Manfredonia

Morte in carcere 38enne di Zapponeta, “autorizzata autopsia”

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Carcere Lucera (fonte image: http://www.polpen.it)

Zapponeta – “IL Procuratore Capo del Tribunale di Foggia – e il procuratore aggiunto – ha autorizzato l’autopsia sul corpo del 38enne di Zapponeta Alberico Di Noia – deceduto in carcere a Lucera – anche in relazione all’ulteriore e più grave reato da ipotizzare, di istigazione o induzione al suicidio”. E’ quanto comunica a Stato il consigliere comunale di Zapponeta Luciano Castigliego, dopo la ricezione dell’atto in Comune.

Da raccolta dati, sospeso il procedimento di seppelimento del corpo dell’uomo.

“In qualità di esponente dell’amministrazione Comunale tutta, porgo le più cordiali condoglianze alla famiglia tutta di Enrico in particolar modo a Filomena (moglie) e ai tre figli. Noi ti siamo vicini fratello Enrico, ora tocca a te pensare da lassù in primis alla tua famiglia e poi a tutti noi tuoi compaesani”, dice Castigliego.

3 i legali nominati dalla famiglia: si tratta di Luigi Perrone, Luigi Miccoli e Michele Vaira del Foro di Foggia. Due dei tre legali “si erano rivolti ieri al procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Foggia, al sostituto procuratore dott. Antonio Laronga, al ministro dell’Interno, Angelino Alfano e agli organi di stampa, affinché venisse disposto urgentemente il sequestro cautelare della salma al fine di eseguirne l’accertamento autoptico e il sequestro della documentazione penitenziaria riguardante il detenuto”.

Come riportato dal sito Foggiatoday.it: “gli stessi congiunti hanno informalmente appreso da agenti di polizia penitenziaria alcune circostanze che parrebbero divergere dalla ufficiale ricostruzione dell’infausto evento, che non ci risulta essere stato disposto alcun accertamento autoptico, né alcuna ispezione cadaverica sul corpo del defunto” – e continua – “che non ci risulta che alcun magistrato si sia recato presso la struttura carceraria”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • mauro

    Ma nessuno parla mai di tutte le volte che gli agenti penitenziari salvano la vita a questi individui che, per loro fragilità o debolezze personali o rimorsi per il male che hanno fatto, decidono di fuggire dalle proprie responsabilità nel modo più vigliacco possibile, ovvero togliendosi la vita?
    Viviamo in un mondo di giustizialisti e falsi moralisti…comunque ben vengano tutti gli accertamenti e indagini possibili…soltanto, al termine di tutto, quando verrà finalmente dimostrato che non c’è niente di losco dietro a questa triste vicenda, abbiate tutti, compresi i redattori di questo giornale, l’onestà intellettuale di chiedere scusa per tutte le stronzate che avete scritto e state scrivendo su questa gente che tutti i giorni fa onestamente il proprio lavoro.


  • ciccilluzzo

    scusami non sono affatto d’accordo,anzi senza lo “scusami”,la tua è soltanto retorica!le forze dell’ordine sono semplicemente essere umani,c’è chi è corrotto e disonesto e c’è chi invece è un eroe e difende i cittadini…non si tratta di essere nè giustizialista e nè falsi moralista,semplicemente essere “umano”,ed in questa storia,(dove una persona viene ritrovata morta in una cella con ecchimosi ed ematomi su tutto il corpo)di umano resta solo la verità che i famigliari possano un giorno scoprire….poi sai queste cose finchè non capitano sulla propria pelle,riesce difficile capire come ci si possa sentire. in ogni caso gli agenti penitenziari,(come tutti gli organi militari dello stato)rischiano si la vita tutti i giorni,ma non mi risulta che si trasformino in psicologi,salvando la vita ai detenuti,perchè il suicidio è un problema sociale legato a problemi inconsci di una persona,non solo riguardante le carceri italiane…un saluto!


  • Miriam Lattarulo

    Giusto ciccilluzzo e poi Enrico stava in attesa di giuduzio con molta probabilita sarebbe uscito hai domicigliari e SE non si e tolto la vita quando e deceduto il suo amatissimo padre perche doveva farlo ora che stava per tornare a casa dalla sua famiglia e vero CE chi FA il suo dovere per devozione alla giustizia e chi lo FA per legalizzare la propria voglia di uccidere queste cose Sono all’ordine del giorno ed Enrico e stato vittima della seconda categoria assassini pagherete


  • romy

    Mauro,vivi nel mondo delle favole? Inanzitutto un detenuto è in carcerevper scontare la propria pena in base al reato commesso e dovrebbe esserci un procedimento di rieducazione nn di massacro…poi mi spieghi un uomo in una cella d’isolamento dove nn ci dovrebbero essere nemmeno le lenzuola,cm fa:impiccarsi,spezzarsi collo e denti,riempirsi il corpo di echimosi e sfregi…tutto dasolo? Un’acrobata! Ma perpiacere siamo realisti! E vorrei farti presente ancora nn lo sapessi che la stessa cosa successe a un’altro detetenuto nel 2011 e per loro sfortuna si salvò…e l’altra notte un’altro detenuto massacrato versa in gravi condizioni…ancora nn si conoscono le cause…probabilmente ha tentato il suicidio pure lui? Caspita è esplosa un epidemia in quella struttura,hanno tutti voglia di farla finita! È vero che nn si può fare di tutta un’erba un fascio…ma chi ha ucciso deve pagare…ha tolto la vita a un uomo,un marito,un figlio e un padre ai suoi tre figli…deve uscire la verità! E ci vorrebbero controlli più rigidi nelle carceri,sia per i detenuti sia per il personale…caro Mauro spero nn ti capiti mai di vivere una tragedia del genere perché cambieresti modo di pensare…


  • Zapponetano

    X MAURO, CARISSIMO FAI FINTA DI NON AVER CAPITO NIENTE–. DA QUANTO SI È RISCONTRATO IN QUESTA FACCENDA SI CAPISCE SUBITO CHE COME LA MATEMATICA 1 + 1 = 2 così IL NOSTRO COMPAESANO E STATO –,E POI IL RESTO.

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