Foggia

Piano Gozzini Ordona Lavello: paradigma dei mali di Foggia

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Cislaghi: "Piano Gozzini Ordona Lavello: paradigma dei mali di Foggia" (statooquotidiano)

QUARTIERE Ordona lavello, dove finisce la città, dove comincia il Parco dei Tratturi. Un quartiere nuovo, concepito con i Piani integrati Gozzini il cui acronimo, PIG, rende l’idea di cosa (non) è diventato il quartiere.
Non c’è un negozio, non c’è neanche un bar o un giardino ma ci sono solo rifiuti (materiale di risulta delle ristrutturazioni edilizie, amianto compreso) che lo circondano, sino a invadere il sentiero asfaltato che ora chiamiamo “tratturo Ordona Lavello”. Dove non ci sono i rifiuti, dove doveva esserci un giardino con attrezzature sportive, dove dovevano esserci negozi e luoghi di socializzazione, ora c’è una collina innalzata usando la terra risultante dagli scavi per le fondamenta dei palazzi. Una collina alta tre metri che ha alterato l’orografia della zona facendo ricadere, sull’unica strada di collegamento con la città, l’acqua piovana che precipita su una superficie di vari ettari provocandone l’allagamento.

Viene da chiedersi come sia potuto succedere che un Piano Integrato concepito per dare una casa alle forze dell’ordine sia potuto diventare il paradigma di quel che non funziona in città. Eppure nell’accordo stipulato con la Regione Puglia (pubblicato in G.U. n° 7 del 18/01/2000, delibera di Giunta regionale 1634 del 23/11/1999) è scritto: “all’interno dell’area di intervento dovrà essere prevista la realizzazione dei servizi e delle attrezzature pubbliche, ex D.M. n. 1444/68, nelle quantità previste negli elaborati progettuali, ed in precedenza riportate. La realizzazione di tali servizi dovrà essere assicurata dal soggetto attuatore contestualmente al programma edilizio”.

Parco Tratturi (statoquotidiano)

Viene da chiedersi come sia stato possibile che con una delibera di Consiglio Comunale, la n°61 del 14 novembre 2008, si stata approvata una “variante generale con variazione di destinazione d’uso di parte della cubatura di edilizia commerciale in edilizia residenziale libera”, aumentando il numero degli alloggi da costruire in edilizia libera da vincoli (passano da 150 a 353) mentre nell’accordo di programma è specificato “che la proposta di intervento in oggetto, come risulta degli stessi elaborati, comporta la realizzazione di un programma costruttivo per complessivi n. 300 alloggi di edilizia residenziale (di cui n. 100 alloggi di edilizia sovvenzionata, n. 50 alloggi di edilizia agevolata e n. 150 di edilizia libera) e di 46.400 mc di edilizia non residenziale”. Questa “variante generale” è stata autorizzata da Regione Puglia? Se sì, con quale atto visto che non ve ne è traccia nella “relazione Maffei”.

Ricordando che la “legge Gozzini” privilegiava il recupero edilizio e ambientale di zone degradate, ci chiediamo com’è possibile che un piano integrato destinato ad agenti delle forze dell’ordine si sia potuto trasformare in un girone dell’inferno dantesco. Non ci sono, tra gli assegnatari degli alloggi, agenti che operano nei nuclei ambientali? E se non ci sono tra gli assegnatari, come è possibile che lo scempio sia sfuggito alle pattuglie normalmente presenti sul territorio visto che la discarica abusiva è ben visibile anche dalla statale per Candela?

Confidiamo che, dopo le proteste e le denunce del Comitato di Quartiere Ordona Lavello, si proceda alla rapida bonifica del sito e al ripristino dell’orografia originale della zona. Speriamo sia potenziato il nucleo ambientale della Polizia Municipale, cosa possibile se si passano a “full time” tutti gli agenti, come speriamo che AMIU riattivi gli “ispettori ambientali” per poter contare su un minimo di servizio di prevenzione atto a contrastare gli illeciti ambientali.

(A cura del segretario del circolo “CheGuevara” – Rifondazione Comunista – Foggia – Fiorenzo Giorgio Cislaghi)



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