Foggia, Tributi Italia: da domani servizio di affissione. Regione revoca finanziamento | Capitanata

Foggia, Tributi Italia: da domani servizio di affissione. Regione revoca finanziamento

tributiitaliaproteste (immagine d'archivio by Teleradiopace)

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Foggia – CANCELLAZIONE da albo riscossiori di Tributi Italia spa: sarà riattivato nella giornata di domani a Foggia il servizio affissioni, sospeso lunedì a causa della cancellazione dell’ente dall’albo delle società abilitate alla riscossione di tributi. A svolgerlo saranno i dipendenti della stessa società, che si avvarranno dell’ufficio e delle attrezzature già in uso, temporaneamente coordinati dall’Ufficio Annona del Comune di Foggia. A questa soluzione, l’Amministrazione comunale è giunta all’esito di una complessa ed articolata procedura, avviata nella mattinata di martedì 15 dicembre con la notifica del provvedimento di sospensione adottato dal ministero dell’Economia; cui è seguita la diffida, indirizzata a Tributi Italia, a riscuotere somme per conto del Comune Oggi sono stati formalizzati gli atti necessari a procedere sulla base dell’art.22 del contratto di concessione del servizio, che per casi del genere prevede il “temporaneo possesso dell’ufficio e delle dotazioni” ed il coordinamento delle attività da parte del Comune. Quindi, sono stati bloccati i conti correnti postali intestati a Tributi Italia. A partire da domani, dunque, il servizio di affissione sarà eseguito su disposizioni dell’Ufficio Annona a fronte del versamento di quanto dovuto su uno specifico conto corrente postale intestato al Comune di Foggia o presso la tesoreria comunale (Banca Unicredit). Tributi Italia gestiva per conto del Comune di Foggia la tassa per l’occupazione di suolo pubblico e quella per le affissioni pubbliche. Il primo contratto, scaduto nel 2008, è stato prorogato dalla precedente Amministrazione comunale e si stanno predisponendo gli atti per la gara d’appalto; l’altro servizio sarebbe stato gestito fino a tutto il 2015. Affrontata l’emergenza, la Giunta sta ora valutando le diverse opzioni per garantire le affissioni ed inserire questo servizio nella più complessiva riflessione sulla gestione delle entrate tributarie. Intanto, nei lavori di giunta di stamane, il consiglio regionale di via Capruzzi ha revocato il provvedimento di ammissione ad un finanziamento di 3 milioni e 600 mila euro nei confronti della società Tributi Italia SpA, provvedimento emesso appena due mesi or sono. Il gruppo Prc in Consiglio regionale prende atto con soddisfazione di tale revoca, assunta in seguito alla denuncia del capogruppo Piero Manni e alla mobilitazione dei lavoratori. “Rimane in piedi – ha dichiarato Manni – un pesante dubbio: come sia stato possibile che la struttura dell’assessorato allo Sviluppo economico (per la precisione l’Ufficio attuazione investimenti e il Servizio ricerca e competitività) nonché la società Puglia Sviluppo SpA abbiano concluso una istruttoria su Tributi Italia ‘con esito positivo in merito alle verifiche di esaminabilità, accoglibilità ed ammissibilità’ della richiesta di finanziamento e abbiano riconosciuto la ‘affidabilità del soggetto proponente sotto il profilo patrimoniale, finanziario ed economico’. Tutto ciò, mentre Tributi Italia non versava ai Comuni (per conto dei quali operava accertamenti e riscossioni) quasi 90 milioni di euro, mentre non pagava i salari ai lavoratori da agosto, mentre aveva vari procedimenti giudiziari in corso, e addirittura mentre la VI commissione della Camera svolgeva audizioni sulla questione, concludendo che ‘la società Tributi Italia SpA […] versa in una gravissima situazione di squilibrio finanziario, risultando debitrice […] nei confronti di 135 comuni, per un ammontare complessivo di oltre 89 milioni di euro relativi ai tributi riscossi e non riversati ai comuni competenti’. Probabilmente l’assessore allo Sviluppo economico, nonché vicepresidente della Giunta, farebbe bene ad aprire un’inchiesta interna per verificare se nella struttura del proprio assessorato non si siano verificate colpevoli omissioni o anche peggio. Credo inutile fare una interrogazione istituzionale, in quanto il Consiglio regionale funziona in maniera tale che è possibile per quasi cinque anni non rispondere alle interrogazioni”.

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