Casi e Sentenze

Chi “odia” il proprio datore di lavoro non può essere licenziato

Di:

(st - impresalavoro)

Foggia – ANCHE se il lavoratore dichiari apertamente di odiare il proprio datore di lavoro e il contesto in cui giornalmente svolge l’attività subordinata, non può essere licenziato. Lo ha recentemente affermato la Cassazione, evidenziando come solo un comportamento che si traduca in un effettivo danno all’azienda può essere censurato e dar vita all’espulsione del dipendente. La semplice “animosità”, che rimanga solo un aspetto interiore e che, seppur manifestata in pubblico, non si concretizzi in una condotta obiettiva e dannosa, non giustifica il recesso del datore dal contratto di lavoro. ( così Cass. sent. n. 16643/2012)

E’ così fatto salvo, quindi, il “diritto di critica” del lavoratore nei confronti dell’azienda, purché esso, ovviamente, non vada oltre “il consentito”. In sintesi, l’odio puro e semplice non può essere punito!

(A cura dell’Avv. Eugenio Gargiulo)



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