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Mazzarano: “Il Mondo fermi i nazisti del Medioriente”

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Mazzarano (st@)

Roma – “IL martoriato Medioriente è di nuovo in fiamme. Il popolo palestinese è nuovamente sotto il barbaro attacco di un crudele terrorismo di stato. Bombe su Gaza come spot elettorali, uccisioni mirate e massacro di bambini e di civili come esibizione muscolare per convincere gli estremisti israeliani a votare Bibi Netanyahu. Nulla di più incomprensibile, nulla di più inaccettabile”. Lo dice in una nota il consigliere regionale Pd Michele Mazzarano.

“Israele continua a macchiarsi di violazioni del diritto internazionale e a calpestare con violenza inaudita i diritti umani di un popolo indifeso. Israele continua a mascherare sotto una presunta lotta al terrorismo palestinese una vergognosa doppiezza politico-militare. Le autorità israeliane hanno, con una cosiddetta operazione chirurgica spettacolare, colpito a morte Ahmed Al-Jaabari, capo militare di Hamas nella Striscia di Gaza e responsabile del sequestro del soldato israeliano Gilad Shalit. Sarebbe il caso di ricordare che, qualche mese fa, Shalit fu liberato in seguito ad un compromesso tra Israeliani e Hamas che ha portato alla liberazione di centinaia pluriergastolani militanti di Hamas; l’ennesima operazione, da parte israeliana, che ha avuto l’effetto di rafforzare le fila di Hamas nella Striscia“.

E’ pertanto presumibile che i servizi segreti israeliani dello Shin Bet e del Mossad sapevano dove Al-Jaabari viveva, dove dormiva, e dove continuamente si spostava. E’ evidente che la esibizione bellica della uccisione di Jaabari è un gigantesco spot elettorale e il colpo inaugurale di una escalation di violenza e di guerriglia che può far esplodere l’intera regione. Così come è evidente la doppia strategia della destra israeliana di voler far primeggiare, con operazioni occulte, gli estremisti di Hamas a discapito di Fatah e del Presidente Abu Mazen, sempre più deboli nella sofferente società palestinese, per evitare la strada del dialogo e del negoziato, e avere, alla bisogna, un nemico da combattere con cui giustificare dimostrazioni di forza militare come in questo caso”.

“Si tratta di una orribile e disumana strategia di doppiopesismo che alimenta sofferenza, morte e ingiustizie, e allontana, in modo siderale, la prospettiva del negoziato, della convivenza e della pace. Peraltro, il rischio di un concatenarsi di eventi e focolai, questa volta, può far letteralmente esplodere il Medioriente dopo le Primavere arabe. La guerra in Siria e un possibile coinvolgimento di Libano e Giordania, i programmi nucleari iraniani, diventano un temibile ingrediente per una propagazione dei conflitti nell’intera area”.

“Ma il nuovo crocevia di questa drammatica vicenda è rappresentato dal nuovo Egitto del dopo Piazza Tahrir, governato dai Fratelli Musulmani di Mohamed Morsi, più propensi alla solidarietà con Hamas che al disinvolto compromesso con Israele, come accadeva in epoca di Mubarak. La cornice di questo contesto è rappresentato da quello che accade in tutti i paesi, anche del Maghreb, alle prese con la fase post ribellioni della Primavera, in cui si va sempre più saldando un dialogo tra movimenti civici e giovanili e organizzazioni radicali ed islamiche intorno all’odio contro Israele al grido “Uniti per la liberazione di al-Quds (Gerusalemme)”.

“Israele rischia perciò di vedere progressivamente più isolata la sua posizione e complicarsi i suoi rapporti di buon vicinato, faticosamente costruiti negli anni. Pertanto urge più che mai una decisa iniziativa della comunità internazionale per fermare una incomprensibile e terribile guerra. E’ legittimo attendersi una netta presa di posizione del neoeletto Presidente Obama che, dal discorso all’Università del Cairo, non ha mai dato segnali di discontinuità dai suoi predecessori nel rapporto con i Palestinesi. Così come è legittimo attendersi che l’Europa dia segnali di vita nelle relazioni diplomatiche e si adoperi per fronteggiare il peggio”.

“Il mondo fermi il massacro del popolo palestinese. Israele rischia di infliggere ad altri le sofferenze che il suo popolo ha patito nella più grande tragedia della storia”.


Redazione Stato



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Commenti


  • Redazione

    Novembre 2012
    É emergenza nella Striscia di Gaza: il tuo aiuto per sostenere la comunità cristiana
    CARO AMICO PRO TERRA SANCTA,
    ATS pro Terra Sancta segue con apprensione l’evolversi della situazione nella Striscia di Gaza, nel timore che si possa ripetere – a quattro anni dall’operazione piombo fuso che aveva causato circa 1300 morti – una tragedia che coinvolgerebbe in prima persona la popolazione locale.
    All’interno della comunità cristiana – una piccola minoranza di circa 2500 cristiani vive attualmente nella Striscia di Gaza – si respirano paura e tensione. Da un paio di giorni il lungo e persistente conflitto israeliano-palestinese che grava da anni pesantemente sugli abitanti è, infatti, nuovamente degenerato.
    Raccontano le religiose della famiglia Religiosa del Verbo incarnato, presenti a Gaza City e sostenute dagli amici pro Terra Sancta:
    “Da domenica scorsa viviamo dei momenti di tensione nella striscia di Gaza, una situazione che si è aggravata dal pomeriggio di mercoledì 14 novembre. Gli attacchi e le risposte sono stati pressoché continui. Le attività si sono interrotte. Il Ministero dell’Educazione della banda di Gaza ha deciso che non ci sarà scuola per 72 ore. I commerci si sono fermati. La gente ha paura…Ieri non abbiamo avuto l’elettricità per tutta la giornata e tutta la notte, tuttavia al crepuscolo la gente ha spento tutte le luci nelle loro case a causa degli attacchi. Sembra che, paradossalmente, così si sentano più sicuri.[…] La parrocchia è in una zona delicata e, grazie a Dio, stiamo bene. Le nostre case, sia quella dei sacerdoti come quella delle religiose, si trovano nella proprietà della parrocchia e della scuola e sono quindi in uno dei luoghi più sicuri. La sicurezza del posto è dovuta al fatto che è un luogo ben conosciuto da tutti. Un luogo dove la violenza, di qualunque natura essa sia, non trova posto, un luogo dove si educa alla pace e dove si lavora per ottenerla. Siamo in attesa di vedere cosa succederà nelle prossime ore… Il nostro desiderio è di rimanere vicini a tanta gente, a tanti civili che soffrono innocentemente le conseguenze di questa situazione, in particolare i nostri cristiani.”
    I consacrati della Famiglia religiosa del Verbo Incarnato sono presenti in modo permanente a Gaza da quasi quattro anni, ma la loro missione è iniziata circa otto anni fa. I sacerdoti servono l’unica parrocchia cattolica nella Striscia – uno dei padri è direttore di entrambe le scuole del Patriarcato Latino di Gerusalemme a Gaza. Le suore collaborano con i sacerdoti nell’apostolato con i bambini, i giovani e le famiglie cristiane. Si occupano della sacrestia della parrocchia e assistono alla Liturgia della Chiesa della Sacra Famiglia. Come raccontano le suore, a Gaza è presente una piccola comunità cattolica, di circa 200 anime, che cerca di vivere in modo semplice e fervente la loro fede cristiana.
    ATS pro Terra Sancta sostiene da diversi anni la comunità cristiana attraverso il progetto “Emergenza Gaza” che puoi sostenere donando online o su conto corrente e che si articola in due attività:
    Farsi carico degli ultimi: sostegno ai disabili della Striscia di Gaza
    Sostegno ai cristiani bisognosi della Striscia di Gaza
    Basta un semplice gesto per aiutare i disabili, i bambini e le famiglie che vivono nella Striscia di Gaza e supportare i religiosi nella loro delicata missione che in questi giorni più che mai consiste nell’accompagnare i cristiani da vicino, nel dare loro una parola di conforto e di speranza, nell’aiutarli a domandare a Dio, nell’insegnare il perdono e il valore della sofferenza, vissuta cristianamente.
    ***
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    SU CONTO CORRENTE
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