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SEL: “il trasversalismo colpisce gli ulivi monumentali”

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Ulivi monumentali; Macchia di Monte Sant'Angelo (stato@)

Bari – I consiglieri del Gruppo Sel, Michele Ventricelli, Alfredo Cervellera e Michele Losappio: “E’ passata in V Commissione la modifica alla legge regionale 14/2007 di tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali presentata dai consiglieri Pentassuglia (PD) e Iurlaro (PdL)”.

“Hanno votato contro i consiglieri di Sel Ventricelli e Cervellera, di Puglia per Vendola Laddomada ed Epifani del Pd. Passa quindi con il voto decisivo del Pdl una modifica alla legge di tutela dei nostri ulivi plurisecolari che di fatto rischia di distruggere una parte consistente di quel patrimonio sostituendolo con il cemento e con l’edificazione di villaggi, abitazioni, alberghi”.

Voto contrario di Laddomada alla pdl su ulivi monumentali. Il consigliere regionale de La Puglia per Vendola, Francesco Laddomada, esprime voto contrario alla proposta di legge di modifica della legge 14/2007, approvata dalla quinta commissione consiliare.

“Alla base del mio voto sfavorevole ci sono le motivazioni fortemente contrarie espresse sia dalle associazioni ambientaliste, sia, e soprattutto, contenute nella nota dell’ARPA Puglia del 05/09/2012, a firma del direttore scientifico Blonda e del direttore generale Assennato, in cui denunciano che la proposta di legge avrà effetti negativi, poiché determina una riduzione del grado di tutela ambientale rispetto alla vigente l. 14/2007. Evidenziano (vedi il rapporto ISPRA 2009) una tendenza generalizzata al consumo di superfici impermeabilizzate e di suolo, con riduzione della vegetazione, incremento di fenomeni di erosione e diminuzione di materia organica. L’Arpa sottolinea, inoltre, come un più frequente consumo di suolo porta all’estensione delle aree di fatto desertificate, accelerando il processo di desertificazione delle aree confinanti e aggravando altresì l’impronta antropizzata a danno della sostenibilità dei territori”.

Secondo Laddomada la legge di modifica, composta di un solo artico, mira a salvaguardare i piani urbanistici e i diritti acquisiti da strumenti urbanistici comunque approvati prima della legge 14/2007. “Avevo chiesto – aggiunge Laddomada – ai consiglieri proponenti Pentassuglia e Iurlaro di ritirare la proposta di legge, che fin dall’inizio ha destato le perplessità anche dell’assessore all’urbanistica, per la incertezza degli effetti che la normativa avrà su un territorio già fortemente deturpato da un’accentuata urbanizzazione”.

Redazione Stato



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Commenti

  • Mi pare opportuno commentare due punti dell’articolo:
    1° – il consumo di territorio si ha con la politica urbanistica degli ultimi PUG che individuano per le zone di espansione degli indici di edificabilità territoriale assolutamente irrisori, determinando di fatto la zonizzazione edificabile di maggiore superficie a parità di fabbisogno edilizio-abitativo. Per assurdo: l’urbanistica degli anni sessanta del secolo scorso ne consumava meno!
    2° – la modifica di legge proposta ed approvata in commissione urbanistica regionale è tesa a consentire lo sviluppo delle zone edificabili nelle sole aree già individuiate come tali dai pianoi ubanistici vigenti alla data di approvazione della LR 14/2009. Ed è del tutto falso che tale modifica determinerebbe la possibilità per i Comuni di approvare varianti urbanistiche o di consentire, come afferma un consigliere regionale (riportato in altro articolo), l’approvazione di centinaia di varianti urbanistiche.
    La verità è che con detta modifica si consentirebbe solo la realizzazione di diritti già acquisiti di cui la legge, nella originaria stesura, non ha tenuto conto. E questo, solo per un esiguo numero di lottizzazioni.
    Gli ulivi interessati non andrebbero distrutti, ma verrebbero comunque assoggettati ad espianto/reimpianto previa autorizzazione della preposta Commissione Regionale.
    Infine, è necessario ricordare che la prevista modifica della legge risolverebbe un problema insormontabile per quei Comuni il cui abitato è assolutamente circoscritto da uliveti, dove risulta inapplicabile persino la legge statale che consente di spostare previsioni di edificabilità in altri siti al fine di garantire la tutela paesaggistica-ambientale.
    Mi spiace aver letto articoli e commenti da parte di “forze politiche” che deviano la realtà dei fatti. Siamo alle solite: si dice solo quello che conviene per un tornaconto elettorale.

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