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"Io danneggio il partito? Io lo danneggio solo perché denuncio quello che non può più essere taciuto?"

Iaia Calvio, Zone d’ombra nel PD nei Comuni di Capitanata

Intanto, Iaia Calvio sarà Martedì 17 ottobre 2017, ore 19.30, a San Giovanni per una nuova tappa del Congresso provinciale del PD per l'elezione del nuovo segretario di partito in Capitanata


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Foggia. Continua la campagna di Iaia Calvio nella provincia di Foggia per l’elezione a segretario provinciale del PD. Una campagna nel cuore del PD di Capitanata che sembrerebbe presentare disfunzioni e stranezze secondo quanto riporta la consigliera comunale di Orta Nova.

Ultime dal congresso di San Marco in Lamis del 13 ottobre:

1) le operazioni di voto sono iniziate un’ora prima dell’ora indicata sul manifesto come quella di inizio del congresso e così nell’urna sono magicamente finite prima del tempo 17 schede

2) il congresso si è svolto senza la presenza di un garante, perché la commissione provinciale non ha provveduto a nominarne uno;

3) in assenza di un garante nominato dalla commissione provinciale, il circolo di San Marco in Lamis, pur non avendone poteri, ne ha nominato uno individuandolo addirittura in un candidato, che, in quanto tale, non poteva affatto svolgere quel ruolo;

4) e per finire, l’anagrafe degli iscritti in possesso del circolo registrava un numero di tesserati pari a 140, mentre l’anagrafe approvata dalla commissione provinciale ha certificato che il circolo di San Marco in Lamis ha un numero di iscritti pari a 106″.

Così infatti dichiara l’avvocato ortese in data 13 ottobre a seguito della partecipazione alla fase del Congresso PD tenutasi a San Marco in Lamis.

E le cose sembrerebbero non essere state così diverse a Bovino, come si evince da un post pubblicato su Facebook ieri 15 ottobre dalla ex-sindaco di Orta Nova.

“In Capitanata esistono pure i circoli Pd “LAST MINUTE”.

È accaduto a Bovino, dove tra aprile 2017 e il 25 settembre 2017 è stato costituito un circolo con “bolla papale” del segretario reggente.

priva di data certa, il reggente ha autorizzato una trepidante folla di neo innamorati del PD, in numero pari a 20, che da Bovino scalpitava per essere autorizzata ad aprire il circolo.

E invece di autorizzarli ad aprire il circolo secondo la procedura prevista dall’art. 5 dello statuto regionale, che prescrive l’autorizzazione dei 2/3 dell’Assemblea provinciale, il reggente ha ritenuto opportuno decidere lui”.

E continua “Il 14 ottobre 2017 quella trepidante folla di neo innamorati del PD ha votato, nonostante il circolo sia stato costituto in modo IRREGOLARE e in assoluto disprezzo delle regole. Solo che quella folla da 20 si è medio tempore ristretta, perché a votare sono andati in 9”.

Insomma, secondo la Calvio, il Congresso starebbe facendo emergere delle irregolarità. Ma la sua battaglia a favore della legalità procede indomita.

“Ebbene, di fronte a questa continua e incontinente violazione delle regole, alcuni dicono che devo stare zitta, perché se queste cose le racconto danneggio il partito.

Io danneggio il partito? Io lo danneggio solo perché denuncio quello che non può più essere taciuto? O a offendere questa comunità è il comportamento di chi si muove senza avere alcun rispetto per le regole democratiche approvate dagli organismi del partito? Non si può più stare zitti”.

E questo perché la Calvio rimarrebbe assolutamente rispettosa di un sistema fondato sulle regole. Sono infatti le regole ciò che conterebbe per il politico di Orta Nova che sottolinea ancora

“E se poi le regole non contano niente, allora sarebbe più coerente toglierle di mezzo, senza nemmeno più bisogno di prendere in giro chi invece nelle regole e nel loro rispetto ci crede. Nel frattempo io continuerò a illuminare le zone d’ombra”.

Intanto, Iaia Calvio sarà Martedì 17 ottobre 2017, ore 19.30, a San Giovanni per una nuova tappa del Congresso provinciale del PD per l’elezione del nuovo segretario di partito in Capitanata.

A cura di Daniela Iannuzzi

Iaia Calvio, Zone d’ombra nel PD nei Comuni di Capitanata ultima modifica: 2017-10-16T09:24:42+00:00 da Redazione



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Commenti


  • cittadino

    Quando si raccontano fatti veri, chi maneggia non potendo più festeggiare, apre la porta al discredito di chi racconta.
    Questo è un retaggio che deriva dal passato e che fa capo ad un vecchio modo di fare politica che non vuole sia trasparente.

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