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Scuola, Mongiello/Realacci: “spingere per cibo bio e filiera corta”

Di:

C.Mongiello durante un passato incontro della Coldiretti Puglia (ST)

Foggia – “SOSTENERE il consumo di prodotti agroalimentari di qualità, come quelli biologici e a filiera corta legata al territorio, nonché il modello nutrizionale della dieta mediterranea, fa bene alla nostra economia, all’ambiente e alla salute dei nostri studenti”, affermano i deputati Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera, e Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando l’approvazione dell’emendamento Mongiello-Realacci sul cibo di qualità nelle mense scolastiche al dl 104/2013 in ommissione Cultura a Montecitorio.

“Riservare una quota adeguata di cibi di qualità nei servizi di refezione scolastica – proseguono Mongiello e Realacci – è una modo semplice per promuove la buona agricoltura, magari a km0, la stagionalità dei prodotti, la sana alimentazione, rispettando l’ambiente e rinsaldando il rapporto tra consumatori e produttori. In un Paese come il nostro, che vanta il primato europeo di prodotti tipici con ben 252 denominazioni di origine riconosciute e circa 4.700 specialità tradizionali censite in tutte le regioni, scegliere prodotti biologici, di qualità e a filiera corta per i nostri studenti significa anche compiere un’importante azione di educazione alimentare e contribuire a mantenere viva una tradizione culinaria e culturale che rappresenta un patrimonio nazionale”.

L’emendamento al decreto legge 104/2013 ‘Misure in materia di istruzione, università e ricerca’ presentato dai deputati Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera, e Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, prevede infatti che il cibo di qualità e i prodotti della dieta mediterranea dovranno essere inseriti nei menu delle scuole italiane, dagli asili nido alle superiori, ed a fornirli saranno le aziende tradizionali e biologiche del territorio. La prescrizione vale per tutte le strutture pubbliche che “abbiano come utenti bambini e giovani fino a diciotto anni di età” e prevede in capo ai “soggetti appaltanti” l’obbligo di prevedere “una adeguata quota di prodotti agricoli ed agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica, nonché una riserva di punteggio per le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato «dieta mediterranea», consistente in un’alimentazione in cui prevalgano i prodotti ricchi di fibre, in particolare cereali integrali e semintegrali, frutta fresca e secca, verdure crude e cotte e legumi, nonché pesce, olio extravergine d’oliva, uova, latte e yogurt, con una limitazione nel consumo di carni rosse e zuccheri semplici”.

Redazione Stato



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Commenti


  • Un cittadino di Manfredonia

    Carissimi DEPUTATI, MONGIELLO E REALACCI, fatti e non solo parole.
    D’accordo con la vs. iniziativa ma..
    sono un cittadino di Manfredonia e vi faccio presente che quando mi reco nelle rivendite di prodotti alimentari dal pesce alla carne e specialmente frutta verdura ortaggi non c’è mai l’etichetta che attesti le origini di provenienza dei prodotti.
    Alla luce dei raccapriccianti e credo veritieri report televisivi in materia di zone di produzione con i TERRENI AVVELENATI e quant’altro non credete che si OPPORTUNA una legge che renda obbligatoria indicare la VERA ORIGINE DEI PRODOTTI CHE NOI CONSUMIAMO E CHE CI (potrebbero,ndr) PROCURARE TUMORI???
    Capisco che il 70/80% delle derrate alimentari di cui sopra viene venduta in nero (escluso la carne) Manfredonia ne è l’emblema per eccellenza, in quanto non è possibile avere scontrini fiscali, ma la salute non viene prima dei furbi, evasori fiscali, mistificatori e avvelenatori?
    Grazie


  • CHE FUTURO?

    cittadino di manfredonia:i miei complimenti…parola dopo parola!
    SONO CON LEI!


  • consiglio

    vai al negozio campagna amica in via palatella…trovi tutto cio’ che hai chiesto. ciao


  • luigi

    Peccato che non tutti abbiamo i quattrini di Realacci faremmo sempre la spesa con prodotti di nicchia biologici e superfini e non al discaunt. Le mense scolastiche seguono una dieta standard con regole precise si tratta di grassi e calorie, il fatto che possano seguire la dieta mediterranea non significa che i prodotti debbano essere biologici. Tutto quello che afferma Realacci forse significa che egli sa che i prodotti non biologici sono pericolosi per la salute nostra e dei nostri figli? se è così perchè non lo dice chiaramente e se ne assume la responsabilità? altrimenti che senso ha far mangiare mio figlio in modo salutare alla mensa scolastica ed avvelenarlo a casa. Oppure la verità è che distinguersi nel dire chiacchiere è la principale caratteristica della politica di questi signori


  • Nerone

    Era ora che a Manfredonia aprisse un negozio di prodotti biologi, sani e trasparenti!


  • lore

    Peccato che alla mensa scolastica il menù è sempre uguale e ricco di bastoncini di carne e pesce surgelato. Viva la dieta mediterranea.


  • tonino led

    TUTTO QUESTO, COMPORTA UN AUMENTO DEL COSTO PER LA FORNITURA MENSA SCOLASTICA E, TUTTI SIAMO AL CORRENTE, QUANDO SI PRESENTA L’ASTA A CHI GIUDICARE L’APPALTO SI PROCEDE AL RIBASSO DEI PREZZI, IMMAGINA SE SI PENSA ALLA QUALITA’. INVECE E’ MOLTO IMPORTANTE EFFETTUARE I CONTROLLI CON I NAS NELLE MENSE SCOLASTICHE, PER EVITARE CHE SI DISTRIBUISCONO AVANZI DI CIBO DI RISTORANTI, COME SI E’ GIA’ VERIFICATO ANNI INDIETRO A MANFREDONIA.


  • piccolo fiore

    Tonino hai ragione!!! Cmq speriamo che la nuova gara d’ appalto la vince un’azienda seria e di qualità.

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