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Monte, differenziata sperimentale: i dati

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(image archivio, Ph: genova.supereva)

Monte Sant’Angelo – A due mesi dall’inizio della sperimentazione, ecco i primi risultati dell’andamento della raccolta differenziata in zona C1. Il 50,83% dei cittadini coinvolti nella sperimentazione attua buone pratiche ambientali. I numeri – Il sistema “Porta a Porta” che comprende l’umido e il secco indifferenziato raggiunge complessivamente quota 30,03. In particolare, la raccolta dell’umido è pari al 22,18 %, quella del secco indifferenziato si attesta al 7,85%.

Il sistema “Stradale a cassonetti”, che comprende la raccolta della carta, del vetro e della plastica, raggiunge complessivamente quota 20,8%. In particolare la raccolta della carta è pari al 7,63%, quella della plastica 8, 01%, infine la raccolta del vetro si ferma a quota 5,16%. “Apprezziamo l’impegno dei cittadini di Monte Sant’Angelo, residenti nella zona interessata dalla sperimentazione per i risultati positivi raggiunti. C’è ancora tanto da lavorare. Sensibilizzare e sollecitare quanti ancora non vedono nella raccolta differenziata una risorsa ambientale ed economica, sarà priorità del lavoro dell’amministrazione. È necessario alzare le percentuali di raccolta differenziata prodotta” – afferma l’assessore alle politiche ambientali, Antonio Mazzamurro, che prosegue – “Inoltre, la regione applica l’eco-tassa in rapporto alla percentuale di raccolta differenziata prodotta. Una tassa che però, potrebbe essere abbattuta se si raggiungesse, entro il 2013, il 65% di differenziata. Una buona pratica, dunque – conclude l’assessore – che oltre a rendere virtuoso il nostro comune dal punto di vista ambientale, favorirebbe un notevole risparmio economico sui costi della Tarsu”.

La raccolta differenziata, che per ora resta sperimentale e circoscritta ad una zona – la C1 – sarà presto resa stabile ed estesa a tutta la città. Con la fase di sperimentazione si potrà effettuare uno screening dei punti di debolezza e dei punti di forza della metodologia adottata, e lavorare a partire da questi ultimi per compensare e risolvere le eventuali criticità o difficoltà del sistema.

A tal fine appuntamento pubblico, venerdì 23 novembre alle ore 17:00, presso la scuola materna sita in zona C, in cui l’amministrazione comunale e l’azienda che gestisce il servizio – la Tecneco – incontreranno i cittadini. (fonte: Comune di Monte Sant’Angelo)


Redazione Stato



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  • Redazione

    Il business dei rifiuti nel sud barese
    Dal disastro ambientale nasceranno le BUONE PRATICHE?

    Con il 17% di raccolta differenziata (dati gennaio-settembre 2012) la Puglia si colloca tra le regioni meno virtuose in materia di gestione dei rifiuti e persino con una percentuale inferiore alla media delle regioni del sud (24%).
    Trattasi di un dato importante che, in questi giorni, molti dimenticano perché ‘distratti’ dalle vicende giudiziarie che stanno travolgendo i campi e le discariche del sud-est barese. Quello che sta emergendo grazie alle indagini coordinate dal p.m. Dott. Baldo Pisani con il supporto del Nucleo Operativo Ecologico e delle altre forze dell’ordine è qualcosa di sconcertante, anche se per chi conosce il territorio, non rappresenta una novità.
    Il WWF ha patrocinato e divulgato il libro ‘L’ultimo chiuda la discarica’ che denunciava anche gli illeciti ambientali perpetuatisi negli ultimi 40 anni in contrada Martucci. Oggi – afferma il presidente del WWF Puglia Leonardo Lorusso – si sta facendo luce su tutto ciò, e anche sui colpevoli, ed è per questo che il WWF si costituirà parte civile del processo a carico dei gestori degli impianti oggetto d’indagine.
    Ma il problema rifiuti si deve combattere su più fronti. Innanzitutto è bene evidenziare che ci sono due Puglie diverse, e che esiste una Puglia riciclona; è il caso di citare l’ATO Brindisi 2 che con il 40% di raccolta differenziata si pone quasi a livelli del nord (con comuni quali, ad esempio, S. Ceglie Messapica, San Michele Salentino, Torre Santa Susanna che mantengono un trend oltre il 50% da oltre un anno).
    Nel sud barese, forse non per caso, le percentuali di raccolta differenziata si mantengono basse: i i fanalini di coda Conversano (12%) e Putignano (14%), Polignano a mare e Gioia d. Colle 21%, Monopoli 20%, Castellana Grotte 16%. Non possiamo dimenticare il comune di Rutigliano che si attesta nel 2012 sull’80% di raccolta differenziata: un autentico miracolo che ci permette di dire che anche al sud si può differenziare, innanzitutto se c’è la volontà politica. Anche Mola di Bari, al 39% medio mensile, fa ben sperare con il 60% nel mese di ottobre.
    Non è facile sintetizzare le soluzioni alla problematica rifiuti, ma sicuramente il WWF vuole dare degli input:
    1. ai comuni affinché possano avviare con tutta fretta dei servizi innovativi che, grazie a dei capitolati d’appalto stringenti per le ditte appaltatrici, possano obbligare le stesse ditte a realizzare una raccolta differenziata spinta con il sistema del porta a porta e con l’ausilio di centri multimateriali di raccolta comunale (per i rifiuti di meno frequente produzione come ingombranti, pc, monitor, pile, farmaci, …);
    2. agli enti sovraordinati (regione, provincia, neocostituiti Ambiti di Raccolta Ottimale) affinché promuovano la realizzazione di infrastrutture e impianti; per quale motivo in alcune province della Puglia non vi sono impianti di compostaggio? Perché la Regione, che tanto si è attivata per la realizzazione di impianti di biostabilizzazione, non da impulso alla costruzione di impianti che permettano il recupero della frazione organica (oltre il 50% dei rifiuti prodotti)? Perché non si mantengono separati i ruoli dei gestori delle vari fasi di gestione rifiuti (raccolta differenziata, incenerimento, discarica, …)? E’ emblematico il caso di Conversano, dove è stata affidata in via provvisoria la gara per il servizio igiene alla Lombardi Ecologia, stessa ditta che partecipa alla società di gestione dell’impianto di bacino per la biostabilizzazione dei rifiuti indifferenziati e la produzione di CDR. Senza considerare che una legge regionale recente ha bloccato le procedure per la raccolta a livello di comune e ha introdotto gli ambiti di raccolta ottimali (Mola, Polignano, Monopoli e Conversano sono stati inseriti in uno di essi),
    Il WWF è disponibile, con le proprie strutture territoriali a supportare enti pubblici e cittadini in attività di sensibilizzazione ed educazione ambientale, ma servirà un grande coraggio politico, come quello dimostrato dai suindicati comuni brindisi succitati o dal comune di Rutigliano!

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  • Redazione

    Puglia, raccolta dell’umido. Concluso il seminario a Cassano delle Murge. I Gli atti del seminario

    Per scaricare il file da 6 MEGA e per vedere le altre FOTO linka qui http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=114082
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    Si è svolto a Cassano delle Murge il seminario dal titolo “Servizi Pubblici Locali: la raccolta dell’umido”. Come organizzare le raccolte dei materiali, dell’umido in particolare, per rendere più efficienti i servizi? Gli interventi di Maria Pia Di Medio, Carmelo Briano, Giovanni Barchetti, Francesco d’Amore, Giovanni Campobasso, Attilio Tornavacca, Francesco Palmirotta

    Il sindaco Maria Pia Di Medio ha fatto subito riferimento al nuovo sistema di raccolta di nettezza urbana che l’amministrazione di Cassano delle Murge ha adottato. Si tratta di una raccolta porta a porta domiciliare, monomateriale (tranne che per plastica e lattine) con la predisposizione a monte della tariffazione puntuale. “Ogni cittadino – ha dichiarato il sindaco Di Medio – deve diventare esperto nella raccolta e nel riciclo delle materie riciclabili. Nessuno si può tirare indietro perché non ci possiamo più permettere di gettare via nulla”.
    “Il servizio di nettezza urbana – ha continuato – è il servizio più importante di un’amministrazione e misura il grado di civiltà di una collettività. Dobbiamo arrivare ai livelli degli altri comuni e dobbiamo diventare talmente virtuosi da ridurre al minimo il conferimento dell’indifferenziato e allo stesso da massimizzare il recupero di tutte le frazioni riciclabili, tra cui l’umido dal quale si ricava l’energia oppure il compost”.

    Anche l’assessore all’Ambiente Carmelo Briano ha sottolineato l’importanza del nuovo servizio. “Con l’aumento dell’ecotassa e dei costi di conferimento e di smaltimento, l’amministrazione di Cassano, anticipando la pubblicazione della legge regionale del 24 agosto 2012, ha avviato un nuovo servizio di igiene urbana e servizi complementari. Grazie al supporto della Esper, si è deciso di puntare ad una raccolta domiciliare porta a porta con tariffazione puntuale, per premiare nel tempo i comportamenti virtuosi e sanzionare chi in questi hanno ha determinato discariche cittadine abusive. Comunque – ha rassicurato Briano – verrà realizzata una adeguata campagna di comunicazione nel dettaglio che scioglierà ogni dubbio su dove occorre conferire ogni materiale che deve essere recuperato”.
    L’assessore ha inoltre invitato i cittadini a ritirare le compostiere in previsione della riduzione della tariffa, quest’ultima legata anche alla riduzione dei rifiuti, e ha annunciato l’adesione all’iniziativa di Legambiente “Imbrocchiamola”. “Sarà vietato nelle scuole l’uso di bottiglie di plastica – ha concluso Briano – .E’uno sforzo che serve a centrare gli obiettivi di raccolta differenziata”.

    Il segretario dell’Aro Bari 4, Francesco D’amore, ha descritto le varie ipotesi di gestione amministrativa e operatività dei nuovi Ambiti di Raccolta Ottimale. “L’Aro Bari 4, – ha dichiarato D’Amore – in base all’approvazione della delibera di giunta regionale del 23 ottobre 2012 che stabilisce la perimetrazione dei nuovi ARO (Ambiti di Raccolta Ottimale), è formata da sette comuni, Altamura, Gravina, Cassano delle Murge, Santeramo in Colle, Toritto, Grumo Appula e Poggiorsini. Questi comuni – ha spiegato – per avere la possibilità di pianificare, gestire e organizzare il servizio dovranno necessariamente costituire o un’associazione di comuni o sottoscrivere delle convenzioni in base al decreto n.267 del 2000 per gestire in maniera associata i servizi della raccolta porta a porta”.
    Riguardo ai servizi di raccolta D’Amore ha detto che “l’Ato Bari 4 (oggi Aro Bari 4), negli ultimi due anni si è data molto da fare per conferire l’umido fuori provincia, ma – ha sottolineato – che sono aumentati i prezzi di conferimento (probabilmente anche per la poca concorrenza), e questo fattore sta determinando un ostacolo allo sviluppo dei sistemi di raccolta differenziata”. In questi due anni grazie all’impegno della Provincia, l’aro Bari 4 ha predisposto rispetto agli altri Aro dei progetti. “Abbiamo programmato – ha detto D’Amore – sei Centri di Raccolta e abbiamo acquistato oltre 4.000 compostiere da giardino che andremo a distribuire gratuitamente ai comuni che ne faranno richiesta. Cassano rispetto agli altri comuni ha avuto una spiccata sensibilità al tema della raccolta differenziata e dell’umido. Ha richiesto oltre 1.000 compostiere da giardino”.

    L’Assessore alla Tutela dell’Ambiente della Provincia di Bari, Giovanni Barchetti ha spiegato che la nuova legge dei servizi pubblici locali non prevede più alcuna competenza per le province. “Infatti per effetto del decreto governativo del riordino delle province, il mio assessorato, come giunta, decadrà il 31 dicembre 2012. Le competenze dunque sono state ripartite tra la Regione Puglia, gli Aro e i comuni”.
    Riguardo alla raccolta della frazione dell’umido, ha spiegato che probabilmente è la frazione più riconoscibile dal cittadino “E’ molto più difficile distinguere il vetro dal cristallo (che va nell’indifferenziato)”.
    L’assessore Barchetti ha inoltre invitato i cittadini e le amministrazioni a non farsi dominare dall’effetto Nimby (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”), ma di far emergere il principio di responsabilità. “Bisogna ospitare nel proprio territorio gli impianti di compostaggio e di chiusura del ciclo dei rifiuti senza demandare ad altri territori il loro trattamento”.

    Il dirigente del servizio Ciclo Rifiuti e Bonifiche della regione Puglia, Giovanni Campobasso ha affrontato il tema dell’Organizzazione e il governo dei Servizi pubblici locali. Alla domanda se fosse conveniente pubblicare prima il contenuto (il piano regionale de rifiuti) oppure il contenitore (la legge dei servizi pubblici locali), ha risposto che “l’umanità non avanza solamente in base alle conoscenze che ha a disposizione, ma anche in base alle prospettive che essa si pone”. La produzione normativa e la regolamentazione che la regione Puglia sta realizzando – ha spiegato Campobasso – ha dovuto tenere conto di molteplici aspetti”.
    “Ma una cosa è certa, – ha manifestato il dirigente – la gestione delle raccolta dei rifiuti deve essere organizzata dall’Ambito di Raccolta Ottimale. La legge, che ha tenuto conto delle proposte dei comuni, ha previsto per i nuovi ARO una popolazione media, superiore ai 100 mila abitanti. Solo nella Daunia e nel Salento sono state previste delle eccezioni”. L’Aro è il modulo elementare,ma nulla vieta in futuro, proprio per aumentare le economie di scala, che due Ambiti di raccolta ottimali possano fondersi per raggiungere i modelli organizzativi del Nord Italia”.
    “L’organizzazione degli Aro – ha spiegato Campobasso – per funzionare” ha bisogno di grandi numeri “al fine di far sviluppare concorrenza e economie di scala”, e allo stesso tempo “ridimensiona gli interventi della politica comunale che si è attivata in questi ultimi anni a compartimenti stagni. La ‘municipalizzata’ non trova spazio oggi nel settore dei rifiuti se non risponde alle esigenze dei cittadini e del mercato”. In tal senso ha sottolineato positivamente la fusione di due società pubbliche, come l’Asm di Molfetta e l’Asipu di Corato.
    Riguardo all’esigenza di realizzare nuovi impianti di compostaggio, Campobasso ha spiegato che “con una produzione ridotta di umido, nessun imprenditore rischia il proprio capitale per realizzare ex novo un impianto di compostaggio. Ma il nuovo Piano regionale serve a far comprendere ai privati, con la descrizione delle quantità, dei flussi, e dei costi, la convenienza a investire in Puglia, Inoltre – ha concluso Campobasso – per gli impianti esistenti sarà prevista la stipula di accordi di programma, proprio per dare priorità alle quantità raccolte dai comuni pugliesi”.

    Attilio Tornavacca, Direttore generale ESPER, riguardo al tema dell’affidamento pubblico/privato ha evidenziato come in Europa, tale questione “sia meno divaricata di quanto sia in Italia, proprio perché ad esempio – ha esordito Tornavacca – in Germania ciò che è essenziale è l’obiettivo economico/ambientale e non chi lo fornisce”. “Ogni ente è libero – ha spiegato – di affidare il servizio ad un’azienda pubblica a patto che questa raggiunga i risultati di raccolta differenziata, di riciclaggio, e di igiene e decoro urbano. Una società pubblica, se è inefficiente, anche dal punto di vista di bilancio economico, ha due anni di tempo per mettersi in regola, altrimenti per legge è destinata alla chiusura”. Riguardo alle delibere “Verso rifiuti zero” che molti comuni hanno recentemente adottato, (ad esempio da Capannori a Modugno, ndr) – ha precisato Tornavacca- sono tese a migliorare non solo il servizio di nettezza urbana ma anche a contenere gli sprechi. L’Italia è il principale consumatore di acqua contenute in bottiglie di plastica, assieme all’Arabia Saudita e al Messico.
    Sulla raccolta porta a porta, Tornavacca ha spiegato che è cosa nota che “la raccolta porta a porta garantisce alti livelli di purezza della frazione umida, ma attenzione all’uso di shoppers biodegradabili. E’importante l’uso di sacchetti che siano anche “compostabili”. Proprio per questo il CIC, il Consorzio Italiano Compostatori, ha realizzato un marchio che da sicurezza in tal senso”.
    Riguardo alla recente pratica del “compostaggio di comunità” – ha concluso Tornavacca – che la spesa di questi piccoli impianti elettromeccanici di compostaggio ha molto senso nelle isole o nelle comunità pedemontane, che sono in genere lontane dagli impianti di compostaggio. Sono dei validi strumenti, ma bisogna fare i conti anche con i costi di mantenimento e di manutenzione”.

    Infine il direttore del CEA, Centro Educazione Ambientale di Cassano delle Murge Francesco Palmirotta ha dichiarato che “il ruolo del Centro di educazione Ambientale con il nuovo servizio assumerà per i cittadini maggiore importanza. Il Cea di Cassano – ha spiegato Palmirotta – ha l’obiettivo di neutralizzare la visione antropocentrica che determina uno sfruttamento intensivo delle risorse, al fine di riacquistare il senso dell’aria, dell’acqua e della terra”.
    “Ci voleva davvero la crisi delle risorse – ha sbottato Palmirotta – per comprendere l’efficacia positiva delle azioni del riciclo, del riuso e del riutilizzo?”
    Eppure ha sottolineato il professore che si sono voluti mezzo secolo per cambiare nuovamente la mentalità. Ecco perché incontro con entusiasmo le parole sin qui dette da tutti gli intervenuti al convegno. La raccolta differenziata oltre che un obbligo di legge, è un obbligo morale.

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