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"Una testimonianza importante, una storia di grande coraggio e speranza"

Il segreto del mio turbante – N.Ghulam, A.Rotger, 2012

Una storia vera che ha ispirato il film Osama di Siddiq Barmak, regista vincitore del Golden Globe nel 2004

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Bologna/Manfredonia – “IL segreto del mio turbante” racconta una storia vera che ha ispirato il film Osama di Siddiq Barmak, regista vincitore del Golden Globe nel 2004.

IL SEGRETO DEL MIO TURBANTE. La vita della piccola Nadia scorre felice tra i banchi di scuola e i giochi all’aria aperta: Kabul le appare gioiosa e sempre in festa, con la musica che rallegra le strade e gli aquiloni che colorano il cielo. Ma quando scoppia la guerra civile, la sua famiglia precipita nell’orrore: una bomba distrugge la loro abitazione e la vita di Nadia ne è segnata per sempre. A soli otto anni rimane gravemente ustionata. Mentre la bambina è sottoposta a una lunga serie di interventi chirurgici, l’amato fratello Zelmai viene ucciso e il padre, reso pazzo dal dolore, diventa incapace di sostenere i suoi cari. Nel Paese dei talebani, che escludono le donne dalla società, una famiglia senza un uomo non può sopravvivere. È allora che Nadia prende l’unica decisione che può cambiarle un tragico destino: nasconde i capelli sotto un turbante, si fascia il petto, indossa abiti maschili e si fa chiamare con il nome del fratello morto: Zelmai.

ANALISI. Come già detto, la vicenda narrata in questo libro è realmente accaduta a Nadia Ghulam, aiutata nella stesura del testo dalla giornalista spagnola Agnès Rotger. L’episodio chiave avvenuto nella sua infanzia è senza dubbio l’esplosione che ha devastato la casa di famiglia e anche il suo corpo, in particolare il volto. Nadia deve quindi fare subito i conti con una diversità che diventa in un certo senso doppia quando, per dover sostenere la famiglia, si camuffa da maschio e va a lavorare, cosa proibita alle donne sotto il regime dei talebani, prendendo il nome dell’amato fratello defunto, Zelmai. Si fa quindi conoscere come ragazzino intraprendente, furbo e determinato, e sfida la sorveglianza del regime arrivando addirittura a lavorare a stretto contatto con i talebani. Quella di Nadia Ghulam è una testimonianza importante, una storia di grande coraggio e speranza declinata al femminile, proveniente da una terra oppressa e martoriata.

LE AUTRICI. Nadia Ghulam è nata a Kabul nel 1985. dopo aver vissuto per vent’anni nel suo Paese, ha trovato rifugio in Catalogna grazie a una ONG. Ora sta realizzando il suo sogno: continuare a studiare.
Agnès Rotger, giornalista, ha diretto le case editrici Pòrtic e Mina; oggi collabora con diverse testate spagnole.

Il giudizio di Carmine
Nadia Ghulam e Agnès Rotger
IL SEGRETO DEL MIO TURBANTE
2012, Sperling & Kupfer Editori
Valutazione: 3½/5

(A cura di Carmine Totaro – Redazione Stato@riproduzioneriservata)

Il segreto del mio turbante – N.Ghulam, A.Rotger, 2012 ultima modifica: 2014-11-16T18:08:05+00:00 da Carmine Totaro



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