Foggia
Il senatore foggiano dopo l'ultimo atto criminale

Sicurezza, Tarquinio “Da criminalità locale ormai è dichiarazione di guerra”

"Risposta illegalità più veloce delle istituzioni"

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Foggia. “Nonostante il clamore suscitato pochi giorni fa dalla vicenda dell’assalto al bus, su cui ancora attendiamo sia fatta chiarezza, la notte scorsa l’ennesimo episodio criminale a Cerignola. La gravità dei fatti ci lascia sconcertati e dimostra, ove mai ce ne fosse ulteriore bisogno, l’urgenza di convocare a Foggia il Comitato nazionale per l’Ordine pubblico e la Sicurezza, come ho chiesto fermamente la scorsa settimana con un’interrogazione urgente al Ministro degli Interni”. È quanto dichiara il senatore foggiano dei Conservatori e Riformisti, Lucio Tarquinio, intervenendo sull’assalto ai danni di un treno merci. “Ancora una volta, la criminalità è stata più veloce delle istituzioni. Quanto accaduto la notte scorsa è una dichiarazione di guerra manifesta alle istituzioni. Persino in un momento di massima attenzione, quando tutto il territorio è sotto i riflettori della cronaca, le organizzazioni della criminalità locale continuano a dimostrarsi più forti di noi e la loro arroganza trae forza dalla nostra debolezza.

Tornerò ad incalzare il Ministro Alfano e il governo, da cui nessuna risposta è arrivata, per ribadire la necessità ormai improrogabile di implementare le risorse e l’organico a disposizione delle forze dell’ordine sul territorio. La situazione in cui versa tutta la provincia di Foggia con i Comuni dei dintorni precipita giorno dopo giorno. Siamo ormai nel più totale Far West, tra illegalità e violenza. In tutto questo, le forze di polizia sono lasciate completamente sole, senza risorse e senza personale sufficiente a presidiare il territorio. Alle forze di sicurezza va riconosciuto il merito di portare avanti, con coraggio e senza mezzi, il proprio compito nonostante le condizioni di difficoltà ma, per quanto encomiabile, il solo senso del dovere di questi nostri uomini non può essere l’unica arma, perché non basta più.

Finché avrò un ruolo istituzionale per farlo, io non mi arrendo: mi batterò, e ove necessario alzerò la voce, perché Foggia, i Comuni della Capitanata e la Puglia tutta non diventino le nuove terre di nessuno, come tante altre ce n’è soprattutto nelle regioni del Sud, dove la violenza e la criminalità regnano sovrane”.



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