ManfredoniaRicordi di storia
"I clienti erano tantissimi quasi ogni giorno e ancor di più nel fine settimana"

Manfredonia, quando la rosticceria ‘Cecere’ era la ‘casa del paese’

"Ancora ricordo i suoi polli arrosto ma soprattutto 'i canaruzz o forn'"


Di:

Manfredonia – IN tanti si sentivano a loro agio nel locale che quasi fungeva da “casa del paese“. Quando rilevò l’attività in Corso Manfredi, a ridosso della Libreria Tuppi nel 1974, la rosticceria e pizzeria Cecere” cominciò a rappresentare ‘l’anima della città’.

Ancora ricordo i suoi polli arrosto ma soprattutto “i canaruzz o forn”; l’odore di quei sapori arrivava lungo la strada che andava verso Piazza del Popolo. Le domeniche erano più belle: ‘odori di adolescenza’ legati allo scricchiolio della pelle rossastra dei polli.

L’usanza, per noi ragazzi, era quella di recarci da Cecere e sederci sulle panche di ciliegio, contenti di stare in quel locale per l’epoca all’avanguardia. Ordinavamo i colli di pollo messi nella carta per alimenti; i clienti erano tanti ogni giorno e ancor di più nel fine settimana.

Ma ho un ricordo che mi fa un po’ male, pensando al carissimo Cecere, una persone umile e di un’educazione fuori dal quotidiano. I ragazzi più grandi, negli ultimi anni di attività del locale, ordinavano tanta roba da mangiare, e alla fine arrivavano a non pagare.

Cecere solo e stanco a fine della giornata pensava solo di ritornare a casa in santa pace. Questo andazzo andò purtroppo avanti con il tempo, fin quando il Signor Cecere decise di lasciare l’attività nel 1988. Perdemmo così un dolce senso di familiarità comune.

FOTOGALLERY CLAUDIO CASTRIOTTA

(A cura di Claudio Castriotta – Redazione Stato)

Manfredonia, quando la rosticceria ‘Cecere’ era la ‘casa del paese’ ultima modifica: 2014-11-16T16:27:46+00:00 da Claudio Castriotta



Vota questo articolo:
9

Commenti


  • Sorridi sei a Manfredonia: la città dei balocchi

    Oh mo m fè venje a fem!!


  • PAOLO

    Ho lavorato come aiutante pizzaiolo all’età di 11 anni da giugno ad agosto. Quanta farina o lavorato con le braccia, quanti polli pulivamo togliendo le interiori che poi venivano fatte al forno come fegatini di pollo, le prime patatine fatte a bastoncini con una macchinetta manuale mentre a Manfredonia mangiavano patatine a fette come le PAI, quell’anno ci fù anche una scossa di terremoto ed io anzichè mettermi in salvo cercavo di non far cadere i polli, il pomeriggio preparavamo con colla i coni che poi sarebbero serviti per le porzioni di patatine e aveva una dima di cartone di misure diverse, spesso si inventava pizze e noi pronti a fare da cavia, si infornava e si sfornava continuamente, ero riuscito anche a preparare e predisporre i polli arrosto nel girarrosto, di tanto in tanto quando serviva una mano andavo anche al bancone a servire ed è lì che scoprii qualche mano che sbagliava (non pubblicabile,ndr)…….ndr…….bella la scritta che metteva sulla porta in tedesco “sprechen Deutsch” perchè lui è stato un migrante in Germania…….la paga era di 100 lire al giorno dalle 0900 alle 1300 e dalle 1600 alle 2400 tutti i giorni escluso il mercoledi mio giorno di riposo…….Quanti ricordi, ricordi amari perchè vedevi i tuoi amici che si divertivano mentre io per necessità ero costretto a sopire la mia voglia di giocare e socializzare, la vita già da subito mi ha riservato il ben servito…..


  • elio cecere

    Grazie, al sig. Claudio Castriotta x aver ricordato il lavoro di mio padre con queste vere parole…..


  • Raffaele

    Grande Zio, per me la famiglia Cecere è stata come una seconda famiglia , ci sono cresciuto in quella pizzeria con i miei cugini Remo, Elio e Domenico. È grazie alla pizzeria che i miei genitori si sono conosciuti….un grande abbraccio ai miei zii…


  • Xavier

    Un salutone a Domenico Cecere che non vedo da più di trent’ anni!!!! (Alberghiero a Vieste).


  • MATTEO

    ERA IL NOSTRO PUNTO DI RITROVO E QUAND CANARUZZ CIAMM MANGETE BELLISSIMI RICORDI


  • Giuseppe Gentile

    Un forte abbraccio all’amico Domenico Cecere, che non vedo al almeno 35 anni. Amico di banco alle elementari..


  • Commossa

    Testimonianza meravigliosa! Mi sono commossa, sopratutto quando in mezzo a tanto lavoro e tanta dignità è emersa l’astuta cattiveria dei ragazzi che praticamente non pagando lo derubata o, frutto della cattiva educazione!


  • Commossa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi