl per la riforma, con prossimo superamento del periodo di sospensione della pena per il giornalista Alessandro Sallusti.

“E’successo quello che immaginavo. Questi politici cialtroni sono ipocriti e codardi. Ora la Procura renda esecutiva la pena e mi venga a prendere”. Il giornalista è stato condannato lo scorso 26 settembre a 14 mesi di carcere per diffamazione aggravata a causa di un articolo pubblicato sul quotidiano Libero nel 2007. “Io chiedo a questo punto alla Procura di trasmettermi l’ordine di carcerazione che non ho ancora ricevuto”.

FNSI (FRANCO SIDDI). “La Fnsi rinnova l’appello ai senatori e alle senatrici della Commissione Giustizia, che nelle prossime ore voteranno il testo in sede deliberante. L’eliminazione del carcere per i giornalisti è certo necessaria e importante, ma se (come prevedono alcuni emendamenti) fosse abbinata ad un pesante aumento delle sanzioni produrrebbe un condizionamento ancora più minaccioso al quotidiano esercizio del diritto-dovere di informare. E’ giusto rafforzare, come vero ristoro di eventuale danno, l’obbligo di rettifica (fin qui troppo spesso disatteso dalla categoria), ma allora essa deve essere considerata – tranne che nei casi di grave recidiva – motivo di esclusione della procedibilità. E’ indispensabile introdurre meccanismi per scoraggiare la querela temeraria e richieste spropositate di risarcimento danni, anche promosse direttamente in sede civile, che troppo spesso sono finalizzate ad intimidire giornalisti ed editori. E’ urgente varare il “Giurì per la lealtà dell’informazione”, capace di intervenire in modo immediato a garanzia della dignità dei cittadini violata da errori e orrori di stampa”.

“E’ fondamentale distinguere, in rete, tra i doveri più stringenti ai quali deve rispondere l’informazione professionale e le regole alle quali devono attenersi i blogger, che non possono essere considerati alla pari di una struttura redazionale organizzata. Se mancheranno questi semplici interventi, la legge in gestazione non sarà una legge di libertà ma sarà una legge non buona, marchiata ad personam e di danno per il bene da tutelare: la libertà e il pluralismo dell’informazione. Il tempo è breve, ma si può ancora fare una legge che sia strumento per una informazione meno asservita e al tempo stesso più responsabile verso i cittadini.”


Redazione Stato



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