Editoriali

Storia di Angela e del suo lavoro in carcere (A.Amarante)

Di:

Carcere cella (statoquotidiano - info.espressioni@)

Angela lavora da quasi un decennio nel carcere di Pavia. È impiegata all’ufficio stipendi, perciò ogni giorno ha a che fare con le buste paga dei detenuti. “Aiutare i carcerati con le pratiche mi rende soddisfatta – spiega –, perché so di aver fatto bene il mio lavoro”. Alla casa circondariale è approdata nel 2005, tramite un contratto di mobilità, accordatole dopo la chiusura dello stabilimento del Genio militare di Pavia, dove stava in precedenza.

Alla domanda, “c’è qualcosa che cambieresti del tuo lavoro?”, risponde decisa: “l’ambiente”. Il problema è tra colleghi e superiori e riguarda la gestione delle pratiche quotidiane: “È un ambiente chiuso, con una mentalità troppo vecchia. Non ci sono novità e non c’è mai uno scambio di opinioni. Se ti dicono che un lavoro si fa così, si fa così e basta. Invece sarebbe bello confrontarsi, si potrebbe così migliorare l’attività di tutti”. Ma quello che manca realmente – aggiunge – è la formazione: “Le circolari ci dicono cosa dobbiamo fare, ma senza spiegarci come. Io e la mia collega facciamo da sole, leggiamo i manuali, impariamo dai programmi, ci aiutiamo a vicenda”.

Angela è iscritta alla Cgil da tanti anni. Per un periodo, però, ha stracciato la tessera, perchè il rappresentante che c’era allo stabilimento non dava abbastanza spazio agli iscritti…”. Poi è arrivato l’impiego al carcere, dove nel 2005 nessuno del comparto ministeriale aveva la tessera Fp. “Sono stata uno dei primi iscritti, mi hanno eletto nelle Rsu e ho continuato a seguire il mio percorso sindacale. Ieri ho partecipato con convinzione all’assemblea congressuale”. la delegata andrà in pensione a breve, e dal congresso Fp Cgil Lombardia si aspetta “che si metta in discussione la legge sulle pensioni, perchè bisogna cambiarla. Spero anche che i sindacati siano più compatti tra di loro”.

(A cura di Angela Amarante – Fonte RASSEGNA.IT)



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