ManfredoniaRicordi di storia
A cura del dottor Nicola Ciociola

Cronistoria disinquinamento arsenico dopo lo scoppio del 26.09.1976 (V)


Di:

(Continua) Le decisioni prese con molta sollecitudine nelle varie riunioni del Comitato Tecnico-Scientifico, cominciarono ad essere attuate nelle diverse zone inquinate.
Si avvertiva, comunque, la necessità urgente di istituire una Commissione sanitaria che valutasse nello specifico alcune particolari problematiche.
Questa Commissione si riunì il giorno 8.10.1976 ed era composta nella maniera seguente:
-prof. Leonardo DONATELLI, Direttore dell’Istituto di Farmacologia dell’ Università di Napoli;
-prof. Filippo DI MEZZA, primario Medico dell’Ospedale di Marcianise;
-prof. Luigi AMBROSI, Direttore dell’Istituto di medicina del Lavoro, Università di bari;
-dott. Lorenzo RADATTI, Ufficiale Sanitario comune di Manfredonia;
-dott. Antonio FUSILLO, Ufficiale Sanitario Comune di M. S. Angelo.
Risultavano, altresì, presenti il dr. Gaetano FIORILLO, Ispettore medico ed il dr. Lucio PALAZZO dell’Ispettorato del Lavoro di Foggia.

“…La Commissione , presa visione della situazione sanitaria, degli accertamenti effettuati, dei provvedimenti preventivi e terapeutici adottai, dichiara quanto segue:
1) la commissione si è resa conto di essere ormai a conoscenza di tutti gli elementi necessari per qualificare e quantificare le conseguenze a cui può portare l’ accidente verificatesi nell’ impianto industriale dell’ANIC;
2) la commissione deve rilevare che malgrado l’ entità dell’episodio di una indubbia pericolosità , allo stato attuale non si è verificato non solamente alcun caso mortale, ma nessun caso morboso di una qualche apprezzabile gravità. Non si ritiene che in futuro possano manifestarsi casi gravi se si seguiteranno ad adottare tutte le misure preventive e curative già predisposte ed altre che saranno ad esse aggiunte;
3) la commissione, dopo aver ascoltato il Presidente della Soc. It. Di Tossicologia ed i principali esperti tossicologi italiani ritiene che i provvedimenti adottai siano validi e sufficienti per salvaguardare la salute pubblica. In conseguenza di ciò la commissione precisa le delle disposizioni nei seguenti paragrafi:
a)- si confermano e si fanno le ordinanze e le disposizioni emanate in precedenza dai sindaci di M. S. Angelo (n. 29-30-31) e di Manfredonia;
b)- similmente la commissione apprezza e fa propria la procedura del disinquinamento della zona dello stabilimento ANIC Monte S. Angelo e le norme suggerite in termini di prevenzione e di igiene del lavoro disposte dall’ispettorato del lavoro, come da disposizioni notificate dallo stesso ispettorato a tutte le ditte preposte alle operazioni di disinquinamento;

c)- è opportuno allo stato attuale suddividere le regioni da considerare nelle seguenti tre:
A- Area occupata dallo stabilimento ANIC (delimitata da mura perimetrali);
B- Area delimitata dall’ordinanza n.30 del sindaco di M.S. Angelo, con l’ aggiunta a N-O del territorio compreso tra Masseria Bissanti-Masseria Valente-Masseria dei Cragni-Località La Giulia e Masseria Mozzillo;
C-Area relativa ad una profondità di mt. 3 estesa all’Area B. In questa area è compresa la quasi totalità della Città di Manfredonia;
d)-per la zona C le cisterne di raccolta delle acque piovane devono essere vuotate e gli eventuali depositi devono essere rimossi e trasportati e depositati in invasi come verrà stabilito dagli Organi competenti sentita la commissione del disinquinamento. Sempre relativamente all’ area c si suggerisce che i prodotti della terra di particolare valore (mandorli, olivi) per poter essere recuperati siano sottoposti a lavaggio in acqua corrente particolarmente dura (ricca di sali di calcio e magnesio) per 24 ore e, quindi, assoggettati ad analisi per campione da cui debba risultare una quantità di arsenico non superiore a quella tollerabile (0, 5 mg/per kg).

Per l’abitato, se la quantità di arsenico supera, dopo opportuna analisi 1 mg/kg. O /lt. O mc. Di terreno, acqua o aria, la zona deve essere disinquinata come l’ area B. Sempre per l’ area C tutto il materiale erbaceo non dev’essere utilizzato né dagli animali di cortile, né quelli da pascolo e, ovviamente, né è proibito il commercio.

d)- l’ area B va seguitata ad essere disinquinata con solfato ferrico e di cloruro di calce per zone delle quali si ignora il tasso di arsenito o nelle quali questo sia pari o superiore a 5 mg/kg. Di terreno o di prodotto vegetale. Per quantità di arsenico inferiore alle predette si può attuare il disinquinamento con abbondanti lavaggio con acque dure. In quest’area tutta la produzione ortofrutticola dev’essere distrutta. Gli animali attualmente fuori area potranno tornare in essa dopo completato il disinquinamento.
f)-per l’ area A si confermano tutte le disposizioni già in atto…”.
Come si nota, le operazioni di disinquinamento erano assai complesse e avevano bisogno di adeguato controllo da parte delle Istituzioni preposte.

A tal fine si estendeva l’ invito a collaborare in modo specifico il Medico provinciale, gli ufficiali sanitari di Manfredonia e M S. Angelo, dei medici condotti della zona, dei medici ospedalieri e dei medici liberi professioni.

(continua)

dott. Nicola CIOCIOLA

Cronistoria disinquinamento arsenico dopo lo scoppio del 26.09.1976 (V) ultima modifica: 2017-10-16T09:34:58+00:00 da Redazione



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